Orientamento, liceo Scientifico: ecco perché non iscriversi

Di Tommaso Caldarelli.

"Una scuola superata e indebolita dalle riforme e dai tagli"

Ci sono una marea di ragioni per cui non dovreste andare al liceo scientifico. Sono una marea di ragioni che evidentemente molti non hanno colto, visto il gigantesco aumento di iscrizioni. Non ho dati precisi sotto mano, ma è palese come le iscrizioni in questo indirizzo siano aumentate vertiginosamente rispetto a un calo estremamente significativo al classico. Basti pensare che nel mio istituto siamo passati, in cinque anni, da essere circa 900 studenti a più di 1080.

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I PROGRAMMI - Ma cosa c’è che non va nel liceo scientifico di oggi? Partiamo da una premessa, io sono al quinto anno e i programmi che i miei professori svolgono sono ancora quelli “pre riforma Gelmini”, e non ne sono così soddisfatto. Andiamo con ordine: in primis il nuovo ordinamento ha spazzato via tutte le vecchie specializzazioni del Liceo scientifico, che lo rendevano una scuola variegata e minimamente interessante, dove le sezioni degli istituti non erano tutte uguali e dove la gestione dei docenti potevano essere fatta, a mio parere, in modo più intelligente.

SOLO UN INDIRIZZO - Un indirizzo, che fosse di fisica, di scienze o semplicemente il PNI, offriva agli studenti ore in più, programma in più, preparazione in più. Ora invece esiste soltanto un indirizzo unificato a tutte le sezioni, in alcune scuole, peraltro poche, con l’opzione di non avere il latino. Una piattezza totale dei programmi ha portato così in primo luogo, secondo me, a un appiattimento dell’insegnamento, visto che in ogni classe si insegna lo stesso programma. Aggiungo in questo discorso il ridursi del monte ore settimanale delle classi, che ora fanno in media uno o due ore in meno a settimana. Sommandole per tutti i 200 giorni di scuola si perdono circa una sessantina di ore di scuola.

CRESCE IL LICEO SCIENTIFICO

STUDIO CONFUSO E PASTICCIATO - In ultimo, ma non per importanza, i nuovi programmi. Ora, non sono un insegnante, ne li conosco così bene, ma dai molti docenti che conosco del mio liceo l’opinione che ne è venuta fuori è nettamente negativa. Fisica dalla prima, ma senza la possibilità di insegnarla in modo “compiuto” perché gli studenti non hanno i mezzi matematici per capirla; filosofia e storia compresse nel programma, per intenderci: metà del programma di quinta di filosofia deve ora essere svolto in quarta (e non è una parte leggera,

l’Idealismo Tedesco); un programma di scienze scorporato, dove al posto di affrontare una disciplina per anno (biologia in terza, chimica in quarta, etc.) tutto è mischiato senza una vera continuità: latino tagliato grandemente, cosa magari gradita a molti studenti, ma che i professori di lettere non riescono a gestire, non sapendo cosa tagliare da un programma che comunque va svolto.

SOVRAFFOLLAMENTO - Insomma, ho cercato di delineare un quadro di un indirizzo di scuola che ora come ora non mi sembra funzionare. Ci si aggiunga anche il sovraffollamento degli ultimi anni dovuto alle motlissime iscrizioni, dovute alla leggenda che le facoltà verso cui indirizza lo scientifico diano più lavoro, la mancanza di fondi, tagliati dalla stessa “riforma”, per rifinanziare e sistemare i laboratori delle scuole e il gioco è fatto. Il liceo scientifico è diventata la scuola del “tutto e niente”, dove si fanno molte cose, spesso mi pare male, per giungere a pochi risultati concreti. Valutate ragazzi e genitori, valutate.

Simone Fiorentino è un alunno del Liceo Scientifico Einstein di Milano;

da due anni dirige il giornale della scuola, lo Scripta Restant.