Io non ho paura

Di Micaela Bonito.

Romanzo di Ammaniti dal quale è stato tratto anche un film. Storia di un'amicizia particolare in situazioni particolari.

- Titolo: Io non ho paura
- Autore: Niccolò Ammaniti
- Luogo e anno di pubblicazione: è stato pubblicato a Torino nel 2001
- Genere letterario: romanzo

<<Personaggi


Trama

Un gruppo di ragazzi si ritrova, come ogni giorno, a scorrazzare su e giù per una collina.Siamo nel 1978 , è estate, con un caldo torrido.
Michele Amitrano, il protagonista, per difendere una ragazza del gruppo, togliendola da un grosso imbarazzo (doveva abbassare le mutande) si propone per eseguire la penitenza: arrivare al piano superiore di una casa diroccata e disabitata senza poter utilizzare né le scale, né i gradini ridotti a un ammasso di pietre.
Dopo notevoli difficoltà, riesce a salire aggrappandosi ai rami di un fico; arrivato ad davanzale della casa deve buttarsi per proseguire, e uscire dalla stessa, ma cade a terra in malo modo.
Il ragazzo ha per pochi attimi paura, ma riesce poi a muoversi, si guarda intorno e percepisce di essere caduto su una tettoia trasparente ricoperta da un materasso, al di sotto del quale si intravede un buco profondo.
Con grande stupore tra sporcizia e rifiuti di ogni genere, nota delle sembianze umane: si tratta di un bambino raggomitolato su se stesso. Forse dorme, forse è morto… ma mentre riflette viene chiamato dagli amici e con loro ritorna a casa.
Davanti alla casa, Michele trova il “lupetto Fiat” usato dal padre per lavorare al Nord, con gioia accoglie il genitore che mostra un regalo: una gondola veneziana con i remi.
Nella notte, Michele ripensa con angoscia al ragazzo imprigionato nel buco, e ritorna sul luogo. E’ tutto vero il bambino è lì, incatenato e chiede con insistenza dell’acqua. Inizia così un rapporto di aiuto amicizia, anche se rimane stupito e a volte impressionato dai discorsi del ragazzo. Cerca di confidarsi con il padre, ma capisce che c’è qualcosa di oscuro, di misterioso e di ingiusto, e che la sua famiglia è complice di un grave fatto: il rapimento di Filippo Carducci.
Intanto il padre riferisce che arriverà un suo amico che per un certo periodo abiterà con loro, con grande scontento di Michele, che per una leggerezza infantile confida al cugino di aver trovato un bambino racchiuso in una buca circondato da sporcizia e desolazione, racconta anche del proposito crudele del padre e dell’amico di tagliare le orecchie al rapito.
Ritornato sul luogo del sequestro, cerca di confortare il bambino e lo porta all’aperto riuscendo anche a farlo camminare, sono diventati amici.
Ma improvvisamente compare Felice (un complice dei sequestratori) che lo minaccia con un fucile e strattonandolo lo costringe ad allontanarsi.
Riferirà tutto al padre, il quale gli chiede una promessa: non deve più vedere il bambino, altrimenti verrà ucciso.
Michele pur con difficoltà e ripensamenti cerca di mantenere la promessa, finché capisce che è arrivato un momento decisivo e grave, sente infatti delle minacce di morte per il bambino rapito e senza il minimo dubbio corre a liberare il recluso.

Tematiche affrontate

  1. Amicizia tra coetanei
  2. Giustizia e crimine
  3. Mancanza di lavoro al Sud che favorisce la delinquenza
  4. Il potere del denaro che oscura e giustifica ogni azione anche le più subdole, come quella di ridurre in schiavitù un bambino
  5. I maltrattamenti fisici e psicologici a cui è sottoposto il rapito le condizioni di vita inumane, la dipendenza assoluta dai sequestratori
  6. Il coraggio e la ricchezza di valori umani del protagonista.