La Primavera di Sandro Botticelli: analisi e descrizione dell'opera

Di Marta Ferrucci.

Analisi e descrizione della Primavera di Botticelli

SANDRO BOTTICELLI, VITA E OPERE

Sandro Botticelli ebbe la sua prima formazione all’interno della bottega del Verrocchio, che fu il maestro pure di Leonardo. La Primavera è un soggetto di tipo mitologico, e proprio a Botticelli si deve il merito di aver riportato in vita questi soggetti grazie alle sue opere popolate di dei antichi e mitici esseri di cui i poeti classici ne avevano cantato le gesta. La Primavera fu dipinta nel 1478 per la villa di Castello di Lorenzo di Pierfrancesco de Medici, cugino del celebre Lorenzo il Magnifico.

PRIMAVERA DI BOTTICELLI, ANALISI DELL'OPERA

La scena si svolge in una radùra verdeggiante, punteggiata di tantissime piante e fiori, limitata da alberi d’arancio aventi la stessa funzione di un fondale dipinto da teatro. A destra troviamo Zefiro (personificazione del mite vento primaverile che soffia da ponente) bruciante di passione, che insegue Flora (una delle Ore, figlie di Zeus che aprivano e chiudevano le porte del cielo da cui entravano e uscivano le stagioni). Poi la Primavera, mentre al centro ecco Venere che, incorniciata come in una nicchia dai rami flessi degli alberi, avanza a passo di danza offrendosi a chi guarda; Cupido la sovrasta mentre scaglia una freccia infuocata in direzione di una delle tre Grazie che ballano intrecciando le mani, mentre Mercurio, all’estrema sinistra, allontana le nubi col suo caducéo.


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La scena ha assonanze con dei versi di Poliziano (Tutto lascivo, dietro a Flora, Zefiro volae la verde erba infiora), è stata tratta probabilmente da un passo dell’Asino d’oro di Apuleio, scrittore latino del II secolo dc. In questo brano viene narrato come il protagonista, mutato in asino, in attesa di riconquistare il suo aspetto, assista a una rappresentazione del Giudizio di Paride dove compaiono tutti i personaggi dipinti.

PRIMAVERA DI BOTTICELLI, PERSONAGGI

Venere in posizione centrale, sembra voler invitare Lorenzo di Pierfrancesco a sceglierla come fece Paride nell’Asino d’oro. Questo fatto, ha dei parallelismi con i principi dettati dal filosofo umanista Ficino, ed in particolare con concetto Humanitas di cui Venere ne costituisce il rimando. All’Humanitas corrisponde la raffinatezza e la cultura, l’invito offerto da Venere al committente è anche l’invito a scegliere queste virtù, di cui forse egli difettava. La Primavera quindi, ha uno scopo educativo con profondo valore pedagogico.



Venere di Botticelli, analisi e descrizione



PRIMAVERA DI BOTTICELLI, DESCRIZIONE

Dal punto di vista formale, si deve evidenziare il ritmo delle figure, la bellezza dei corpi, il fluire delle linee, gli accordi di colore. I corpi e gli abiti sembrano non avere peso, tutti i personaggi sono sospesi sul prato caratterizzato dal verde brillante.
L’illusione prospettica in quest’opera, è ridotta all’essenziale. Basta osservare i tronchi paralleli e la loro quasi assenza di prospettiva, o il ricamo delle foglie sul fondo della Primavera: ma è proprio rispetto al fondo senza profondità e alla cadenza parallela dei tronchi, che prende vita il fluire dei ritmi lineari delle figure. Su tutti sembra aleggiare una leggera tristezza che rende seria anche la danza delle Grazie.