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Scegliere un lavoro o un mestiere sappiamo che non è impresa da
poco: chi esce dalla scuola si trova di fronte alle possibilità
infinite di un universo ancora sconosciuto. Se guardiamo con attenzione
possiamo però ordinare e ridurre a insiemi o gruppi di costellazioni
quello scenario apparentemente confuso e sterminato.
Come limitare il campo delle scelte?
Ci sono
almeno tre metodi:
·
coerente: è la scuola di chi reputa necessaria una corrispondenza,
nel passaggio di consegne, tra la formazione e il lavoro; è il
metodo del tipo razionale che punta su ciò che ha appreso dalle
scuole per limitare lo scenario ad una serie finita di possibilità.
"Caratteristica del lavoro scientifico è lo scegliere"
(Giorgio Pasquali)
·
intuitivo: è un modo non razionale e a volte dispersivo, funziona
quando provoca illuminazioni improvvise e fortunate: "voglio fare
l'astronauta, il palombaro.".
"Ciò che ho imparato, non lo so più. Il poco che ancora
so, l'ho intuito per caso" ( Roch de Chamfort)
·
riduzionista: è la strategia degli indecisi, di chi - non sapendo
proprio che fare - si cala nei panni di tutti i possibili professionisti
e di volta in volta si dice: "questo no, non potrei farlo" o
"non mi ci vedo".
"Vivere non è accettare tutto, ma scegliere, sfrondare,
sacrificare. La linfa dell'albero sale solo quando i rami sono stati potati"
(Ludovic Giraud)
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