Il Positivismo: Comte, Darwin, la scienza

Di Carlotta Ricci.

Seconda parte dell'approfondimento di Studenti.it dedicato alla concezione che caraterizzò la visione del mondo delle classi colte e borghesi nella prima metà dell'Ottocento

Il positivismo sociale di A. Comte
La scienza, cioè la ricerca delle leggi che regolano il mondo fenomenico, è l'unica forma di conoscenza possibile, e l'unico metodo valido per l'indagine è quello oggettivo, sperimentale; la metafisica è priva di ogni fondamento. I fenomeni sono in relazione fra loro, legati da un rapporto costante di causa ed effetto. Tra scienza e progresso vi è un rapporto inscindibile, la scienza deve porsi a fondamento di tutto l'ordine sociale (è di questo periodo la nascita della sociologia). Sul piano ideologico la borghesia trovava in questi principi la conferma della sua ottimistica aspirazione ad un progresso continuo della società, da attuarsi pacificamente, senza traumi o scontri di classi. Fu questo l'aspetto che più incise e più ampiamente fu recepito.

La dottrina evoluzionista
Nelle sue opere Darwin sostiene che la specie si evolve positivamente e indefinitamente nel tempo, a prezzo però di una lotta feroce che gli individui e i gruppi combattono per la sopravvivenza e che elimina i più deboli. Sul piano ideologico, l'evoluzionismo di Darwin da una parte sembrò offrire la giustificazione della prevaricazione dei potenti a danno degli inermi, sia in politica interna sia in politica internazionale (colonialismo e imperialismo); dall'altra parve confermare le ipotesi socialiste di lotta di classe. Sul piano letterario, molti naturalisti e veristi costruirono sulla base di questi fattori esterni la psicologia dei loro personaggi, molti traendo dal darwinismo conclusioni pessimistiche: le leggi della selezione naturale condizionano spietatamente gli uomini.

Il determinismo
Secondo alcuni esponenti del positivismo, la concezione deterministica vale non solo per i fenomeni naturali e per la vita singola e associata, ma anche per i fatti stessi della coscienza umana, che perciò vanno visti in rapporto con fattori biologici, ereditari e ambientali (determinismo psicologico).

La scienza
Sono scientifiche le affermazioni che rispettano i criteri seguenti:

1) Osservazione sperimentale dei fatti e raccolta dei dati relativi a un certo fenomeno.
2) Formulazioni di leggi di spiegazione del fenomeno.
3) Verifica sperimentale di queste leggi.
4) Rifiuto delle ipotesi non verificate.

Tutte le altre affermazioni, per esempio quelle dell'arte, della religione, della filosofia non positiva, sono legittime ma non scientifiche, cioè non appartengono alla vera conoscenza; lo stesso vale per tutti i tentativi di rispondere a domande "ultime" attraverso ipotesi evidentemente non verificabili. Da questa pretesa del positivismo di fornire un criterio per distinguere ciò che fa parte del sapere da ciò che ne è escluso deriva un'importante conseguenza: se vi è una conoscenza vera, vi sarà anche un modo giusto, cioè scientifico, per condurre le azioni dell'uomo.

La scienza diventa così la guida più sicura nella vita pratica, il che spiega lo straordinario successo che questa dottrina incontrò nella società del suo tempo. La tesi fondamentale del positivismo sostiene che il metodo scientifico è unitario e in linea di principio non dipende dall'oggetto che si studia: sarà quindi possibile costruire delle scienze umani e sociali, rivolte all'analisi dei comportamenti individuali e collettivi del tutto simili a quelle naturali e dotate di eguale valore scientifico. In prospettiva, ciò consentirà di spiegare e prevedere il comportamento dell'uomo e della società così come si fa per un pianeta o per una cellula. Anche lo studio dell'uomo, secondo i positivisti, va sottratto all'influenza della religione e della metafisica, così come era già accaduto per i fenomeni naturali: in questo modo si potranno realizzare grandi progressi, controllando e regolando la vita sociale in modo scientifico e razionale.

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