La sua teoria è basata sul riflesso condizionato. Era un fisico che studiava il funzionamento dei succhi gastrici e ricondcibile alla formula S-R.

L’avvio al behaviorismo fu dato dal fisiologo russo Pavlov.

Watson fu il fondatore del behaviorismo americano.

Col tempo, si è tracciata una distinzione tra behaviorismo:
- metodologico: ignora la "coscienza" e sostiene lo studio oggettivo del comportamento
- dogmatico: nega affatto la coscienza (è perciò una forma di materialismo metafisico)

PAVLOV, invece, è un esponente del ‘900 e la sua tesi caratteristica è quella del RIFLESSO CONDIZIONATO.
Egli era un fisico, non uno psicologo, e stava conducendo degli studi sul corpo. In particolare egli voleva sapere quali fossero gli elementi costitutivi del succo gastrico.
Utilizzò come cavia un cane; inserì nella cavità nasale dell’animale un sondino che gli permetteva di prelevare quanto usciva dallo stomaco.

Si trovò di fronte ad un problema: se il cane era digiuno, dal sondino non usciva nulla, se il cane aveva mangiato, dal sondino usciva del succo gastrico, ma accompagnato dal cibo.
Ebbe allora, l’idea di incidere il ventre dell’animale e legare l’ultimo tratto dello stomaco con uno spago. Qui inserì il sondino e notò che nel momento in cui si avvicinava all’animale per farlo mangiare, usciva del succo gastrico, ma notò anche che l’animale iniziava a salivare.
Abbandonò allora lo studio del succo gastrico per dedicarsi alla salivazione.
Incise la ghiandola salivare del cane, infilò il sondino e notò che non appena si avvicinava per dargli il cibo, la saliva iniziava a fuoriuscire. Giunse alla conclusione che ad uno stimolo naturale (il cibo) corrisponde una risposta naturale (la salivazione).
Tale affermazione è riassumibile nella formula “Sn→Rn”.

Pavlov, però, notò anche un’altra cosa: se l’animale veniva messo in una camera insonorizzata, non appena udiva i passi del padrone che gli portava il cibo, non si girava (come avrebbe dovuto normalmente fare, stando alla formula Sn→Rn) bensì, iniziava a salivare.
Giunse dunque alla conclusione che a uno stimolo naturale poteva scaturire una risposta condizionata.
Riassumibile questa affermazione nella formula Sn→Rn1.

Ovvero si otteneva una risposta condizionata ad uno stimolo condizionante.
Successivamente, non appena il cane udiva i passi del padrone, Pavlov iniziò a non dargli più il cibo, ottenendo come conseguenza che l’animale, non appena uditi i passi non dava più risposte. Fece cosi scaturire nell’animale il FENOMENO D’ESTINZIONE, diverso dal precedente e succitato FENOMENO DI ASSOCIAZIONE.
Tutto ciò prende il nome di CONDIZIONAMENTO CLASSICO o PAVLONIANO.

Ivan approfondì nuovi metodi sperimentali di ricerca sulla relazione riflessa delle funzioni cardio-vascolari secondo cui il sistema nervoso regola e coordina l'organismo in un tutto unico.
Pavlov condusse anche studi sulla fisiologia della digestione e in particolare sul funzionamento delle ghiandole digestive che gli valsero il premio Nobel.

Gli interessava vedere quanto succo produce una ghiandola, ad esempio una salivare, come
varia nel tempo, la qualità si secreto e quali fattori sono in grado di influenzare la secrezione (per i suoi esperimenti adoperava cani).
Mentre conduceva le indagini sul funzionamento delle ghiandole digestive, alcune osservazioni, spinsero Pavlov ad interessarsi di quelli che egli chiamò: "riflessi incondizionati", intesi come reazioni acquisite dall'organismo a seguito della ripetuta associazione tra uno stimolo neutro ed uno stimolo condizionato.
Se il suono di un campanello viene sistematicamente accoppiato al cibo in bocca dopo un certo numero di prove, smetterà di essere uno stimolo neutro. Sarà in grado di provocare salivazione, anche senza ciclo.
Da stimolo neutro è diventato condizionato
.
La soluzione provocata dallo stimolo condizionato prende il nome di risposta condizionata.