Pensiero di Teocrito

Di Redazione Studenti.

La fama di Teocrito è legata soprattutto alla composizione dei carmi bucolici

Teocrito: Indice
Vita
- Contesto Storico - Opere - Approfondimenti

Egli è ricordato per la rappresentazione dei pastori e dei contadini, ritratti mentre svolgono i loro umili lavori quotidiani o stagionali, coma la mietitura, la mungitura, la sorveglianza della greggi e la raccolta delle messi, oppure mentre suonano la zampogna o intonano canti. Il poeta è stato inoltre elogiato per le descrizioni dettagliate dei paesaggi mediterranei, arsi dal sole, ma rinfrescati da alberi ricchi di fronde, immersi nel silenzio, ma rallegrati dal ronzio delle api e dal frinire delle cicale, pieni di vita, ma invitanti al riposo e alla tranquillità.
Prima di Teocrito, nessun poeta si è accostato a personaggi umili con tanto interesse, e nessuno ha mai contemplato la natura con un sentimento così vivo di abbandono, di tranquillità e di pace. Negli idilli teocritei, la campagna è sempre descritta come un mondo ideale, in cui regnano la pace e la tranquillità, e rappresenta un luogo nel quale rifugiarsi per scampare alla vita caotica e frenetica della città.
La nuova sensibilità di Teocrito nei confronti dell'uomo e della natura, deriva dalle esigenze di una diversa civiltà, che si presenta urbana e individualistica, raffinata e scettica. La scoperta dell'individuo, tipica dell'età ellenistica, segna la fine delle concezioni e dei modelli paradigmatici diffusi nell'epoca delle poleis, con lo scopo di integrare il cittadino nell'ambito della comunità. Nell'epoca ellenistica, il cittadino, non identificandosi più nella realtà ristretta e circoscritta della polis, si chiude in se stesso e vuole vivere la sua esistenza con i suoi pregi e i suoi difetti. Gli artisti si adeguano a questa nuova realtà, ricercando nell'uomo, ciò che è vero, anche se è umile; gli dèi e gli eroi, invece, vengono ignorati, in quanto sono ritenuti appartenenti a un mondo irreale, oppure vengono ricondotti alla misura umana. Oltre all'uomo e alle sue nuove esigenze, gli artisti analizzano anche la natura.
Nell'età alessandrina, infatti, la società tende a organizzarsi in strutture urbane sempre più vaste e più complesse, nelle quali si agita una folla caotica, varia e cosmopolita, che va in cerca di fortuna con innumerevoli espedienti. Gli antichi nobili e i nuovi arricchiti, che risiedono nelle città o esercitano in esse il loro potere, cominciando a ritenere la realtà urbana invivibile ed eccessivamente caotica, preferiscono la campagna, la quale viene considerata come un ambiente più umano, più tranquillo e come il simbolo dell'elevazione sociale. Teocrito, riprendendo questa concezione della campagna tipica della sue epoca, rappresenta il paesaggio campestre come un mondo perfetto e ideale, in cui la dura realtà del lavoro nei campi, della quale parlava Esiodo, si addolcisce e assume i connotati di un nuovo sentimento idillico nei confronti della natura; l' asykìa si mescola con la poetica dell' alētheia, originando, così, un perfetto equilibrio fra gli elementi realistici e le tendenze alla stilizzazione dei paesaggi.
Dopo Teocrito, questo equilibrio entra in crisi; infatti, la visione della natura perde la sua forza originaria, in quanto il paesaggio diventa povero e convenzionale, i pastori di Teocrito si svuotano della loro naturalezza e si trasformano in "pastori da salotto" o in letterati chiacchieroni travestiti da pastori; così, nasce la "mascherata bucolica" e il genere bucolico si trasforma in poesia di evasione.