Prima prova 2017: i consigli di Umberto Eco

Di Francesca Ferrandi.

Prima prova maturità 2017: ecco i 40 consigli di Umberto Eco per scrivere correttamente in italiano, utilissimi per affrontare le tracce del primo scritto

PRIMA PROVA, MATURITà 2017: LE 40 REGOLE DI UMBERTO ECO

Maturità 2017, ci siamo: domani, mercoledì 21 giugno, gli studenti di quinta superiore dovranno affrontare la prima prova scritta, che consisterà in un elaborato di italianoanalisi del testo, saggio breve, articolo di giornale, tema storico o tema di attualità. Tra le diverse prove in cui si suddivide l’esame di Stato, si tratta probabilmente di quella che spaventa meno i maturandi: essi potranno infatti scegliere tra le diverse tracce quella su cui si sentono più ferrati ed andare così sul sicuro. Ci sono però un paio di vincoli a cui stare attenti per riuscire a strappare un buon voto alla prima prova di Maturità: cercare di essere originali e, soprattutto, scrivere in italiano corretto.
Come? Umberto Eco, filosofo e scrittore di grandissima importanza che proprio il 19 febbraio dello scorso anno è deceduto, ha scritto 40 divertenti ed utilissimi consigli per scrivere in italiano corretto. Sono stati pubblicati da Bompiani nel volume La bustina di Minerva e il nostro consiglio è quello di leggerli tutti e trarne insegnamento in vista della prima prova di Maturità 2017.

MATURITà 2017: CONSIGLI PER SCRIVERE LA PRIMA PROVA

Prima prova Maturità 2017: i consigli di Umberto Eco
Prima prova Maturità 2017: i consigli di Umberto Eco

Vuoi scoprire quali sono i 40 consigli di Umberto Eco per scrivere correttamente in italiano e che possono tornarti utili per le tracce di prima prova di Maturità 2017? Noi di Studenti.it abbiamo deciso di pubblicarli tutti qui di seguito. Sono divertenti e utilissimi per cercare di non commettere qualche errore di troppo che possa portare la commissione a decidere di abbassare il voto della prima prova. Sei pronto per leggerli tutti e prendere appunt? Qui di seguito trovi tutte le dritte di Umberto Eco, perfette per la prima prova, per scrivere in italiano corretto:

  • Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
  • Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
  • Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
  • Esprimiti siccome ti nutri.
  • Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
  • Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
  • Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
  • Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
  • Non generalizzare mai.
  • Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
  • Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
  • I paragoni sono come le frasi fatte.
  • Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

PRIMA PROVA MATURITà 2017: COME SCRIVERE CORRETTAMENTE

  • Solo gli stronzi usano parole volgari.
  • Sii sempre più o meno specifico.
  • L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
  • Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
  • Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
  • Metti, le virgole, al posto giusto.
  • Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
  • Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
  • Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
  • C’è davvero bisogno di domande retoriche?
  • Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

MATURITà 2017: I CONSIGLI DI UMBERTO ECO

  • Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
  • Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
  • Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
  • Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
  • Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
  • Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
  • All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
  • Cura puntiliosamente l’ortograffia.
  • Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

MATURITà 2017, PRIMA PROVA: COME SI SCRIVE SECONDO UMBERTO ECO

  • Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
  • Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
  • Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
  • Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
  • Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
  • Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
  • Una frase compiuta deve avere.