Persio: il pensiero

Di Micaela Bonito.

Approfondimenti sul pensiero di Persio. Le novità di quel tempo e la vita politica

Persio: Indice
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PensieroLo sdegno di Persio contro la società, la ferocia con la quale rappresenta i vizi dell’epoca, hanno una scelta profonda: provenendo da una famiglia di nobili origini, il suo destino avrebbe dovuto portarlo verso la carriera politica. Egli invece rifiuta questa strada perché egli rappresenta parte di quella gioventù che provava un profondo disagio nei confronti della politica tradizionale, ormai svuotata di qualsiasi significato.

Legato agli Annei e a Trasea Peto ( un oppositore del regime condannato a morte dall’imperatore nel 60), profondamente influenzato dalla filosofia stoica, Persio pur essendo ancora legato ai valori della tradizione, era altrettanto convinto della loro inadeguatezza nei confronti della situazione politica.
E’ dunque l’indignazione prodotta da questo stato di cose che porta Persio alla scelta della satira come strumento di denuncia della società e di contrapposizione alle mode letterarie del tempo, anche rischiando il discredito e l’isolamento dei potenti.
Egli infatti si definisce semipaganus, fingendo di considerarsi con ironica modestia, un poeta rozzo e “mezzo campagnolo”, in confronto invece al poeta-vate dotato di divina ispirazione.

Persio mantiene le distanze quindi dal panorama culturale e letterario dell’epoca, che privilegiava generi quali l’epica e la tragedia, dove i poeti potevano usare a profusione tutti gli artifici retorici possibili, mezzi espressivi privilegiati per tessere le lodi del principe.
Secondo Persio invece scopo della poesia non è guadagnare vantaggi o compiacere il principe, ma conquistare la libertas, la libertà morale.
In relazione a questo scopo i generi letterari di successo all’epoca non solo sono inutili, ma anche dannosi: se infatti la libertà si ottiene conoscendo la realtà contemporanea e rifiutandola, questo tipo di poesia non può condurre alla libertà, perché con le sue artificiosità si tiene lontano dalla vita e addirittura partecipa ai suoi vizi.

La scelta dunque dei toni aggressivi della satira diventa quasi una scelta obbligata, da motivi politico-sociali e letterari poichè la gravità della situazione storica rendeva inefficace una critica bonaria con i mezzi dell’umorismo alla maniera di Orazio.