Pier Paolo Pasolini: biografia, film e opere

Pier Paolo Pasolini: biografia, film e opere A cura di Daniel Raffini.

Pier Paolo Pasolini: film, opere, poesie, romanzi e biografia dell'eclettico e straordinario intellettuale italiano del Novecento.

1Introduzione a Pier Paolo Pasolini

Foto di Pasolini
Foto di Pasolini — Fonte: ansa

Pier Paolo Pasolini è stato uno degli scrittori principali del secondo dopoguerra e il massimo interprete della nuova Italia repubblicana, verso la quale fu molto critico. Si scagliò contro la borghesia e a favore della classe operaia, dei poveri e degli oppressi. Dal punto di vista politico era di orientamento marxista, ma il suo pensiero fu sempre indipendente. Criticò i movimenti studenteschi del ‘68 definendo i rivoltosi “figli di borghesi che giocavano a fare la rivoluzione con i soldi di papà”. Pasolini aderì al Partito Comunista, ne fu espulso a causa della sua omosessualità, ma interpretò meglio dello stesso partito i principi di uguaglianza e fratellanza. Per lui la cultura doveva intervenire nella realtà affermando dei valori. Per questo nella vita fu sempre contro ogni pregiudizio e prepotenza, costantemente controcorrente e anche per questo, probabilmente, fu assassinato sul litorale romano nel 1975.

2Un artista poliedrico e controcorrente

La caratteristica più evidente di Pier Paolo Pasolini è la sua poliedricità, cioè il suo dedicarsi a diverse forme d’arte. Scrisse romanzi, poesie, saggi di critica letteraria, opere teatrali, fu sceneggiatore e regista per il cinema, traduttore e giornalista. Non ci occuperemo qui di tutte queste attività, ma ricordare la sua duttilità è importante per capirne lo spessore intellettuale

La stessa carica sovversiva e attenzione ai deboli che caratterizza la vita di Pasolini è centrale anche nella sua attività di scrittore e regista. Le sue origini artistiche hanno radici nel Neorealismo, da cui riprese l’attenzione verso le classi popolari. Dal Neorealismo seppe però staccarsi. Egli ad esempio non cercò negli umili la rappresentazione di valori positivi, come facevano i neorealisti, ma li dipinse con tutte le loro contraddizioni e questo probabilmente dipese dal fatto che Pasolini, a differenza di altri scrittori, quegli umili di cui parlava li conobbe davvero e visse nelle loro stesse periferie. Pier Paolo Pasolini fu un innovatore, si oppose a ogni ipocrisia e convenzione, rappresentò quello che riteneva giusto rappresentare senza filtri moralisti e senza sacrificare nulla al falso perbenismo. Questa assenza di filtri trasformava ogni pubblicazione, ogni film, ogni dichiarazione… in uno scandalo.

2.1I processi contro le sue opere

Pier Paolo Pasolini all'Internationalen Filmfestspielen di Berlino, 1971
Pier Paolo Pasolini all'Internationalen Filmfestspielen di Berlino, 1971 — Fonte: ansa

Pasolini nel corso della sua vita venne denunciato e processato moltissime volte, così tante che non basterebbe un libro per raccontarle tutti. Venne addirittura accusato di rapina! Qui ricorderemo solo il processo a Ragazzi di vita, libro accusato di essere pornografico. Da questa incredibile denuncia Pasolini venne assolto grazie alle testimonianze favorevoli di alcuni intellettuali italiani, tra cui Ungaretti. Quel processo contro un libro era in realtà un processo contro la persona stessa di Pasolini, le sue idee e il suo impegno civile. Ce lo conferma Moravia quando, riguardo la denuncia ad un’altra opera di Pasolini, scrive con amara ironia: «L'accusa era quella di vilipendio alla religione. Molto più giusto sarebbe stato incolpare il regista di aver vilipeso i valori della piccola e media borghesia italiana».   

2.2La biografia di Pasolini

Ricorda:

  • 1922: Nasce a Bologna.
  • 1939: Si iscrive a Lettere e inizia a interessarsi alla scrittura
  • 1942: Per sfuggire alla guerra si rifugia a Casarsa nel Friuli, paese della madre, dove apre una scuola e pubblica le prime poesie
  • 1950: Si trasferisce a Roma, dove si inserisce nel mondo della letteratura e del cinema, vivendo in forti ristrettezze economiche
  • 1955: Esce Ragazzi di vita, che ottenne grande successo ma subì un processo
  • 1961: Esordio come regista con il film Accattone, che consacra il suo successo e lo rende un personaggio pubblico
  • 1975: Muore assassinato a Ostia 

3I romanzi di Pasolini: dalla vita nelle borgate al romanzo sperimentale

3.1I romanzi neorealisti di Pasolini: "Ragazzi di vita" e "Una vita violenta"

Ragazzi di vita, il primo romanzo di Pier Paolo Pasolini, esce nel 1955, ottenendo molte critiche ma anche un grande successo di pubblico. Non si tratta di una storia unica, ma di una serie di episodi legati dalla figura del Riccetto, un ragazzo delle borgate di Roma coinvolto in attività criminali insieme agli altri giovani del quartiere. Nel romanzo ritroviamo però anche momenti di tranquillità e tenerezza: quando i ragazzi fanno una gita in barca sul Tevere, il Riccetto si commuove per la morte di una rondine.    

Quattro anni più tardi viene pubblicato Una vita violenta. Il protagonista, Tommaso, vive come il Riccetto la criminalità ma, a differenza del Riccetto, gli si presentano possibilità di redenzione, riflette sulla propria condizione e alla fine riesce a compiere delle buone azioni e a rientrare nella società che lo aveva rifiutato. Nonostante questo, il finale non è così felice.   

I temi principali dei due romanzi sono:   

  • la vita nelle borgate romane
  • l’adolescenza difficile dei ragazzi che ci vivono
Pasolini in una foto di scena del film 'Pasolini prossimo nostro' di Giuseppe Bertolucci
Pasolini in una foto di scena del film 'Pasolini prossimo nostro' di Giuseppe Bertolucci — Fonte: ansa

I protagonisti dei romanzi di Pasolini sono ragazzi divisi tra la leggerezza dell’infanzia e il senso del pericolo e della morte tipico degli adulti, ma che l’ambiente in cui vivono li costringe ad affrontare prima del tempo. Sono personaggi che hanno perso la loro innocenza, ma mantengono qualcosa di quel mondo dell’infanzia che gli è stato negato. Sono capaci di gesti di grande violenza e di grande tenerezza, completamente assorbiti dall’ambiente degradato in cui vivono e senza appigli per poterne uscire.

Il narratore di questi romanzi è esterno, narra i fatti dal di fuori, in terza persona, anche se in alcuni passi cede la parola ai suoi personaggi attraverso i dialoghi o il discorso indiretto libero

La lingua del narratore è un italiano semplice e piano mentre, per i dialoghi tra i personaggi, viene usato il romanesco delle borgate, quello che Pasolini aveva ascoltato dai ragazzi che ispirarono le sue storie. In questo suo realismo sociale e linguistico c’è già una parte di quella carica sperimentale che si troverà in Petrolio.  

3.2Lo sperimentalismo di "Petrolio"

Il corpo di Pier Paolo Pasolini coperto da un lenzuolo all'Idroscalo di ostia, il 2 novembre 1975
Il corpo di Pier Paolo Pasolini coperto da un lenzuolo all'Idroscalo di ostia, il 2 novembre 1975 — Fonte: ansa

Petrolio è l’ultimo romanzo di Pier Paolo Pasolini, incompiuto a causa della morte dell’autore e pubblicato solo nel 1992. Si tratta di un progetto molto ambizioso, lo stesso scrittore affermò che lo avrebbe impegnato per il resto della sua vita. È la storia di Carlo, un ingegnere diviso tra due personalità diverse, una buona e una cattiva, nelle cui vicende si rispecchia il degrado della vita moderna. In questo romanzo Pasolini cerca di scardinare le regole stesse del romanzo, creando una sorta di antiromanzo, fortemente sperimentale. È un romanzo che rimanda alle opere del passato, seguendo lo schema del viaggio e delle peripezie del protagonista, ma che si confronta con gli effetti del capitalismo, rappresentando immagini di abiezione e degrado morale. Dal punto di vista dello stile si assiste a una scrittura magmatica, cioè che mischia tanti stili e tanti linguaggi diversi.  

4Poesie di Pier Paolo Pasolini

4.1Che cos'è la poesia civile?

Foto di Pier Paolo Pasolini
Foto di Pier Paolo Pasolini — Fonte: ansa

Con questa espressione si indica la poesia che si interessa della condizione dell’uomo, propone soluzioni, affronta problemi di natura politica e morale. La letteratura italiana ha avuto molti poeti civili: Dante, Petrarca, Tasso, Parini, Alfieri, Foscolo, Leopardi. Pier Paolo Pasolini si inserisce in questa tradizione ma lo fa, come sempre, a modo suo.
Moravia scrisse di Pasolini che «non fu un poeta ufficiale, celebrativo, retorico, come sono stati in Italia nella seconda metà dell’Ottocento, Carducci e D’Annunzio, bensì poeta che vede il Paese natale non come lo vedono né possono vederlo, appunto, i potenti di questo paese».  

4.2Il punto di vista di Pasolini

Quello che caratterizza Pasolini è, ancora una volta, il punto di vista dal basso, a fianco degli umili. Per questo non può essere un poeta celebrativo: sarebbe impossibile celebrare una nazione che permette tanta ingiustizia. La sua poesia è civile nel senso più nobile del termine, perché è una poesia che vuole dar voce e visibilità a chi mai è stato ascoltato e visto. 

4.3Le lingue, la lingua e i modelli

Il punto di vista dal basso è evidente nella scelta di scrivere le sue prime raccolte di poesie (Poesie a Casarsa e La meglio gioventù) in friulano, il dialetto parlato dai contadini che Pasolini descrive in quelle poesie. Ma per essere poeta civile Pasolini si deve rivolgere anche al resto d’Italia: nascono allora le poesie in italiano, attraverso le quali Pasolini si riallaccia alla tradizione dei poeti civili che abbiamo citato. Questo lo porta a una lingua e a uno stile che, pur restando comprensibili e semplici, hanno come modelli i poeti della tradizione.
Scrive sempre Moravia: «La poesia di Pasolini viene di lontano, dalle profondità remote della letteratura italiana. Da Dante e da Petrarca, che ci hanno parlato anche loro delle avventure dell’Italia». Pier Paolo Pasolini ebbe un grande amore per tradizione poetica italiana e volle farne rivivere la carica civile e morale.  

4.4In equilibrio tra mondi diversi

La caratteristica fondamentale della poesia di Pasolini è quella di essere in equilibrio tra mondi diversi:

  • colto e popolare;
  • nazionale e universale;
  • città e campagna;
  • dialetto e italiano.

Quello che mantiene questo equilibrio è la grande carica morale di Pasolini. La poesia per Pasolini è un diario intellettuale, attraverso cui esprimere il proprio pensiero e agire per migliorare il mondo.

4.5Raccolte poetiche di Pasolini: i titoli da ricordare

  • Poesie a Casarsa
  • La meglio gioventù
  • Le ceneri di Gramsci
  • La religione del mio tempo
  • Poesia in forma di rosa

Solo l'amare, solo il conoscere | conta, non l'aver amato, | non l'aver conosciuto.

Pasolini, Il pianto della scavatrice (ne Le ceneri di Gramsci)

5La rivoluzione del cinema: i film di Pasolini

L’ingresso nel mondo del cinema permette a Pasolini di diventare un personaggio popolare. L’interesse verso questa forma d’arte è presente già nei suoi scritti teorici e dagli anni 50 Pasolini scrive le sceneggiature per molti film. Il suo primo film come regista è Accattone, in cui descrive il mondo del sottoproletariato urbano. Pasolini decide di dedicarsi al cinema perché vede in esso un rapporto più diretto con la realtà. Anche in questo campo egli è un tuttofare, si occupa di ogni aspetto dei suoi film (soggetto, sceneggiatura, scelta degli attori, musica, regia). Nei film della fase neorealista sceglie spesso attori non professionisti, persone prese da quello stesso mondo che i film descrivono.   

Scena dal film "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
Scena dal film "Salò o le 120 giornate di Sodoma" — Fonte: ansa

Nel 1964 con Il Vangelo secondo Matteo si interessa in modo nuovo alla figura di Cristo, alla sua carica rivoluzionaria e al sacrificio in nome della salvezza dell’umanità. In questi anni si occupa anche di mitologia, con i film Edipo re e Medea.

Nei primi anni 70 girò molti film in cui, prendendo spunto da opere letterarie, criticava la società tecnologico-industriale. Tra di essi ci sono Decameron, I racconti di Canterbury, Il fiore delle mille e una notte e Salò o le 120 giornate di Sodoma. In questi film tocca temi scabrosi e infrange molti tabù, creando ancora scandalo. Queste opere manifestano il suo dissenso verso la cultura e la politica del suo tempo. Il cinema di Pasolini può essere considerato come uno specchio del suo percorso artistico e dell’evoluzione del suo pensiero.  

6Gli "Scritti corsari" di Pasolini

Per tutta la vita Pasolini scrisse articoli di giornale e saggi, in cui espone il suo punto di vista sulla politica e sull’attualità. Ci limiteremo qui a parlare della sua raccolta di saggi più famosa: gli Scritti Corsari, pubblicati nel 1975, che raccolgono articoli di cronaca, attualità, politica e costume apparsi sul «Corriere della Sera» tra il 1973 e il 1975. In essi Pasolini descrive e commenta con occhio attento e critico gli eventi principali di quegli anni, come il referendum sul divorzio, il terrorismo interno e il '68.
È una scrittura provocatoria e passionale che ci trasmette l’immagine di una figura solitaria che si oppone al suo tempo. Da qui nasce la figura del corsaro a cui rimanda il titolo, ossia del pirata che si ribella e attacca il mondo degradato di cui egli stesso fa parte. In questi saggi Pasolini dipinge i mali e le contraddizioni dell’Italia contemporanea. I bersagli principali delle sue critiche sono:  

  • la classe politica corrotta e incapace
  • il capitalismo e il consumismo che hanno rovinato l’Italia, le sue città e i suoi abitanti
  • l’omologazione della vita sociale causata dalla tv e dai miti del progresso

7Morte di Pier Paolo Pasolini

La tavoletta di legno con cui Pelosi dice di aver ucciso Pasolini
La tavoletta di legno con cui Pelosi dice di aver ucciso Pasolini — Fonte: getty-images

Pier Paolo Pasolini venne assassinato a Ostia la notte tra il 1° e il 2° novembre del 1975, sul litorale romano, dove il corpo senza vita viene ritrovato massacrato e quasi irriconoscibile: ai segni di violente percosse si aggiungevano i danni provocati dalla sua stessa auto che - guidata dall'assassino -  gli era passata più volte sopra.
Della morte di Pasolini fu incolpato e condannato Pino Pelosi, "ragazzo di vita" diciassettenne che quella sera Pasolini aveva avvicinato nei pressi della stazione Termini e invitato nella sua macchina. Dopo una cena al Biondo Tevere i due si erano diretti verso il litorale romano ed è qui che - secondo le dichiarazioni di Pino Pelosi - in seguito alle pretese sessuali di Pasolini sarebbe scaturita una discussione degenerata in colluttazione tra i due in cui Pasolini ebbe la peggio.
Che Pelosi, da solo, fosse riuscito ad uccidere Pier Paolo Pasolini è una ipotesi che lasciò perplessi molti ed infatti la sentenza di primo grado lo condanno' per omicidio volontario in concorso con ignoti. La sentenza d'appello invece, pur confermando la colpevolezza di Pelosi, rivedeva la prima sentenza andando ad escludere la partecipazione all'omicidio di altre persone.

Questa versione non fu mai del tutto convincente: Pasolini era un uomo forte e agile e non era verosimile che Pino Pelosi fosse riuscito da solo a ridurre il poeta in quello stato e, dopo una colluttazione corpo a corpo, a non riportare nessuna ferita ne' a sporcarsi del sangue di Pasolini. La tavoletta di legno con cui Pelosi dice di aver colpito e ucciso lo scrittore, inoltre, era di legno marcio e non sarebbe potuta servire a quello scopo.

Una nuova versione di Pelosi sulla morte di Pasolini è arrivata nel 2008 attraverso un'intervista in cui Pelosi ha affermato di non essere l'esecutore materiale del delitto e di aver taciuto la verità per proteggere i suoi genitori. Nella nuova versione sono entrati in scena altri uomini con forte accento del Sud e un'auto targata Catania che la sera dell'omicidio avrebbe seguito l'Alfa di Pasolini.

Nel corso degli anni sono emerse nuove ipotesi sulla morte di Pasolini: secondo la testimonianza dell'amico Sergio Citti, dietro la morte di Pasolini poteva esserci la sparizione delle copie del film Salò ed un incontro con la malavita per trattarne la restituzione.

Un'altra ipotesi ancora collega la morte di Pasolini alla lotta di potere tra Eni e Montedison e allo stragismo dell'epoca, una relazione su cui Pasolini scrisse il romanzo inchiesta Petrolio, uscito postumo nel 1992. 

Sono però traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano - cosa comune a tutti gli uomini - io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente.

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