Sallustio: le opere

Di Micaela Bonito.

Troverai la descrizione di una delle opere monografiche dell'autore latino Sallustio: De coniuratione Catilinae

Sallustio: Indice
Vita - Contesto Storico - Opere - Approfondimenti

Le opere di Sallustio più importanti:
- De coniuratione Catilinae
- De Bellum Iugurthinim
- Historiae

Le opere di Sallustio comprendono due monografie De coniuratione Catilinae e il Bellum Iugurthinim e un’opera storica di carattere annalistico le Historiae.

De coniuratione Catilinae (Bellum Catilinae)

Sallustio interrompendo la tradizione storiografica annalistica decide di occuparsi di un singolo episodio di storia contemporanea, la congiura di Catilina e la sua repressione, avvenuta negli anni 63-62 a.C. Sallustio vede in questo episodio i segni della crisi della res , che presto sarebbero sfociati nelle guerre civili tra Cesare e Pompeo.
Sallustio, come sappiamo, si dedica all’attività letteraria dopo un abbandono forzato dell’attività politica: scrivere storia diventa per lui uno strumento di riflessione sugli avvenimenti, ma anche l’unico mezzo che gli rimane per partecipare ad essi.
Nel proemio dell’opera lo storico afferma, infatti, che è una nobile attività servire lo stato con le opere, ma è altrettanto nobile servirlo con l’eloquenza (De Con. Cat. 3,1).
Egli mette dunque al servizio della storiografia la sua esperienza politica, la sua conoscenza di uomini e cose: fare storia diventa un modo alternativo di fare politica, attraverso la ricerca di quelle cause che hanno condotto alla crisi politica e morale della repubblica.
Nei 61 capitoli, in cui si sviluppa il racconto della vicenda in questione, l’autore in due digressioni mette in luce il suo atteggiamento moralista nei confronti degli avvenimenti da lui presi in considerazione.
Nella prima, nota come archeologia (cap. 6-9), poiché racconta la storia passata di Roma, individua la degenarazione istituzionale e morale della repubblica in un momento storico ben preciso: a partire dalla distruzione di Cartagine. Con la fine del metus hostilis, della paura del nemico in grado di minacciarli e annientarli, viene meno, secondo Sallustio, anche quella virtus, che aveva preservato i romani dalla rovina, per cedere il posto all’ozio e alla corruzione.
Avidità di potere, gusto del piacere,decadimento dei costumi, sono le cause morali del crollo dello stato, di cui sono stati responsabili sia gli aristocratici che il popolo.
Nei capitoli 37-39, Sallustio introduce una seconda digressione sui motivi della degenarazione della vita politica e sulle condizioni che hanno reso possibile l’attività di Catilina. Agli occhi di Sallustio tutte le parti in causa hanno avuto una parte di responsabilità: Catilina con la sua demagogia; i senatori, che con la loro cupidigia avevano esasperato il malcontento della plebe; la volontà di rivincita di nobili ormai decaduti, l’individualismo dei giovani squattrinati, l’avidità degli uomini appartenuti al partito di Silla.
Con grande espressività Sallustio ci ha regalato una galleria di ritratti storici,ormai celebri: prima di tutto quello di Catilina (cap 5) la cui descrizione, di rara abilità psicologica, diverrà il modello di tutti i ritratti del “cattivo” nella letteratura (De con. Cat., 15 aveva un colorito pallido, occhi torvi, il passo ora veloce ora lento; nei lineamenti del volto e nella sua espressione vi erano i segni della follia).
Altre volte i personaggi vengono presentati indirettamente, riportandone le idee e i discorsi e attraverso le parole dei personaggi spesso è possibile cogliere l’ideologia morale e politica dell’autore.
Esemplare il discorso che l’autore fa pronunciare a Cesare in senato, quando si doveva decidere del destino dei congiurati: questo discorso rivela la personalità di un moderato attento al rispetto della legge, in linea con l’immagine che Cesare dà di sé nel Bellum Civile. Infatti Cesare condanna il piano sovversivo di Catilina ma d’altra parte si batte contro la pena di morte verso i congiurati,per rispetto nei confronti della legge e della tradizione.
Significativo nella stessa orazione è il discorso di Catone, il quale, avvalendosi di motivazioni complementari a quelle dell’avversario, chiede la morte dei congiurati.
Nel capitolo 54 le due personalità vengono messe a confronto: Cesare si distingue per generosità , clemenza e munificenza verso i poveri; Catone invece per austerità integrità e virtù.
Sembra che lo scrittore non propenda né per l’uno nè per l’altra: se ne deduce anzi che per lo storico il retto comportamento politico sia il risultato della somma dei due modelli di virtus rappresentati dai due antagonisti.
I saldi valori di Catone fusi con quelli più moderni di Cesare, rappresentano i pilastri di quella società ideale che mantiene e difende la memoria della propria tradizione ma che sa anche tener conto delle esigenze di forze sociali nuove. Quello a cui Sallustio guarda non è una rivoluzione sociale ma un ampliamento e una rinascita morale.

Il ruolo di Cicerone nella repressione della congiura viene presentato come secondario; lo storico, che mira a difendere la politica di Cesare, attribuisce il fallimento della congiura non alla denuncia di Cicerone, rappresentante della nobilitas senatoria, ma all’opposizione antisenatoria dei populares.