La procedura fallimentare

Di Marta Ferrucci.

Il creditore che non è o non si può soddisfare attraverso la procedura esecutiva individuale, sia quando il patrimonio del debitore risulta insufficiente o perchè non trova più nulla da aggredire (pignoramento c.d. negativo), si rivolge al Tribunale dove l' imprenditore ha la sede principale dell' impresa per presentare istanza di fallimento

Questo in base al principio stabilito dall'art. 2221 c.c. secondo cui "Gli imprenditori che esercitano un'attività commerciale, esclusi gli enti pubblici e i piccoli imprenditori, sono soggetti, in caso di insolvenza, alle procedure del fallimento e del concordato preventivo, salve le disposizioni delle leggi speciali" (1).
Il Fallimento è perciò un istituto giuridico che mira al soddisfacimento delle ragioni dei creditori in modo proporzionale in forza della "par conditio creditorum" attraverso l' esecuzione forzata concorsuale o collettiva, le cui norme e principi speciali sono contenuti nel R.D. 16.3.1942, n.267 (LEGGE FALLIMENTARE).

A tale proposito l'art. 6 L. cit. sancisce che "Il fallimento è dichiarato su richiesta del debitore, su ricorso di uno o più creditori, su istanza del pubblico ministero, oppure d'ufficio".
L'istanza di fallimento va presentata al c.d. "Ruolo generale per il deposito delle istanze di fallimento" della sezione fallimentare del Tribunale. L' istanza va corredata con tre copie della medesima in carta semplice, tre fogli uso bollo, il certificato in bollo della società debitrice rilasciato dalla Camera di Commercio ed il fascicolo contenente gli atti (titolo esecutivo, precetto e il verbale di pignoramento mobiliare negativo).
Se la domanda è proposta dal debitore in proprio dovranno essere aggiunti all'istanza così formata gli ultimi due bilanci, lo stato patrimoniale, l'elenco dei creditori e dei debitori; tutti questi documenti vanno redatti in bollo.

Controllati tutti i documenti, il collaboratore di Cancelleria rilascerà al richiedente un cartoncino con impresso il numero dell' istanza di fallimento e che dovrà essere esibito - non prima di venti giorni per poter consultare le rubriche verdi - che di regola non sono pubbliche - ordinate secondo anno e numero dell' istanza.

In caso di accoglimento dell' istanza, il richiedente troverà nel rigo contrassegnante le parti della procedura pre-fallimentare la data di comparizione ed il nome del giudice delegato.
L' istanza di fallimento con in calce il decreto di fissazione della udienza va debitamente autenticata - apponendo 5 € di diritti di cancelleria e una marca da 10 € (richiesta non urgente) - e, quindi, notificata a cura dell' istante al debitore, affinchè lo stesso sia "sentito" in Camera di Consiglio o dal Giudice Delegato prima dell'eventuale dichiarazione di fallimento. Nel diritto fallimentare, infatti, riveste enorme importanza il riconoscimento del diritto di difesa del debitore in base al quale è necessario che l'imprenditore sia stato posto in grado di conoscere l'istanza di fallimento presentata a suo carico e per il giudice delegato esperire a tal fine una sommaria istruttoria convocando il debitore perchè quest'ultimo illustri le proprie ragioni o perchè dimostri di non essere in stato di insolvenza.

Le istanze di fallimento, già notificate, vengono raccolte e preparate per la prima udienza di comparizione nei faldoni, ordinati secondo la data dell' udienza e del nome del giudice delegato, nella Cancelleria del giudice delegato.
Se a seguito dell' udienza di prima comparizione e delle successive udienze il Giudice delegato reputi ormai sufficientemente istruita la fase pre fallimentare e matura per addivenire alla declaratoria di fallimento, fissa la data di adunanza del Tribunale in Camera di Consiglio (2). Una volta riferito in Camera di consiglio l'esito dell'istruttoria compiuta da parte del Giudice delegato ed emessa la sentenza dichiarativa di fallimento (3) del Tribunale, questa verrà annotata nelle rubriche.

Da questo momento il creditore per insinuarsi al passivo fallimentare dovrà annotarsi il numero del fallimento, il nome del Giudice delegato, il nome del curatore e la data di verifica dei crediti consultando le rubriche dei c.d. fallimenti dichiarati.