Lucrezio: le opere

Di Micaela Bonito.

Approfondimenti sulle opere scritte da Lucrezio: De rerum natura, I proemi,I Finali

Lucrezio: Indice
Vita - Contesto Storico - Opere - Approfondimenti

Le opere di Lucrezio

Approfondimenti su:
- De rerum natura
- I proemi
- I Finali

De rerum natura: struttura

Lucrezio scrisse un poema didascalico, il De rerum natura, che aveva il fine di insegnare e divulgare presso la società romana la filosofia di Epicuro: il titolo stesso dell’opera non è altro che la traduzione latina del titolo originale dell’opera di Epicuro in 37 libri, ovvero Perì physeos (Sulla natura).
L’opera si struttura in sei libri raggruppabili in tre coppie (diadi), in relazione all’argomento:
i primi due libri sono riservati alla fisica, il 3 e il 4 trattano della natura dell’uomo, dell’anima, dell’amore e dei modi in cui si verifica la conoscenza, nel V e nel VI sono trattati ti temi cosmologi e sono spiegate le cause fisiche di alcuni fenomeni naturali.

I LIBRO: questo libro si apre con l’affermazione dell’esistenza degli atomi, le particelle minime e indistruttibili che stanno alla base di ogni cosa. Il loro aggregarsi e separarsi è all’origine di ogni cosa : nell’universo lucreziano nulla nasce dal nulla, ma niente si distrugge. Oltre agli atomi, esiste anche il vuoto, senza il quale gli atomi non potrebbero muoversi e l’universo si troverebbe in uno stato di immobilità assoluta.
II LIBRO: qui si parla del moto incessante degli atomi che viene reso attraverso la bella immagine del raggio di luce nel quale si intravede il turbinio del pulviscolo. Poi passa a trattare la teoria del clinamen, la teoria secondo la quale il moto degli atomi ha la proprietà di deviare dalla traiettoria verticale, seguendo un impulso che non è possibile prevedere come e quando avverrà. Tale elemento oltre a introdurre l’elemento della casualità, salva il libero arbitrio dell’uomo.Poi passa a trattare della varietà degli esseri e del fenomeno per cui essi, pur non avendo qualità, generano colori, odori e sapori.
III LIBRO: Il problema che viene qui affrontato, è quello della natura mortale dell’anima, formata anch’essa da atomi, sia pure di una qualità più leggera, e quindi soggetta come tutte le altre cose al ciclo di aggregazione-dissoluzione. La natura materiale dell’animo è il concetto che è alla base del superamento della paura della morte, dal momento che non può esistere un oltretomba nel quale l’anima possa sopravvivere, visto che essa si distrugge insieme alla morte del corpo. Le vicende precedenti e successive non toccano l’uomo neanche se si tratta di eventi importanti come la II guerra punica: per descrivere quest’ultimo Lucrezio utilizza uno stile solenne.
IV LIBRO: il poeta affronta il tema della sensazione, guidata dagli eidola, simulacri degli atomi che colpiscono i sensi. Segue la trattazione dell’origine dei sogni e , nel finale, la descrizione degli effetti disastrosi della passione amorosa sull’animo umano.
V LIBRO: Lucrezio, in questo libro, polemizza con gli stoici che vedono il mondo ordinato dalla mente divina in modo perfetto e vantaggioso per gli uomini. In realtà per il poeta sono molte le manchevolezze della natura verso l’uomo, che ha addirittura una vita più difficile e grama di quella degli animali. Dopo aver trattato dell’origine del mondo e degli astri e della nascita della vita sulla terra, Lucrezio passa ad una grandiosa sintesi della civiltà umana, i cui inizi non sono visti con uno sguardo idealizzato, ma come una dura lotta per la sopravvivenza; si passa poi all’origine delle prime comunità e alla nascita del linguaggio. Una lunga trattazione è riservata all’origine del sentimento religioso, nato, secondo Lucrezio, dai simulacra degli dei che avrebbero colpito la mente umana. Il sentimento religioso, quindi, non ha alcun senso, e nemmeno la paura verso gli dei perché essi sono disinteressati alle vicende umane.
VI LIBRO: L’attenzione del poeta si sposta sulla trattazione di fenomeni naturali quali terremoti, fulmini, maree, eruzioni vulcaniche, ecc., per dimostrare che la loro origine non è dovuta a cause di tipo superstizioso. Il libro si chiude con la spettacolare descrizione della peste in Atene.

Ogni singolo libro inizia con un proemio e termina con un finale. Il proemio ha la funzione di introdurre la materia che verrà trattata nel libro ed anche i finali hanno una funzione didattica, concludendo in un crescendo stilistico di tipo emotivo, le considerazioni svolte nel libro.