Generalmente si tratta di laureati brillanti che, superato un concorso di ammissione, seguono corsi specialistici, lavorano autonomamente inseriti in un gruppo di ricerca e producono importanti risultati scientifici che si concretizzano, al termine dei tre anni, in una tesi di dottorato.
Come si accede, in teoria, al dottorato di ricerca Al dottorato si accede per
concorso , sulla base di una prova scritta e orale che, generalmente, si svolge in autunno ( grazie a una nuova normativa del novembre 1997 i risultati si conoscono già entro dicembre).
È possibile concorrere per più di un dottorato e, in teoria, un fisico può fare domanda anche per un dottorato in archeologia.
...e in pratica?
La selezione non è sempre così "lineare" ; esistono infatti due categorie di persone che partecipano a questo tipo di concorso: chi, per sei mesi o più, ha seguito il professore a cui è assegnata la cattedra che ha bandito il concorso, instaurando con lui un rapporto di fidelizzazione e chi, pur avendo interesse a vincere la borsa di studio non ha contatti con il professore ed affronta questa selezione per ciò che effettivamente è, ovvero un normale concorso in cui il contatto a priori con il cattedratico non dovrebbe (in teoria, appunto) avere importanza. Mentre la prima categoria probabilmente passerà la selezione, la seconda probabilmente no.
Se ufficialmente si ammettessero questo stato di cose l'approccio da parte di tutti potrebbe essere diverso e più positivo : si potrebbero, ad esempio, riservare un numero di borse per chi, dopo la laurea, è rimasto nell'ambito universitario attivandosi in una sorta di assistentato ufficioso, ed un altro numero per chi, pur essendo esterno, ha comunque interesse per la materia ed ha continuato a studiare e a documentarsi fuori dalle mura universitarie e lontano dal "controllo" del professore.
Altrimenti,
quale libertà di studio, di opinioni e di ricerca ci potrà essere in un sistema che permette al cattedratico di turno di controllare "gli accessi" alle carriere universitarie? Non si rischia così di perpetuare uno stesso pensiero, uno stesso orientamento scientifico e di limitare fortemente la ricerca, nel vero senso del termine? A voi la risposta.
Informazioni
Ciao a tutti. Scusate ma come si fa a sapere "6 mesi prima" che uscirà il bando per il dottorato proprio con quel professore? In più vorrei sapere se qualcuno di voi sa qualcosa sull'accesso ai dottorati in francia, germania e magari austria, (possiamo dopo la nostra specialistica?), funziona "in pratica" come qui? E sopratutto sapete gli stipendi? :D Grazie, spero qualcuno mi risponda. Ciao
Fai la prova orale neanche due ore prima la pubblicazione dei risultati degli scritti
28 ottobre 2010, ore 10, prova scritta per il dottorato di "Antropologia ed epistemologia della contemporaneità" all'Universita di Bergamo. Sono presenti quasi 40 candidati.
Risultati della prova scritta pubblicati sul web il 29 ottobre 2010 intorno alle ore 13 circa. Prova orale per chi ha passato la prova scritta quasi un'ora dopo la pubblicazzione dei risultati degli scritti: 29 ottobre 2010, ore 14.
Ai lettori "l'ardua sentenza"!
Dov'è andata l'Antropologia in Italia?
I dottorati di ricerca nascono in Italia negli anni 80. Ma, mi chiedo, con le nostre lauree del vecchio ordinamento non eravamo già "dottori di ricerca"? Vi ricordate, al riguardo, le tesi sperimentali per il conseguimento del suddetto titolo accademico? Oggi chi è dottore? Tutti, per non offendere nessuno, basta passare i tre cicli di istruzione che si sono adeguati a modelli culturali che non ci appartengono.
Per restare nell'ambito dei dottorati di ricerca (questa si faceva anche prima con la discussione-"difesa" della tesi) sono stati inventate tante dizioni e "titoli" che non hanno alcuna corrispondenza con quelli esteri. Cerchiamo di essere chiari. In America dopo il master decido di fare, per esempio, un ph.d in Antropologia. Trattasi di un Ph.d in Antropololgia. Qui, in Italia, diventa, invece, un "dottorato di ricerca" in Antropologia e epistemologia delle società complesse, Antropologia della contemporaneità, ecc. Dov' è l'equipollenza? Dov'è la libertà di chi ama lo studio se il loro percoso nella ricerca è già tracciato da qualcun altro? In sintesi in Italia non esiste un dottorato in Antropologia il cui nome è, appunto, antropologia e basta.
In realtà, con queta fioritura di corsi universitari, diplomi, master di primo livello e di secondo livello, di dottorati di ricerca dai nomi più vari e "particolari" si creano, appunto, materie e cattedre per qualcuno tramite la moltiplicazione delle diciture e degli "indirizzi". I poteri e le "baronie" prendono il sopravvento creando titoli autonomi e paradossalmente non "equipollenti".
Nella fabbrica dei diplomi, i dottorati di ricerca e non diventano uno "stile" dei poteri accademici secondo la moda del momento. Più tardi la Storia dirà che quest' ultimo è stato finalmente superato perchè il clima culturale è cambiato e il potere deve rifondare se stesso.
C'è chi può insegnare latino, ma non lo ha mai studiato...
andate a vedere presso i dipartimenti di lettere di alcune univ., dove molti hanno vinto nello stesso anno sia il concorso di dottorato sia la SSIS, piazzandosi, ovviamente, tra i primissimi posti... tutti geni? Ne ho viste davvero tante. Sapete chi arriva tra i primi nella classe per l'insegnamento di latino alla SSIS di Lecce?? Uno che non aveva MAI studiato latino fino a quel momento!! Come se un medico si specializzasse senza aver fatto l'esame di anatomia... ma questo in italia è un dettaglio
Dottorato assegnato al dipendente!
Mi spiace correggerti ma esistono tre categorie di persone che partecipano ai dottorati: la terza è rappresentata dai dipendenti del Presidente della Commissione. Basta vedere che è successo al dottorato in diritto amministrativo della statale, vinto da Calogero Miccichè che lavora per lo stesso studio legale del Presidente della Commissione (Mauro Renna). Per controllare basta andare su www.leone-torrani.it
I verbali delle prove parlano da soli: Miccichè era dodicesimo su quindici ai titoli e allo scritto batte tutti! Tutti gli altri (tranne uno) segati!
Basta controllare i verbali su: http://users.unimi.it/sdsg/dottorato.php?id=10
E' noto a chi studia davvero il diritto amministrativo che l'art. 51 cpc non consente rapporti economici tra commissari e partecipanti ai concorsi.
Ma non è noto alla Statale di Milano evidentemente!!!!!!!!!!!!!!!!!!