Opere di Plutarco (II° parte)

Di Redazione Studenti.

Lo stile di Plutarco risulta piuttosto semplice, pacato e lineare

Plutarco: Indice

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Nella Vita di Epaminonda, che è andata perduta e che probabilmente era la prima delle biografie, in quanto celebrava il più grande eroe nazionale tebano, era possibile notare quali fossero i principi ispiratori dell'opera, delle modalità e dei tempi della sua composizione. Attualmente, di questi elementi, possediamo solo alcune reliquie sparse nelle Vite rimaste; tuttavia, quello che abbiamo è sufficiente per ricostruire un quadro completo delle intenzioni di Plutarco, a cominciare dalla più importante, ovvero la struttura "parallela" dello schema compositivo. Quest'ultima appare, a prima vista, soltanto come un espediente esteriore, ma in realtà rappresenta anche uno dei capisaldi della concezione plutarchea; infatti, secondo Plutarco, accostare un personaggio greco a uno romano significa approvare l'idea che la grandezza della civiltà ellenica trovi il suo naturale prolungamento nell'Impero di Roma e che sia il popolo greco che quello romano appartengano a un'unica realtà storica superiore. Da ciò deriva il ruolo privilegiato della Grecia rispetto alle altre nazioni e il suo desiderio di prestigio e di preminenza in ambito culturale.

VITA DI PLUTARCO >>

Fra le Vite superstiti, ricordiamo soprattutto la Vita di Antonio, in cui la fiabesca navigazione di Cleopatra è paragonata al viaggio per mare di Afrodite e il dileguarsi di un arcano tiaso dionisiaco, in piena notte, nella città di Alessandria, simboleggia l'abbandono del dio e la profonda solitudine dello sfortunato triumviro; la Vita di Mario, in cui la fuga del protagonista fra il mare e le paludi di Minturno, è narrata in maniera quasi romanzesca; la Vita di Bruto, in cui il delirio di Porcia, la quale viene paragonata a una forsennata baccante, contrasta con il coraggio e la fermezza dell'eroe. Nella Vita di Bruto, c'è un'atmosfera suggestiva, caratterizzata dal profondo silenzio notturno in cui si colloca la veglia del tirannicida e dalla fantomatica apparizione di Cesare morto. Effetti patetici sono qui ottenuti, mediante la presenza di uomini che tradiscono o di soccorritori provvidenziali che diventano complici del destino. Sono particolarmente rilevanti la scena in cui Cleopatra si sfoga apertamente, disperandosi per l'amore perduto per sempre e quella in cui Catone l'Uticense rimesta violentemente le proprie viscere e riapre le ferite mal cucite. Nelle ViteParallele, hanno un ruolo meno importante le masse che si muovono sullo sfondo; esse potrebbero essere paragonate alle "comparse" di uno spettacolo teatrale: si tratta dei soldati di Cesare, desiderosi di far emergere il loro coraggio in battaglia, dei compagni di Pelopida, afflitti per la morte del loro capo, del Greci esultanti, presso l'Istmo, alla proclamazione della libertà concessa da Flaminio, del movimento incessante di gente smarrita che vaga senza una mate precisa, durante e dopo l'esecuzione delle idi di marzo.Il fascino delle biografie plutarchee è dovuto alle doti del narratore, che ritraendo psicologicamente gli eroi della storia, evoca la loro grandezza d'animo e riesce a trasmetterla a chi legge la sua opera.

CONTESTO STORICO IN CUI E' VISSUTO PLUTARCO >>

L'altra sezione delle opere plutarchee è costituita dai Moralia. Si tratta di ottantatrè scritti, di cui circa quindici presentano una struttura dialogica, che affrontano svariati argomenti riguardanti la metafisica, la religione, la storia, la politica, l'archeologia, l'astronomia, la fisica, la medicina, la letteratura, la musica, l'antiquaria, la biologia, la retorica. La trattazione di questi molteplici argomenti mostra la vastità degli interessi di Plutarco e sembra che non esista un argomento che non sia stato affrontato da lui nei Moralia. La denominazione " Moralia" è tarda ed è stata coniata, verso la metà del XIII secolo, dallo studioso bizantino Massimo Planude, il quale, nel sistemare in una raccolta questi brevi scritti plutarchei, ha posto per primi quelli che trattano argomenti di carattere morale ed etico. Questo titolo appare sicuramente inadeguato se si considera la varietà delle tematiche affrontate da Plutarco in questi scritti, in cui non si parla soltanto da argomenti etici, ma è giustificato dal fatto che questi ultimi sono gli argomenti più numerosi e più apprezzati. Fra gli scritti più famosi, appartenenti al corpus dei Moralia, ricordiamo: Sulla tranquillità dell'animo, Sull'amore, Sulla superstizione, Ritardi della punizione divina, Demone di Socrate, Sulla E di Delfi, Sugli oracoli della Pizia, Sul tramonto degli oracoli, Precetti politici, Contro Colote, Sulle contraddizioni degli stoici, Sullamalignità di Erodoto, Confronto fra Aristofane e Menandro, Faccia sul disco della luna, Sulla musica, Iside e Osiride.

OPERE DI PLUTARCO >>

L'opera Sulla musica è ricca di informazioni tecniche, riguardanti soprattutto la danza ed è considerata spuria.
Nell'opera Ritardi della punizione divina, ritenuta una delle migliori, è descritto un disegno provvidenziale della divinità, la quale attende il pentimento dei malvagi e insegna agli uomini a non meditare frettolosamente le vendette; in questo scritto, l'idea della giustizia è proiettata anche nell'aldilà.Dall'opera Iside e Osiride, uno scritto di carattere etico-religioso, emergono le concezioni plutarchee in ambito spirituale. In quest'opera, Plutarco narra l'arcano mito della coppia divina dell'antico Egitto, basato sulla dicotomia fra amore e dolore. Osiride è il dio buono, amato dagli uomini perché ha portato loro la civiltà e, per questo motivo, è odiato dal fratello Seth. Quest'ultimo, un giorno, spinge il fratello a entrare, quasi per gioco, in un'arca costruita in base alle sue misure; ma, quando Osiride si distende in essa, l'arca viene serrata ermeticamente con chiodi robusti e poi gettata nelle acque del Nilo, come se fosse la sua bara. Iside, disperata per la scomparsa del marito, lo cerca di giorno e di notte. Quando, dopo lunghe ricerche lo ritrova e vede il corpo di Osiride senza vita, gli si getta sopra piangendo e lo riscalda con un amore così forte, che concepisce con lui un figlio, nominato Horos. Seth, però, medita una vendetta e fa a pezzi il corpo del fratello. Iside, allora, raccoglie le membra del marito, disperse per le paludi, e lo richiama in vita.

APPROFONDIMENTI SU PLUTARCO >>

Così, Osiride diventa il re del regno dei morti e Horos, dopo aver sconfitto Seth, domina sulla terra.Nel raccontare questo mito, Plutarco ha un intento ben preciso: ricondurre le molteplici credenze religiose alla religione ellenica, recuperando la loro matrice comune. È possibile creare delle analogie fra i personaggi di questo mito e alcune divinità greche: Osiride può essere identificato con Dioniso, Seth con Tifone, Iside con Demetra e Horos con Apollo; inoltre, si riscontrano nelle vicende di Iside e Osiride, le allegorie degli schemi speculativi platonici. Platone, infatti, aveva inventato, per esporre le proprie teorie, miti significativi e allegorici e Plutarco riprende antichi miti, trasformandoli in metafore della dottrina platonica, secondo la quale, Osiride simboleggia lo spirito creatore, Iside la materia che attende il suo atto d'amore e Horos l'universo che ha origine dalla loro unione. Inoltre, il mito divino rappresenta l'esistenza umana; anche nell'uomo si rinnova continuamente la lotta tra il bene e il male, qui simboleggiata dalla battaglia fra Osiride e Seth; in questa lotta, l'uomo risulta vincitore se, come Iside, non si stanca mai di ricercare il bene e si ricongiunge con esso.Del mito originario non è rimasto quasi nulla; se si esclude l'intreccio e il tono fiabesco del racconto, la struttura argomentativa è tipicamente greca e i concetti sono platonici. La menzione dell'Egitto e delle sue divinità non è casuale; l'Egitto è il territorio in cui si è sviluppata la saggezza antica, e i suoi dèi, a differenza di quelli greci, hanno pianto a sofferto, così come gli uomini hanno subito, prima della vittoria, il patimento del male e della morte. Lo stile di Plutarco è caratterizzato dalle scelta dei vocaboli opportuni e appropriati a seconda delle situazioni e dei personaggi, i quali, soprattutto nelle Vite Parallele, sono connotati da efficaci e realistiche descrizioni.