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Il traffico a Padova

Problemi e perplessità del traffico a Padova

di Redazione Studenti 7 giugno 2007
Dovrebbe essere uno di quei temi che non toccano direttamente la maggioranza degli studenti dell'ateneo patavino, essendo molti questi pendolari e quindi sprovvisti di un'auto con la quale muoversi nella città dove studiano. Ma a conti ben fatti sarebbe disonesto affermare che quello del traffico è un problema marginale per noi studenti.

Il mezzo che sembra dominare tra gli universitari è senza dubbio la bicicletta; soprattutto in considerazione del fatto che i prezzi degli autobus non sono economici e lo studente medio tende a risparmiare dove può. I veri problemi nascono, però, quando lo sfacciato studente-ciclista osa abbandonare il proprio territorio, la pista ciclabile, per cercare di impadronirsi del terreno nemico, la strada, grigio giardino d'asfalto dove motociclisti rampanti, automobilisti sfreccianti e piloti mancati la fanno da padroni, disprezzanti del pericolo e, soprattutto, di chi non possiede un motore tra le mani.
La situazione non è da sottovalutare: ogni giorno chi affronta la città in bicicletta è costretto a prestare più attenzione di quanta ne sarebbe richiesta se qualcuno ricordasse agli automobilisti che Padova non è Monza, e che al lavoro ci si arriva anche senza dover sfiorare i 90 km/h. E' triste dirlo ma sono quasi più le teste che finiscono contro i parabrezza che le cinture che vengono regolarmente utilizzate.

Altre vittime delle insolenze dei suddetti piloti
sono ovviamente i pedoni, rei di infastidire i piloti padovani, troppo intenti nelle loro corse per permettersi di perdere tempo prestando attenzione agli insolenti passanti che provano ad attraversare la strada.

Non figuratevi poi che le strisce pedonali siano un sicuro ponte dove poter sorpassare il ribollente fiume in piene: con i miei stessi occhi ho visto un pedone che attraversava sulle strisce pedonali (il semaforo, ovviamente, era verde) venire insultato da un automobilista. Il disprezzo del prossimo sembra quindi più che lampante, ma i problemi non giungono mai soli: lo smog, soprattutto nelle ore di punta, raggiunge dei livelli sicuramente superiori alla norma. Per non dilungarsi in discorsi fin troppo banali aggiungo che anche l'inquinamento acustico non è certo cosa di poco conto: gli autisti padovani hanno mani pesanti e clacson fin troppo sensibili…

Infine va ricordato che fra le tante cause che hanno ridotto in questo stato obbrobrioso il traffico padovano una non è da attribuire ai piloti: l'impianto urbanistico è pessimo, molti sensi unici andrebbero riveduti per cercare in qualche modo di sciogliere la confusione che in strada si crea. Un paradigmatico esempio? L'incrocio fra le riviere S. Benedetto e Mussato con Corso Milano: andate a vedere e datevi una spiegazione. Io non ce l'ho fatta.

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