Francesco Petrarca: biografia, libri e poetica

Francesco Petrarca: biografia, libri e poetica A cura di Silvia Corelli.

Biografia e opere di Francesco Petrarca: scopri di più sulla sua vita e leggi l'approfondimento sulle sue opere e le poesie del Canzoniere

1La vita di Francesco Petrarca

1.1Primi anni e periodo avignonese

Ritratto di Francesco Petrarca
Ritratto di Francesco Petrarca — Fonte: ansa

Francesco Petrarca nasce ad Arezzo il 20 luglio del 1304. Suo padre è notaio e per lavoro si sposta in importanti centri italiani ed europei. Francesco lo segue, ancora bambino, e si troverà nel grande mondo francese, ad Avignone, che in quel periodo era divenuta la nuova sede della Chiesa di Roma. Qui Petrarca entra in contatto con personaggi molto importanti dell’epoca: è bene integrato nella vita politica e culturale del suo tempo, è molto attento a tutto quello che lo circonda, a partire dalle questioni politiche, come il problema di riportare o meno la sede della Chiesa a Roma. Conosce i romanzi francesi, conosce benissimo la poesia di Dante e della scuola stilnovista, inizia a leggere testi religiosi e teologici che approfondirà quando deciderà, più tardi, di prendere i voti. Francesco Petrarca inizia già da subito a tentare di interpretare e rinnovare la letteratura e la cultura contemporanee che gli appaiono insoddisfacenti.     

Petrarca studia legge (si iscrive all’università ma non porta a termine gli studi anche se, come vedremo fra poco, avrà comunque una “laurea”) ed entra in contatto con autori latini come Cicerone e Virgilio. Per lui il latino è quasi una seconda lingua che usa anche per prendere appunti.
Sono quindi tanti e diversi i fattori che influenzano la sua preparazione: un avviamento alla letteratura religiosa, una grande conoscenza della letteratura volgare (cioè stilnovo e letteratura francese), un grande amore per i classici latini: premesse che pongono le basi della sua grande poesia. 

Ritratto di Francesco Petrarca
Ritratto di Francesco Petrarca — Fonte: ansa

1.2Laura e la laurea

C’è un personaggio molto legato alla poesia di Francesco Petrarca: Laura. Il poeta racconta di averla incontrata la prima volta il 6 aprile 1327 e di essersene innamorato immediatamente. Questa donna diventerà oggetto della maggior parte delle poesie del Canzoniere.   

È un periodo non solo caratterizzato dall’amore ma anche da una profonda riflessione spirituale: Petrarca prende i voti e vive come un chierico laico – erano in molti a non condurre una vita monastica, pur essendo uomini di chiesa, in questo periodo – svolge incarichi importanti presso la famiglia Colonna, approfondisce gli studi leggendo vite e opere di Santi ed inizia anche lui a riflettere sulle sorti dell’anima e sul valore della religione.   

Tutto quello che ha scritto fino a quel momento lo ha reso un personaggio noto e amato tanto che, nel 1341, gli viene conferita la laurea come poeta: Francesco Petrarca verrà incoronato a Roma “ad honoris”.
Ma sta però per arrivare un periodo decisamente negativo: la peste che nel 1348 devasterà l’Europa e porterà in Petrarca un periodo di profonda inquietudine e tristezza. Laura muore e l’epidemia, così violenta, lo turba profondamente.      

1.3Gli ultimi anni

L'autore riesce a superare questo momento che però lascia una traccia dentro di lui. Nelle poesie di Petrarca risalenti a questo periodo possiamo notare un cambiamento verso una tematica più profonda: si interroga sulla natura dell’anima e certe poesie sembrano quasi delle preghiere. Incontra e diventa molto amico di Giovanni Boccaccio, un altro grandissimo autore della nostra letteratura che insieme a Petrarca e Dante è conosciuto come una delle “tre corone”, in riferimento proprio alla corona di alloro che veniva all’ora usata per cingere i poeti (appunto laureati). Insieme a Boccaccio, Petrarca riflette sul rapporto fra lingua italiana e latino, un dibattito che a quei tempi era molto sentito.  

Gli ultimi anni della sua vita Petrarca li vive intorno a Padova, continuando a scrivere e a studiare come ha sempre fatto e muore ad Arquà - in suo onore questa località si chiama oggi Arquà Petrarca - il 19 luglio 1374.    

[...] i' che l'esca amorosa al petto avea, / qual meraviglia se di subito arsi? // Non era l'andar suo cosa mortale / ma d'angelica forma, e le parole / sonavan altro che pur voce umana [...]

Francesco Petrarca, "Erano i capei d'oro a l'aura sparsi"

2Le opere di Francesco Petrarca

2.1Francesco Petrarca: Il Canzoniere

Dettaglio di un'opera miniata di Petrarca
Dettaglio di un'opera miniata di Petrarca — Fonte: ansa

Il titolo originale dell’opera è in latino: Rerum Vulgarium Fragmenta, che tradotto significa “frammenti di cose volgari”. Petrarca vuole sottolineare con questa espressione il fatto che ha scelto di scrivere in volgare. Una scelta che poi si è dimostrata essere giusta: nell'epoca in cui Petrarca scrive, la lingua volgare ha raggiunto un certo prestigio ed egli, grazie alla conoscenza profonda del latino, ha saputo renderla (in particolare il volgare fiorentino trecentesco) una lingua aulica, dignitosa e in grado di essere usata per fare poesia. Nel 1525, quando i letterati italiani si interrogheranno su quale tipo di volgare sia giusto usare per fare poesia e scrivere di narrativa, Pietro Bembo deciderà di scegliere Petrarca e il Canzoniere come modello su cui basare ogni poesia.     

Ecco cosa ricordare del Canzoniere di Petrarca:   

  • È composto fra il 1336 e il 1374, cioè l’anno della sua morte: l'autore ha passato praticamente tutta la vita a scrivere poesie che vengono raccolte in quest’opera.
  • Il Canzoniere di Petrarca contiene 366 poesie, una per ogni giorno dell’anno secondo il progetto di Petrarca, più una poesia iniziale che funge da proemio e presentazione dell’opera. Questi componimenti si dividono poi in due sezioni: rime in vita di Laura e rime in morte di Laura.
  • I temi del Canzoniere di Petrarca sono principalmente l’amore per Laura che viene descritta da Petrarca come la donna-angelo stilnovista ma, a queste descrizioni, ne alterna altri in cui la donna è una creatura terrena capace di suscitare un desiderio anche carnale e non solo spirituale. A questa tematica amorosa se ne collega un’altra: come il poeta spiega nel proemio dell’opera, il suo intento è di scrivere per sollevare con la sua poesia tutti gli innamorati che soffrono per amore. Alcuni componimenti, una minoranza, trattano di tematiche politiche e religiose.
  • Sceglie parole che suonano molto dolci all’orecchio di chi le legge. Petrarca sa giocare molto con le parole e con i loro significati e anche questo rende l’intera opera molto omogenea.
    Per citare un esempio molto noto, si tenga presente il rapporto semantico fra Laura, laurea, lauro, alloro. Quando in una poesia le parole suonano molto simili fra loro non dobbiamo considerarlo un caso: il poeta vuole collegare i significati di ogni termine. Laura diventa il simbolo della sua gloria come poeta (appunto la laurea), il lauro poi è l’altro nome dato alla pianta di alloro e con questo accostamento il poeta ci ricorda il mito di Apollo e Dafne che, per sfuggire al dio che la voleva, si trasforma in questa pianta. Petrarca ci dice cioè che non riesce a raggiungere la sua amata ma in compenso (magra consolazione forse) questa donna lo ha reso poeta ed è divenuta lei stessa Poesia.

2.2Il Secretum

Ritratto di Francesco Petrarca
Ritratto di Francesco Petrarca — Fonte: ansa

Il Secretum di Petrarca è un’opera scritta in latino e, attraverso una sorta di confessione in forma di dialogo, mette in scena una profonda riflessione dell'autore sulla sua vita. Non a caso Francesco immagina di compiere il dialogo negli anni 1342-1343, quando sta per arrivare la peste ed egli sente una grande inquietudine. Con chi dialoga Petrarca in questa lunga confessione? Con Sant’Agostino, uno dei santi più importanti della Chiesa Cristiana e fondamentale per le sue dottrine.      

Questo personaggio è molto importante per la conversione di Petrarca: sant’Agostino sceglie di lasciare una vita di beni materiali per dedicarsi esclusivamente ad una vita spirituale e alle Sacre Scritture. È autore delle Confessioni, un’opera autobiografica che è, in fin dei conti, quello che si prefigge di relizzare Petrarca al termine di questa lunga riflessione che caratterizza il dialogo con il santo nel Secretum.       

Cosa ricordare del Secretum di Petrarca? 

  • L’opera è composta da un proemio più tre libri in cui il poeta non solo parla con S. Agostino: c’è anche un’altra presenza, quella della Verità, che ascolta la conversazione
  • Primo libro: il poeta analizza i vizi dell’uomo, prende in considerazione i rapporti fra vita e morte e si rende conto di quanto siano futili le sue preoccupazioni terrene in vista della vita eterna nell’Aldilà. Il Santo consiglia a Petrarca di occuparsi allora solo della fede e della vita religiosa.
  • Il secondo libro si concentra sulla descrizione dei sette peccati capitali e, dopo un esame di coscienza, il poeta capisce di aver peccato soprattutto di accidia, cioè nella mancanza di volontà e nella pigrizia.
  • Nel terzo libro si arriva ai problemi più intimi e profondi del poeta e cioè all’amore per Laura che lo tormenta e lo distrae dalla fede, e al bisogno di ottenere una gloria terrena come poeta. In questo caso Agostino riesce a persuaderlo sull’inutilità di una passione amorosa e lo convince che è importante contemplare l’amata solo spiritualmente. Non rinuncia però alla gloria poetica che diviene però, anche questa, un motivo di ricerca interiore e di elevazione spirituale.