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Sindacalismo studentesco

di Redazione Studenti 6 giugno 2007
Il Sindacato studentesco è un'associazione di studenti organizzati per la difesa dei propri diritti in ambito scolastico, in questo caso universitario. La costruzione di questo soggetto politico trascende l'appartenenza partitica di ogni singolo membro dell'associazione e prevede solo un'appartenenza di area politico-culturale e un accordo con le linee programmatiche del Sindacato Studentesco.

E' infatti possibile una doppia militanza che può portare il singolo associato del Sindacato Studentesco a partecipare sia ad un soggetto politico sociale, economico e culturale che operi all'esterno dell'Ateneo sia all'associazione universitaria; l'unica condizione è il riconoscimento della primazia sulle questioni universitarie del Sindacato studentesco. All'interno di questo, le differenze politiche e culturali si fondono in un'ottica la cui sintesi sarà il risultato di uno scontro dialettico tra tesi divergenti.

Le organizzazioni sindacali nascono nell'ambito del tradunionismo inglese i cui massimi esponenti furono Sidney Webb (1859-1947) e Beatrice Potter (1858-1943) che affidarono al movimento sindacale il compito di trasformare il sistema di organizzazione capitalistica del lavoro e della società accogliendo le istanze sociali dei lavoratori. A questa prima teorizzazione si affiancheranno poi altre formulazioni come - solo per citare alcuni nomi - quella corporativa di Potter (1888-1959), quella critica di Marx (1818-1883), quella rivoluzionaria di Sorel (1847-1922). Il Sindacalismo studentesco trae origine invece dalla confederazione di associazioni studentesche che hanno dato vita nel 1994 all'Unione degli Universitari. La dinamica tipica di un soggetto politico sindacale è quella "vertenziale"; porre in essere, cioè, una controversia pendente, un diritto negato, un interesse violato e risolverlo tra le due parti in causa: l'Università e il Sindacato Studentesco. Un'associazione che pretende di essere sindacato studentesco ha il compito primario di raccogliere le issues che vengono dal basso e di portarle all'attenzione - contrattandole e risolvendole - degli organi di governo universitari.

La difesa dei diritti e degli interessi degli studenti è insomma il suo compito principale; gli studenti socialmente più deboli come quelli fuori sede, quelli lavoratori, quelli portatori di handicap devono avere la primaria importanza; non si può dimenticare inoltre tutti gli studenti che subiscono quotidianamente le ingiustizie arbitrarie date dal mancato funzionamento della macchina amministrativa d'Ateneo, dall'assenza continua dei docenti, da una carente preparazione formativa, da una inefficiente didattica, dall'assenza degli spazi universitari e da un'arbitraria selezione agli esami.

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