Pagina Facebook anti terroni: è polemica all'Università di Chieti

Di Tommaso Caldarelli.

Una pagina Facebook che protesta per l'apertura delle facoltà agli studenti meridionali: probabilmente è uno scherzo, ma la polemica all'università di Chieti divampa

Una pagina Facebook per protestare contro l'apertura dei corsi di laurea - specialmente in Psicologia - dell'Università di Chieti agli studenti meridionali, chiamati "terroni": è attiva dallo scorso weekend e ha collezionato qualche "like", mi piace (molto pochi a dire la verità) e moltissimi commenti di sdegno da parte degli utenti che hanno considerato insultante l'apertura di una pagina del genere.

FUORISEDE, LE NEWS -->>


CONTRO I TERRONI - La storia è finita sui giornali locali abruzzesi che da ieri parlano della pagina "Psicologia a Chieti ancora a numero aperto per accogliere immigrati terroni": scrive UniNews24 che "nel campo informazioni si legge “Com’è bello ostentare orgoglio terrone arricchendo università del nord coi soldi di mamma e papà. Ammettetelo che fuggite dalla vostra terra disagiata”.

COSA MANGIANO I FUORISEDE? -->>

NON SEGNALATEMI - L'amministratore della pagina sembra essere una ragazza, del nord - forse del Veneto - e piuttosto in vena di scherzi visto il tono chiaramente demenziale delle sue affermazioni: "NOOOOO ho letto che volete segnalare la pagina vi prego non fatelooo confesserò tutto ma non segnalatela altrimenti mi bannano anche il profilo e perdo tutti i livelli di pet rescueeeee vi supplico", scrive ad un certo punto ai commentatori che da giorni si affollano per contrastare l'iniziativa.

UN TROLL? - "Centinaia di studenti indignati a commentare i deliranti stati dell’amministratore, il quale non manca di rispondere con pungente sarcasmo, arrivando anche ad invitare i contestatori ad un “confronto diretto” presso la Facoltà di Psicologia", scrive ancora UniNews. Per i vari partecipanti alla discussione sembra evidente che la pagina non sia stata creata con veri e propri intenti polemici ma soltanto per creare disordine. Insomma, l'amministratrice (o amministratore) sarebbe niente più che una troll, una frequentatore di internet in vena di scherzi.