Le origini della Medicina

Di Micaela Bonito.

Com' era considerata la medicina nell'antichità. Come, il padre della medicina, Ippocrate, la intendeva

I Progressi Della Medicina

Argomenti trattati:- Le origini - Ippocrate, Galeno e gli epigoni - Dal secolo VII al secolo XI - I secoli XII e XIIID al sec. XII - L'umanesimo e il Rinascimento - Il Settecento - La prima metà dell' Ottocento - Pasteur, Koch e le grandi scoperte scientifiche - La medicina moderna



Le origini

La cura del corpo, intesa in senso sia medico sia terapeutico, è praticamente cresciuta con l'uomo: in origine ebbe, quasi certamente, carattere istintivo e individuale ma ben presto fu oggetto di riflessione e portò alla ricerca delle cause del male.

Lo studio scientifico delle conoscenze mediche popolari ha messo in luce due filoni tra loro interdipendenti: quello che attribuisce al male un'origine esclusivamente sovrannaturale e quello che considera la malattia un “accidente” più o meno casuale, ma sempre naturale.
La medicina progredì nel tempo, sia con la continua scoperta del potere farmacologico di determinate sostanze naturali, soprattutto vegetali, sia con il perfezionamento delle tecniche “chirurgiche”.

Tutta la medicina popolare è comunque influenzata da un forte senso magico, anche quando la cura con medicamenti e interventi chirurgici assume un carattere specifico: stregoni, guaritori, adottano formule magico-suggestive (purificazioni, esorcismi) con la finalità di ristabilire l'armonia.
A questa concezione si riallaccia l'uso dell'imposizione delle mani, quale rimedio al male, seguito in epoca romana e medievale e ancora diffuso presso alcune religioni.
Tutte queste cure sono sempre accompagnate da una notevole azione suggestiva che ha la finalità di stimolare le difese organiche del malato valendosi in senso positivo della magia.

Il patrimonio di conoscenze empiriche, arricchitosi col tempo, è alla base del progresso della medicina in epoca classica quando si giunge a una prima codificazione delle malattie e dei rimedi e alla formazione di una casta di medici professionisti più o meno suggestionati dal soprannaturale: in Grecia, Roma, Cina, la medicina tese sempre più ad assumere un aspetto rigorosamente scientifico; in Egitto e nell'area messicano-andina cadde sotto il controllo dei sacerdoti per cui si è potuto registrare un netto prevalere del sovrannaturale sia nelle diagnosi sia nell'indirizzo terapeutico.
La critica scientifico-filosofica si accentuò in periodo ellenistico: nel mondo greco esistevano templi dedicati al dio Esculapio, nei quali gli ammalati, durante la notte, nell'“incubazione”, venivano consigliati e a volte guariti miracolosamente dal Dio; ma i sacerdoti praticavano cure termali e anche chirurgiche nei salubri templi di Epidauro.



Ippocrate, Galeno e gli epigoni


Padre della medicina, non solo greca ma di molte epoche successive, fu considerato Ippocrate, al quale sono stati attribuiti i preziosi testi

della prima elaborazione scientifica della medicina ellenica. Ippocrate descrive tutti i segni delle malattie con il loro preciso decorso; compito del medico è pronosticarne l'esito e favorire la forza medicatrice della natura con dieta opportuna e blandi rimedi, ricorrendo all'intervento chirurgico solo in casi estremi.
Secondo la sua scuola, l'organismo tende a risolvere spontaneamente la malattia, dovuta all'eccesso di uno dei quattro umori che costituiscono l'organismo stesso.
A Roma la medicina ebbe per lungo tempo scarsa considerazione e fu professata per lo più da schiavi o immigrati greci; tuttavia le si riconobbe una funzione sociale per cui i Romani ebbero sempre particolare cura del corpo, dell'igiene pubblica e anche dell'assistenza sanitaria, specialmente nell'esercito.
Nel sec. I a. C. Asclepiade di Bitinia contrappose a quella umorale di Ippocrate una concezione “solidista” della malattia, sostenendo fosse dovuta all'occlusione di spazi (pori) esistenti fra gli atomi costituenti l'organismo; le cure erano di conseguenza prevalentemente fisiche (bagni, massaggi, acque, ecc.).
Pur ispirandosi alla teoria degli umori di Ippocrate il sistema di Sorano di Efeso utilizza ampie conoscenze di anatomia e fisiologia derivate in parte da ricerche su animali (maiali e scimmie).
Causa principale delle malattie è lo squilibrio delle opposte qualità caldo e freddo, umido e secco. Gli stessi farmaci agiscono alterando queste qualità e l'opera del medico deve basarsi sul riconoscimento di una generale finalità di tutta la natura. Il successivo periodo storico vide il decadere della medicina insieme con la cultura e la vita civile specialmente nei Paesi cristiani dell'Occidente. Le istituzioni monastiche conservarono solo alcuni dei testi medici antichi, molti invece vennero conservati in Persia.