Rousseau: il pensiero

Di Micaela Bonito.

Approfondimento sul pensiero del padre della pedagogia contemporanea, dalla politica alla società.


Jean Jacques Rousseau


La vita e le opere - Il pensiero

Il pensiero

Rousseau è una formidabile "contraddizione" rispetto alla società del suo tempo e a quella stessa cultura illuministica a cui per un certo periodo si è legato. Ma egli accetta ed esalta questo ruolo; egli si sente portatore di una Riforma, che dovrà essere radicale.
Non si può scendere a compromessi, adeguarsi alle regole: occorre che l'uomo si reintegri nella sua bontà naturale per diventare artefice del cambiamento sociale totale.
Alla base dell'educazione c'è la realizzazione di un progetto morale e politico.

L' "uomo naturale" deve essere riscoperto e conservato nel bambino: una natura che bisogna conoscere ed assecondare nel suo sviluppo, nel rispetto di ciò che vi è già, che deve essere rispettato nella sua naturalità originaria.

Rousseau fu considerato il padre della pedagogia contemporanea, l'autore che operò una "rivoluzione copernicana" in campo pedagogico ponendo al centro delle sue teorie, il bambino.

Elaborò, inoltre, una nuova immagine dell'infanzia articolata in tappe evolutive, fra loro diverse per capacità cognitive e atteggiamenti morali.

Rousseau individua, poi, le cause del male della società e trova un'unica risposta possibile alla corruzione sociale, che consiste nella rifondazione della società stessa, realizzata attraverso la riscoperta dell'originaria bontà umana.
Per riportare l'uomo al bene originario non è necessario né possibile riportarlo alla condizione di selvaggio, sia perché la società non può essere distrutta, sia perché non si può affermare che tutto il bene risieda nello stato di natura e tutto il male nello stato sociale.
Rousseau non critica la società in sé, ma la società come si è andata storicamente configurando; occorre, quindi, riorganizzare la società su basi nuove: la riscoperta della natura umana nella sua essenzialità e libertà.
Da ciò nasce la necessità di un'educazione "nuova" che formi un uomo nuovo. Quest'educazione dovrà essere naturale, perché chi obbedisce alla natura non può che dirigersi verso il bene.

Il "Contratto sociale" e l' "Emilio" si integrano nell'idea rousseauiana che la rifondazione della società consista in primo luogo nel rinnovamento dell'individuo. Infatti non si può ipotizzare un'influenza positiva della società sul singolo se prima non si è reso "positivo", appunto, il singolo. Solo dalla persona riscoperta nella sua natura originaria potrà originarsi il cittadino che dovrà migliorare la società in cui si inserirà, in cui sarà possibile vivere in una condizione di uguaglianza e libertà simili a quelle dello "stato di natura".

Per rendere lo "stato di società" quanto più simile allo "stato di natura", occorre partire dal fanciullo, la cui educazione deve seguire lo sviluppo naturale.
L'educazione naturale mira a salvaguardare la spontaneità e l'autonomia della persona nella società.
L'educazione mira a ricondurre l'uomo all'unità originaria del proprio essere: pertanto essa dovrà passare necessariamente nell'intimità della coscienza dove si colloca il sentimento.

Educare secondo natura significa rispettare nell'itinerario educativo la naturalità dell'uomo, ma ciò comporta anche rispettare le varie fasi dello sviluppo psicologico dell'allievo, commisurando ad esse contenuti e metodi dell'insegnamento.

Un'educazione che rispetti la natura dell'allievo risponderà, inoltre, alle sue richieste, ai suoi bisogni, ai suoi interessi e alle sue inclinazioni, salvaguardandone l'individualità e la libertà.

Infine, possiamo dire che il pensiero pedagogico di Rousseau verte su due modelli, quello dell' "Emilio", in cui al centro vi sono i concetti di educazione negativa, di educazione indiretta e il ruolo dell'educatore, e quello del "Contratto sociale" che si basa su un'educazione socializzata regolata dall'intervento dello Stato.