Opere di Aristotele 2/2

Di Redazione Studenti.

Descrizione delle opere "La Costituzione degli Ateniesi" e "Il Corpus"

Aristotele: Indice
Vita
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La Costituzione degli Ateniesi è l'unica opera essoterica in nostro possesso. Essa è mutila all'inizio e alla fine, ma nell'insieme è ben conservata; è possibile affermare con certezza che risale al periodo compreso fra il 329 e il 322 a. C.
Quest'opera è divisa in due parti: la prima è storica, sproporzionata, acritica, ricca di aneddoti e narra gli avvenimenti riguardanti la costituzione ateniese dall'epoca della preistoria alla fine del V secolo a. C.; la seconda è descrittiva e parla della costituzione contemporanea all'epoca in cui visse Aristotele ed è per noi una fonte molto preziosa, in quanto fornisce importanti informazioni sul governo ateniese del IV secolo a. C.
La lingua a cui l'autore ricorre in quest'opera è l'attico che risente della cosiddetta "lingua comune" diffusasi dopo le conquiste di Alessandro Magno.
Lo iato è evitato e lo stile si presenta per lo più semplice e privo di pathos.
Riguardo lo stile delle opere essoteriche, non è possibile fornire molte informazioni, in quanto di esse possediamo solo pochi frammenti. Gli studiosi antichi sostenevano che queste opere fossero caratterizzate da una chiarezza espositiva tipica dell'oratoria e da elaborati ragionamenti filosofici.
Fra le opere acromatiche spicca la Poetica, in quanto ha per noi un enorme valore documentario; infatti è un'importantissima fonte letteraria per quanto riguarda le informazioni sulla poesia epica e drammatica.
Il libro riguardante la poesia comica e giambica è purtroppo andato perduto.
Le opere acromatiche presentano quasi sempre un linguaggio scientifico basato sul rigore e sull'esattezza della terminologia.
Queste opere sono caratterizzate da uno stile piuttosto ostico e difficile, dovuto alla presenza di numerosi vocaboli scientifici, ai chiarimenti spesso espressi per inciso, alla rapidità della formulazione dei pensieri e all'uso frequente dell'anacoluto.

Il Corpus delle opere aristoteliche è stato studiato e analizzato fin dai tempi antichi.
Il primo studioso che esaminò gli scritti aristotelici fu Alessandro di Afrodisia, vissuto fra la fine del II e l'inizio del III secolo d. C.; egli ritenne autentiche solo le opere acromatiche, sostenendo che in quelle essoteriche le concezioni e i pensieri di Aristotele erano stati falsati e modificati.
Secondo gli studiosi moderni, invece, esiste un rapporto cronologico fra i due gruppi di opere; quindi, in base a questa concezione, gli scritti essoterici appartengono al periodo dell'adolescenza di Aristotele e quelli acromatici risalgono al periodo della maturità e della vecchiaia.
A questa successione cronologica corrisponderebbe un'evoluzione del Contesto Storico aristotelico, avvenuta in tre fasi: l'adesione al platonismo, una fase di transizione e infine l'aristotelismo maturo.
Nel 1952, lo studioso Zürcher ha affermato che il Corpus Aristotelicuma noi pervenuto presenta delle contaminazioni dovute ad alterazioni e rielaborazioni da parte del discepolo aristotelico Teofrasto.