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  Il dottorato di ricerca

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Il Dottorato di ricerca è una delle tipologie di formazione post laurea promosse dall'università il cui obiettivo e quello di formare i laureati che aspirano ad intraprendere la carriera universitaria o specializzarsi nel campo della ricerca.
Generalmente si tratta di laureati brillanti che, superato un concorso di ammissione, seguono corsi specialistici, lavorano autonomamente inseriti in un gruppo di ricerca e producono importanti risultati scientifici che si concretizzano, al termine dei tre anni, in una tesi di dottorato.

Come si accede, in teoria, al dottorato di ricerca
Al dottorato si accede per concorso, sulla base di una prova scritta e orale che, generalmente, si svolge in autunno. È possibile concorrere per più di un dottorato e, in teoria, un fisico può fare domanda anche per un dottorato in archeologia.
...e in pratica?
La selezione non è sempre così "lineare"; esistono infatti due categorie di persone che partecipano a questo tipo di concorso: chi, per sei mesi o più, ha seguito il professore a cui è assegnata la cattedra che ha bandito il concorso, instaurando con lui un rapporto di fidelizzazione e chi, pur avendo interesse a vincere la borsa di studio non ha contatti con il professore ed affronta questa selezione per ciò che effettivamente è, ovvero un normale concorso in cui il contatto a priori con il cattedratico non dovrebbe (in teoria, appunto) avere importanza. Mentre la prima categoria probabilmente passerà la selezione, la seconda probabilmente no.
Se ufficialmente si ammettessero questo stato di cose l'approccio da parte di tutti potrebbe essere diverso e più positivo: si potrebbero, ad esempio, riservare un numero di borse per chi, dopo la laurea, è rimasto nell'ambito universitario attivandosi in una sorta di assistentato ufficioso, ed un altro numero per chi, pur essendo esterno, ha comunque interesse per la materia ed ha continuato a studiare e a documentarsi fuori dalle mura universitarie e lontano dal "controllo" del professore.
Altrimenti, quale libertà di studio, di opinioni e di ricerca ci potrà essere in un sistema che permette al cattedratico di turno di controllare "gli accessi" alle carriere universitarie? Non si rischia così di perpetuare uno stesso pensiero, uno stesso orientamento scientifico e di limitare fortemente la ricerca, nel vero senso del termine? A voi la risposta.
Chi può accedere al dottorato di ricerca
Ogni anno in Italia vengono messi in palio circa 4 mila posti per tutte le materie e tutte le sedi e vi possono accedere , senza limitazioni di età e cittadinanza, coloro che sono in possesso di laurea o di analogo titolo accademico anche conseguito all'estero, preventivamente riconosciuto dalle autorità accademiche, o nell’ambito di accordi interuniversitari di cooperazione e mobilità.

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