Pianificazione Strategica

Di Redazione Studenti.

Quando un'impresa si costituisce c'è un percorso preciso che l'imprenditore deve seguire. Di seguito tutte le caratteristiche

Per capire l'importanza della pianificazione strategica bisogna partire da un dato di fatto, e cioè che nei tempi moderni, molto di più che in passato, le condizioni in cui un imprenditore si trova ad operare sono in continuo cambiamento e inoltre ci sono moltissimi elementi che messi insieme determinano il successo o il fallimento di un'idea imprenditoriale.
Per questo motivo, per gli imprenditori moderni è importante prima di tutto avere ben presente la situazione esterna all'impresa considerando tutte le varie componenti che possono essere determinanti per il successo dell'impresa e poi è importante anche essere capaci di prevedere come sarà la situazione nel futuro e sulla base delle previsioni per il futuro è importante che l'imprenditore faccia dei piani, cioè si ponga degli obiettivi da raggiungere nel lungo periodo e stabilisca in che modo questi obiettivi devono essere raggiunti e poi, per poter realizzare gli obiettivi di lungo periodo, è importante che l'imprenditore faccia dei programmi di breve, cioè si ponga degli obiettivi intermedi e stabilisca come raggiungere questi obiettivi intermedi, programmando nei particolari le varie azioni che dovranno essere intraprese nelle varie aree dell'impresa per arrivare a raggiungere nel complesso gli obiettivi prefissati.
Poi è importante che l'imprenditore controlli costantemente che la situazione effettiva corrisponda ai piani e ai programmi, cioè l'imprenditore deve predisporre un sistema di controlli che permetta di capire subito se ci si sta allontanando troppo dagli obiettivi per poter prendere i necessari provvedimenti. Al controllo operativo-gestionale, cioè al controllo dei risultati, si deve però associare anche un altro controllo, che è detto controllo strategico, cioè bisogna che l'imprenditore non smetta mai di osservare bene la realtà in tutti i suoi aspetti in modo da cogliere eventuali cambiamenti e da adattare sia gli obiettivi che le azioni intraprese per raggiungerli in funzione dei cambiamenti, infatti come abbiamo già detto la realtà cambia e con essa devono cambiare anche gli obiettivi e i modi per raggiungerli.

La pianificazione strategica quindi per definizione è l'insieme di tutte queste operazioni: studiare la situazione attuale in tutti i suoi aspetti e prevedere quella futura, quindi in base alla situazione attuale e a quella prevista fare dei piani di lungo periodo e dei programmi di breve periodo e predisporre dei controlli continui sia operativo-gestionali per verificare se stiamo raggiungendo o no i risultati, sia strategici, per verificare se ci sono stati nell'ambiente esterno dei cambiamenti che richiedono la revisione degli obiettivi o dei modi che avevamo stabilito di usare per raggiungere gli obiettivi stessi.

Potremmo dire che quando un'impresa si costituisce, c'è un percorso preciso che l'imprenditore deve seguire per fare una buona pianificazione strategica. Questo percorso è costituito dai seguenti passaggi:

  1. Analisi della situazione di partenza
  2. Individuazione ed analisi dei punti di forza e di debolezza
  3. Definizione degli obiettivi
  4. Formulazione delle strategie
  5. Predisposizione del piano: programmi e budget
  6. Approvazione, esecuzione e controllo del piano
1. Analisi della situazione di partenza
La situazione di partenza, come si è già detto, è composta da tanti elementi che concorrono tutti insieme al successo o al fallimento dell'impresa.
Questi elementi che devono essere considerati dall'imprenditore prima di iniziare la propria attività sono:
  • l'ambiente in generale;
  • il settore economico-produttivo;
  • la posizione che l'azienda occuperà nel settore;
  • le condizioni interne di svolgimento dell'attività.

    Quando andiamo ad analizzare l'ambiente in generale, dobbiamo pensare allo Stato o all'insieme degli Stati (nel caso di multinazionali) in cui si svolgerà l'attività dell'impresa. All'interno dello Stato, l'imprenditore dovrà prendere in considerazione la situazione economica, sociale, politica, legislativa, tecnologica, fisico-geografica e culturale in modo da avere un quadro preciso della situazione complessiva presente nello Stato o negli Stati in cui si svolgerà l'attività economica. Tutti gli elementi appena detti, che formano nel loro insieme l'ambiente esterno generale, possono rimanere sempre gli stessi con il passare del tempo (ambiente stazionario), ma possono anche cambiare soltanto in senso quantitativo (ambiente ciclico-ripetitivo) oppure possono cambiare sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, cioè ci possono essere modificazioni sostanziali e quantitative contemporaneamente (ambiente dinamico).
    A seconda del tipo di ambiente, l'imprenditore dovrà tenere un comportamento diverso. Ad esempio se l'ambiente è statico l'imprenditore potrà esercitare l'attività tenendo sempre lo stesso comportamento e facendo sempre gli stessi piani anno dopo anno, mentre in un ambiente ciclico dovrà adattarsi introducendo delle piccole innovazioni operative, cioè nel modo di lavorare e di organizzare il lavoro, in modo da adattarsi alle modificazioni quantitative dei vari elementi mentre se l'ambiente è dinamico è necessario un controllo costante della situazione per poter prendere in anticipo i provvedimenti necessari e non essere mai indietro rispetto alle imprese concorrenti, cercando di anticipare anzi le innovazioni.
    Il secondo passo da compiere quando si analizza la situazione di partenza è quello di studiare il mercato dove si andrà ad operare. In questo senso, bisogna ricordare che ogni settore produttivo presenta delle caratteristiche diverse rispetto agli altri e che la conoscenza di queste caratteristiche è fondamentale per fare le scelte giuste.

    Quando studiamo un settore produttivo, dobbiamo tenere conto di diversi elementi caratterizzanti.