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C'è un modo di conoscere il mondo che non ha eguali… partire a 16 anni con un programma INTERCULTURA !!
Non è una vacanza, ma è un Viaggio, con la “V” maiuscola, che ti porta in un altro Paese, per vivere come se fossi sempre stato lì. L'idea è semplice: frequentare il quarto anno della scuola superiore in un' altra parte del mondo , che può essere la Francia , la Germania , gli USA, la Cina , la Tunisia , la Norvegia , la Finlandia , la Repubblica Dominicana , il Brasile e tantissimi altri posti ancora. Non ci si va solo per imparare una lingua, ma per conoscere persone di una cultura diversa .. Per questo si viene accolti da una famiglia del posto e per questo si frequenta la scuola “vera”, insieme ai ragazzi del luogo.
Chi ci ha provato parla di un'esperienza da non perdere… leggete qui sotto che ne pensano

Se sei nato tra il 1 Gennaio 1989 e il 30 Giugno 1991, hai tempo fino al 10 Novembre 2005 per iscriverti. Ci sono programmi di ogni durata, 40 destinazioni disponibili e centinaia di borse di studio.

Tutte le informazioni le trovi sul sito WWW.INTERCULTURA.IT oppure puoi richiedere allo 0577 900001 o all'indirizzo segreteria@intercultura.it il depliant informativo sui programmi.
Intercultura, ti porta lontano, ti resta vicino.


ELISABETTA MANIGA
Sono stata in Texas , USA, per un anno. Il primo giorno di scuola è stato divertentissimo!! Chiaro, non capisci nulla, ma alla fine sorridi, sei straniero e loro lo sanno, parlano piano e se non capisci… continui a sorridere! A fine giornata avevo i crampi… ma solo per le prime 2 settimane... La cosa più divertente che ho fatto è stato il Musical: abbiamo lavorato per 5 mesi per mettere in scena Guys and Dolls. Divertentissimo, giornate trascorse a provare le parti e le prese per i balli, e poi conosci un sacco di gente!!

In generale non c'è stato niente di particolarmente difficile
, forse il Natale. Naturalmente l'avrei voluto passare nella mia famiglia, però, passa anche quello, ti fa rivalutare di piu quello che hai di tuo.
Il primo sogno che ho fatto in inglese era stranissimo. Ero dentro un castello e io correvo nelle scalinate di questo bel castello, e c'era una voce che raccontava una favola, in inglese e io leggevo quello che la voce diceva, su un muro.. Non fate domande!!
Non mi hanno mai scambiata per un autoctono, vedete un po' voi, parlavo l'inglese con l'accento italiano.. ma quello sardo!! :).
La famiglia che mi ha ospitato era formata dai 2 genitori e figlia di 17 anni più il cane Peppermint! La situazione che più di tutte mi faceva sentire a casa era riconoscere le strade e i posti.. Adesso, ok, non era New York, però era cmq una città… A volte ho cucinato: ho fatto 2 crostate…. Avete presente la pasta ben cotta al punto giusto?? Ecco, tutto l'opposto! Ho anche mangiato italiano in Texas: sono andata al ristorante italiano un paio di volte… ma alla fine è un italo-americano. L'ho mangiato volentieri, ma è diversissimo da quello nostro!
Il tipico sabato sera ci si organizzava con Cinema, film da amici o amiche, feste… ;). Durante questa esperienza sono anche "stata" per sei mesi con un mio compagno di classe.
Sono partita senza molte aspettative, ero per il “meno ti aspetti meglio è”. Diciamo che ero sicura che sarebbe stata un'esperienza pazzesca e che non mi sarei pentita della mia scelta! PERO', speravo di poter viaggiare un po' per gli States, cosa che non è successa, per diversi motivi. Ma d'altra parte, ho anche 17 anni, un viaggio negli States è gia programmato..

Tornassi indietro lo farei di corsa,
partirei in questo momento e sono in costume da bagno!! No dai, comunque assolutamente da fare. Ero gia convinta di mio, non ho avuto bisogno di grandi sforzi mentali, mi piaceva l'idea, l'ha fatto mio padre 35 anni fa, l'ha fatto mia sorella, le mie cugine.. Siamo predisposti :).
A chi vorrebbe partire consiglio di non girarci troppo attorno coi pensieri. Lo vuoi fare? Fallo. E' un'esperienza che da' qualcosa, nel bene e nel male. Ma se vuoi farlo, fallo bene, perché è qualcosa che ti cambia il modo di vedere le cose.. Merita veramente impegno.
A chi vorrebbe ospitare dico invece che avere uno sconosciuto in casa non è mai piaciuto a nessuno, però.. anche per lo studente non è cosi facile pensare di dover vivere per un po' di tempo con persone di cui a malapena sa pronunciare il nome. Si tratta di trovare il punto d'incontro, e lo si trova con facilità estrema in questo caso, non ci si conosce, ragion per cui BISOGNA essere pazienti e spiegarsi reciprocamente come funzionano le cose, insomma, quello di cui si ha bisogno fondamentalmente è il dialogo. Se volete scrivermi per saperne di più: maniga.e@tiscali.it


NICHOLAS BARBIERI

Sono stato un anno nella Repubblica Dominicana. Il primo giorno di scuola non è stato così difficile come pensavo, perché ero in classe con i miei due fratelli, che mi hanno aiutato molto. La cosa più divertente è quando ci siamo riuniti io e gli altri italiani di Intercultura, a vedere Sanremo a casa mia.

La cosa più difficile invece è stato l'arrivo…non capivo niente e non c'era nessuno che conoscessi. Ho anche sognato in spagnolo! Ho sognato il mio ritorno in Italia e quando arrivavo la mia migliore amica parlava in spagnolo. Mi hanno addirittura scambiato per un autoctono ma quando iniziavo a parlare si accorgevano che non ero dominicano…

La mia famiglia ospitante era composta da madre (49 anni), padre (48 anni), 2 fratelli gemelli (19 anni), 1 fratello (13 anni), 1 sorella (10 anni) e un'altra ragazza di Intercultura norvegese (21 anni).



La cosa che mi faceva sentire più a casa era quando ci sedevamo tutti insieme sul divano a guardare la TV la sera. Per loro ho anche cucinato italiano ed è sempre piaciuto molto. E' anche successo che loro abbiano cucinato italiano per me ma il risultato... be', lasciamo perdere. Il sabato sera si usciva, si andava al cinema, a casa di amici oppure in discoteca e... ho anche "beccato"! Questa esperienza mi ha fatto diventare più autonomo. Avrei anche voluto convincere la mia famiglia, al mio ritorno, ad ospitare qualcuno, ma non ce l'ho fatta.
Tornassi indietro lo rifarei. Ciò che mi ha convinto a partire è stata la voglia di viaggiare, conoscere nuove persone, vedere e provare sulla mia pelle modi di vita completamente diversi.

A chi vorrebbe partire dico di non preoccuparsi se avrete qualche momento di depressione e nostalgia perché vi servirà a maturare e a rendere indimenticabile la vostra esperienza. A chi vorrebbe ospitare dico che darete la possibilità ad un ragazzo/a di vivere le più belle esperienze della sua vita. Se volete scrivermi per saperne di più: nicholas_barbieri@hotmail.com .


ERICA GILIOLI
Sono stata in Finlandia, per sei mesi. Il primo giorno di scuola è stato un disastro, perché mi sono persa e non riuscivo a trovare la scuola e perché ho dovuto scegliere le materie e visitare delle classi. La cosa più divertente che ho fatto è stato buttarmi nella neve dopo una sauna bollente o buttarmi in un lago ghiacciato al tramonto.
La cosa più difficile che ho dovuto affrontare è stato il rientro a casa: lasciare tutti alla stazione, come in una scena di un vecchio film.

Ricordo anche il primo sogno che ho fatto in inglese: stavo parlando in inglese con la mia vera madre che era venuta a trovarmi in Finlandia.
Durante la mia permanenza non sono mai stata scambiata per un autoctono perché non sono ne' bionda, ne' di carnagione bianchissima e non resisto facilmente a -30 gradi!
La mia famiglia ospitante era composta da 4 bambini piccoli (3 bimbe e un bimbo), 2 genitori e un cane.
Di tutte le situazioni, quella che mi ha fatto sentire più a casa è stato aiutare "mia madre" a cambiare la disposizione dei mobili della sala un sabato pomeriggio. Per loro ho anche cucinato italiano: ho fatto qualche volta la pasta (dovevo assolutamente insegnargli la giusta maniera per cuocerla) e una volta ho voluto cimentarmi nella preparazione delle tigelle…ma con scarsi risultati. Loro per me hanno cucinato pasta, lasagne, pizza…ma erano imitazioni riuscite male per me…Ovviamente non l'ho detto!
Il sabato sera si andava a casa di qualcuno per una festa, al Mc Donald o al Ranch, Pizza buffet. Ma non ho mai rimorchiato! Con questa esperienza ho soddisfatto la mia voglia di vedere posti nuovi e conoscere nuovi ragazzi; purtroppo però non ho imparato molto il Finlandese.

Tornassi indietro lo rifarei.
Ciò che mi ha convinto a partire è stata la voglia di cambiare, allargando i miei orizzonti, e di conoscere nuove ragazze e ragazzi che hanno la mia stessa passione per il viaggio e l'avventura.
A chi vuole partire auguro buon viaggio ma dico anche di non farsi eccessive illusioni o aspettative. A chi vuole ospitare, e conoscendo le famiglie italiane, voglio dire: non siate troppo ossessive!