Pirandello: vita e opere

Pirandello: vita e opere A cura di Daniel Raffini.

Luigi Pirandello: la vita, le opere e il pensiero dell'autore di "Uno nessuno centomila", "Il fu Mattia Pascal" e tantissime novelle celebri

1Introduzione a Luigi Pirandello

Luigi Pirandello
Luigi Pirandello — Fonte: ansa

Luigi Pirandello è uno degli scrittori più importanti della letteratura italiana e non solo. La ragione di tanta considerazione è dovuta al modo in cui egli ha saputo rinnovare le forme e i generi della letteratura. Dopo Pirandello il teatro, il romanzo e la novella non saranno più quelli di prima: egli segna un punto dal quale non si può tornare indietro. Pirandello scrive e mette in scena cose che mai prima erano state scritte e messe in scena e per questo il suo successo fu strepitoso, sia durante la sua vita che dopo la sua morte e, ancora oggi, è uno degli autori più letti e amati dal pubblico.

2Vita di un figlio del caos

2.1Infanzia e formazione

Pirandello nasce nel 1867 vicino Agrigento - all’epoca Girgenti - e precisamente in una località chiamata Caos. Su questo lo scrittore amò sempre scherzare, definendosi un “figlio del caos”. Pirandello cresce in un clima di forte disillusione per le aspettative disattese del Risorgimento, di cui i genitori erano stati sostenitori. Questo, come altri eventi della sua vita, influenzerà le sue opere e la sua visione del mondo. Nel 1887 si iscrive alla Facoltà di Lettere a Roma, ma nel 1889 si trasferisce a Bonn, in Germania, dove si laurea nel 1891 con una tesi sul dialetto di Agrigento.  

2.2La rovina economica e l’esordio da scrittore

Tornato a Roma, entra negli ambienti letterari, collabora con alcune riviste e pubblica le prime novelle e i primi romanzi. Nel 1901 esce il romanzo L’Esclusa e l’anno successivo Il turno. Ma è il 1903 l’anno della svolta, a causa di due eventi:  

  • la miniera di zolfo dei genitori si allaga e la famiglia cade in rovina;
  • inizia a manifestarsi la malattia mentale della moglie che la costringerà a vivere in una casa di cura fino alla morte.

Dissesto economico, follia e prigione familiare diventano allora temi centrali delle sue opere. Le difficoltà economiche lo portano a intensificare l’attività di scrittore e nascono i suoi romanzi più famosi: 

  • Il Fu Mattia Pascal (1904)
  • I vecchi e i giovani (1909)
  • Suo marito (1911)
  • Quaderni di Serafino Gubbio operatore (1915)

In questo periodo ha inizio anche l’attività teatrale, con opere sia in siciliano che in italiano, spesso derivate dalle novelle. 

2.3Il successo internazionale

Veduta interna del Teatro Valle, dove Pirandello mise in scena per la prima volta Sei personaggi in cerca d'autore nel 1921
Veduta interna del Teatro Valle, dove Pirandello mise in scena per la prima volta Sei personaggi in cerca d'autore nel 1921 — Fonte: ansa

I romanzi di Pirandello ottengono grande diffusione in Italia, ma sarà il suo teatro a portarlo al successo internazionale. Nel 1921, dopo il fiasco della prima rappresentazione a Roma, viene riproposto a Milano Sei personaggi in cerca d’autore che questa volta ottiene un successo strepitoso: è l’inizio di un’ascesa che lo porterà al Premio Nobel del 1934. Nel frattempo aveva riunito le sue novelle nella raccolta Novelle per un anno e aveva dato alle stampe nel 1926 il suo ultimo romanzo: Uno, nessuno e centomila. Muore nel 1936 a Roma.

3Il mondo e la letteratura secondo Pirandello, pessimista con il sorriso

Ritratto di Luigi Pirandello, conservato alla Biblioteca Comunale Di Palermo
Ritratto di Luigi Pirandello, conservato alla Biblioteca Comunale Di Palermo — Fonte: ansa

Per capire quello che Pirandello scrive, bisogna prima di tutto capire quello che Pirandello vede, perché il suo sguardo non è quello di una persona comune. Partendo da questo presupposto, andremo a scavare nelle sue idee per capire la sua visione del mondo e della letteratura. Ci concentreremo intorno a tre nuclei fondamentali del suo pensiero e alla fine trarremo delle conclusioni: 

3.1Vitalismo

Per Pirandello la realtà è un continuo conflitto tra vita e forma. La vita è un flusso continuo, a cui si oppone la forma, fissa, che blocca la vita e la rende artificiale e porta inevitabilmente con sé il contrario della vita, ossia la morte. L’uomo all’interno della società vive una continua lotta contro la forma, le costrizioni e le maschere che la società gli impone, che lo rendono estraneo a sé stesso e agli altri. Per Pirandello questo contrasto non è superabile e l’uomo è destinato alla sconfitta. 

3.2Umorismo

Mentre con il vitalismo Pirandello ci racconta cos’è la vita, con la teoria dell’umorismo (esposta nel saggio L’umorismo del 1908) ci dice come porci verso di essa. Per Pirandello il nostro atteggiamento davanti alla negatività del mondo deve essere di tipo umoristico e ci spiega in cosa l’umorismo si distingue dal comico.
Il comico è un “avvertimento del contrario”: vedo che qualcosa è contrario a come dovrebbe essere e rido. L’umorismo è il invece “sentimento del contrario”: vedo qualcosa che è contrario a come dovrebbe essere e rifletto sulle ragioni profonde di quella diversità, su quello che c’è dietro la maschera. Nel primo caso si ha una risata, nel secondo un sorriso amaro, consapevole della tragicità del mondo.   

3.3Metaletteratura

Il terzo passaggio sarà capire perché Pirandello ha deciso di scrivere. Qual è la funzione della letteratura per Pirandello? La letteratura per lui ha allo stesso tempo una funzione consolatoria, proponendosi come gioco umoristico, e opprimente, in quanto rappresenta la lotta continua tra vita e forma. Tale scontro diventa uno scontro tra la realtà e la finzione, dal momento che la letteratura è di per sé una finzione, qualcosa che non esiste. Pirandello allora decide di svelare questa finzione, facendo metaletteratura.  

3.4Conclusioni

Luigi Pirandello nella sua stanza
Luigi Pirandello nella sua stanza — Fonte: getty-images

Cerchiamo di riassumere quello che abbiamo detto e rispondere alla domanda da cui eravamo partiti: cosa vede Pirandello e come lo rappresenta.
Pirandello vede un mondo claustrofobico e paradossale. Un mondo nel quale l’uomo non può veramente mai essere sé stesso perché non c’è un sé stesso, non c’è un solo io, ma tante forme e maschere in cui l’uomo è imprigionato. L’uomo non può realizzarsi, è un essere incomprensibile a sé stesso e agli altri. Diremo allora che Pirandello è un pessimista.
Tuttavia egli non si ferma alla costatazione del male, ma decide di coglierne gli aspetti più divertenti, creando una nozione di umorismo che non esclude la riflessione, ma nemmeno il sorriso.
Infine c’è la letteratura: Pirandello considera la letteratura come un gioco e attraverso questo gioco vuole mostrare tutti i mali che affliggono l’uomo, scomponendoli attraverso la lente dell’umorismo. Pirandello insomma non ci dà una soluzione al problema, ma ci mostra che si può ‘prenderla con filosofia’, che si può sorridere nelle avversità e giocare, perfino quando non sappiamo nemmeno chi siamo.

L'umorismo è un fenomeno di sdoppiamento nell'atto della concezione; è come un'erma bifronte, che ride per una faccia del pianto della faccia opposta.

Luigi Pirandello, L'umorismo e altri saggi

4Viaggio nelle opere principali

4.1Il fu Mattia Pascal

Il Fu Mattia Pascal (1904) è il primo capolavoro di Pirandello, ma all’epoca non ottenne molto successo. La storia inizia con la fuga di Mattia Pascal a Montecarlo, dove vince una grande somma al gioco. Tornando a casa scopre di essere stato dichiarato morto, scambiato per un cadavere trovato suicida. Il protagonista decidere di cogliere al volo l’occasione per liberarsi di tutti i legami sociali, fingersi veramente morto e ricominciare tutto da capo. Si trasferisce a Roma sotto il falso nome di Adriano Meis e si innamora della figlia del suo padrone di casa con la quale vorrebbe iniziare una nuova vita. Ma non può farlo perché di fronte alla legge Adriano Meis non esiste. Decide allora di fingersi nuovamente morto, di tornare al suo paese e riprendere il suo ruolo di Mattia Pascal. Ma qui scopre che la moglie ha ormai una nuova famiglia. Quello che ormai è il Fu Mattia Pascal decide di vivere in una biblioteca e scrivere la propria storia. In questo romanzo troviamo molti dei temi cari a Pirandello: l’identità, la maschera, la finzione, la condizione dell’uomo come personaggio, il tentativo di fuggire dal mondo e la sconfitta finale, il rifiuto da parte del mondo che si voleva rifiutare. 

4.2Quaderni di Serafino Gubbio operatore

Ritratto di Luigi Pirandello
Ritratto di Luigi Pirandello — Fonte: ansa

Questo romanzo si presenta come il diario dell’operatore cinematografico Serafino Gubbio, che racconta l’alienazione dell’uomo che finisce per identificarsi con la macchina (in questo caso la videocamera), diventando egli stesso uno strumento. Con questo romanzo Pirandello fa nuovamente riferimento al tema della finzione e aggiunge il discorso sulle potenzialità distruttive della modernità e della tecnologia. 

  

4.3Sei personaggi in cerca d'autore

È l’opera teatrale più famosa di Pirandello e quella che gli aprì le porte del successo. Si tratta di un’opera di teatro nel teatro. Una compagnia sta provando il suo spettacolo quando, all’improvviso, entra un gruppo di personaggi, che raccontano di essere stati rinnegati dal loro autore e chiedono di poter narrare la loro storia. Si tratta di una storia surreale, tragica e umoristica. Attraverso quest’opera Pirandello porta avanti un discorso sulla condizione del personaggio e sulla finzione nell’arte

4.4Le novelle

Pirandello scrisse un gran numero di novelle, molte bellissime. Tra le più famose ci sono La tragedia di un personaggio, Il treno ha fischiato, La trappola, La carriola. In queste troviamo la messa in atto della visione del mondo di cui abbiamo parlato. I personaggi delle novelle appartengono all’ambiente siciliano e alla borghesia romana. Molte di esse presentano personaggi inizialmente inseriti nel loro ambiente, ma che a un certo punto vengono sconvolti da un evento che gli rivela la tragica condizione umana e che li porta alla follia, all’allucinazione e a compiere azioni assurde e apparentemente senza senso. 

4.5Uno, nessuno, centomila

È la storia di Vitangelo Moscarda, un uomo qualunque che scopre casualmente di non essere per gli altri quello che è per sé stesso. Da qui parte una lunga riflessione che porta il personaggio a compiere delle azioni che inducano gli altri a rivedere l’immagine che hanno di lui. Ma ottiene solo di non essere compreso ed essere considerato un folle. Nel finale si assiste alla rinuncia di Vitangelo a vivere nel mondo. Il romanzo riassume i temi centrali e il pensiero di Pirandello e può essere considerato il suo testamento letterario

5Immagini e temi pirandelliani

La visione del mondo di cui abbiamo parlato si esprime nelle opere di Pirandello attraverso alcune immagini e alcuni temi ricorrenti. Attraverso queste immagini Pirandello riesce a mettere sulla pagina il proprio pensiero. Ecco quali sono le più importanti: 

  • La trappola familiare, che imprigiona l’uomo in un mondo ristretto e claustrofobico
  • Le maschere, quello che siamo agli occhi degli altri, le forme che ostacolano la vita
  • La follia, vista come unica via d’uscita, ma che determina il rifiuto da parte della società
  • I personaggi rifiutati e frantumati, che perdono la loro identità e le loro certezze
  • La modernità, come momento drammatico
  • Lo specchio, come prova dell’estraneità dell’uomo a sé stesso
  • Il doppio, scambi e raddoppiamenti di personaggi che perdono la loro identità

Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni.

Luigi Pirandello, Enrico IV