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Ricercatori universitari in protesta: cosa ne pensi? |
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A cura di Giulia Serventi Longhi
Continuano le proteste dei ricercatori universitari. Mobilitazioni in tutta Italia contro il decreto Moratti che sembra mettere in discussione la loro stessa esistenza.
Il disegno di legge è stato approvato alla Camera dei Deputati ed è in attesa di essere discusso in Senato. L'opposizione dei ricercatori è arrivata negli ultimi giorni fino allo sciopero della fame. Per loro infatti sembra non esserci futuro.
La loro denuncia è che il decreto
adotta misure di aumento del numero dei precari e del periodo di precariato e mette fine al ruolo dei ricercatori.
Chi deciderà di intraprendere la carriera universitaria (come ricercatore) avrà, in base alla legge, di fronte la strada dei contratti a tempo determinato, per un massimo di sei anni. Questi (gli ex ricercatori) potranno però fregiarsi del titolo di
«professore aggregato».
Tale definizione di "professore aggregato" non appare alla CRUI, che ha manifestato il suo dissenso, garantire "un
riconoscimento del merito e della qualità del lavoro didattico
e scientifico e adottano logiche vistosamente clientelari".
Manca ancora secondo la Conferenza dei Rettori "un sistema nazionale di valutazione indipendente ed autorevole nelle Università in grado di assicurare la promozione di logiche
di efficienza e di qualificazione". Insomma delle regole precise che regolino il reclutamento di queste nuove figure professionali.
In base al decreto non ci saranno più concorsi per ricercatori che andranno ad esaurirsi e saranno sostituiti dalla figura di "professori aggregati" ma solo bandi per incarichi di professore associato e ordinario. Che invece verranno "scelti" in base a un'idoneità scientifica nazionale, sancita in questi concorsi.
Ma cosa dice nel dettaglio il decreto di legge?
Ecco alcuni punti:
1. Si prevede che i singoli Atenei disciplinino "con propri regolamenti" le procedure per il reclutamento dei professori
2. Si reintroducono i "professori incaricati" a tempo indefinito (comma 3, art. 4)
3. Si introduce la figura del professore ordinario a termine (comma 4, art. 4);
4. Non si elimina l'attuale il precariato e si introduce la figura del "contrattista di diritto privato" della durata di tre anni, rinnovabile senza alcun limite di tempo (comma 6, art. 4)
5. Si introduce l'"idoneità scientifica nazionale", per il reclutamento vero e proprio nei ruoli di professore ordinario e di professore associato (comma 1, art. 4)
6. Il bando di nuovi posti di professore è sospeso fino all'emanazione dei decreti delegati (commi 1 e 2, art. 3
7. l'attuale ruolo dei ricercatori è messo ad esaurimento (comma 2, art. 3)
8. per gli attuali ricercatori è previsto il titolo di "professore aggregato". Ai ricercatori con il titolo di "professore aggregato" è possibile imporre lo svolgimento di un corso. Lo stesso titolo è 'offerto', in pratica, anche a chiunque altro operi nell'Università. (comma 11, art. 4);
Letizia Moratti ha affermato: «Questa legge modernizza l'università italiana e l'avvicina all'Europa».
L'opposizione ha sentenziato che il disegno di legge: «rappresenta un ritorno al passato».
E tu cosa ne pensi?
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