Cicerone: le opere

Di Micaela Bonito.

Tante le opere scritte da Cicerone. Di seguito i particolari descritti dai nostri tutor


Cicerone: Indice

Vita - Contesto Storico - Opere - Approfondimenti

Le opere di Cicerone possono essere distinte in:

  1. Orazioni
  2. Opere retoriche
  3. Opere politiche
  4. Opere filosofiche
  5. Epistolario

LE ORAZIONI

Pro Roscio Amerino (80a.C): si tratta di un processo che ebbe per i suoi risvolti politici grande risonanza a Roma. Il padre di Sesto Roscio era stato ucciso su mandato dei parenti in combutta con Lucio Cornelio Crisogono, potente liberto di Silla, che aveva fatto inserire il nome dell'ucciso nelle liste di proscrizione per appropriarsi dei suoi beni terrieri a prezzo irrisori. Gli assassini per avere campo libero, cercarono di liberarsi anche del figlio, Roscio Amerino, ricorrendo all'espediente di accusarlo di parricidio.
La difesa di Cicerone non doveva tacere le responsabilità di Crisogono, regista dell'intera vicenda; ma ovvi motivi di prudenza invitavano il giovane avvocato a coinvolgere il meno possibile Silla, allora dittatore e detentore del potere a Roma.
Cicerone, pur disprezzando alcuni aspetti del regime sillano quali le violenze e i soprusi di ogni genere, non potè fare a meno di elogiare Silla: egli si faceva portavoce di quella nobiltà che, pur apprezzando l'operato di Silla nella repressione della parte democratica, e popolare si doleva del fatto di aver dovuto pagare ciò con la delega del potere nelle mani di un uomo solo e con l'ascesa di uomini come Crisogono.

LE VERRINAE(70a.C): Memori del suo buon governo, nel 70 i siciliani proposero a Cicerone di sostenere l'accusa contro l'ex governatore Verre, il quale aveva sfruttato la provincia con grande avidità. Cicerone raccolse le prove con grande velocità, il che gli permise di anticipare i tempi del processo, che altrimenti si sarebbe svolto in condizioni politicamente sfavorevoli(console designato per il 69 era i celeberrimo avvocato Quinti Ortensio Ortalo, il quale sosteneva la difesa di Verre).Verre venne schiacciato dalle accuse e fu condannato in contumacia.
La vittoria su Ortensio, difensore di Verre, oltre che di grande prestigio politico, fu anche una vittoria in campo letterario: all'esaperato manierismo asiano di Ortensio Cicerone oppose il suo stile asciutto caratterizzato da un periodare armonioso e da una sintassi estremamente duttile. Come nell'orazione pronunciata a favore si Roscio Amerino, anche qui Cicerone dà prova della sua pungente ironia e conferma di essere un maestro nell'arte del ritratto, attraverso il quale ridicolizza satiricamente i suoi avversari.


LE CATILINARIE(63):
Data la sua natura moderata (in senso politico), una parte della nobiltà decise di coalizzarsi con il ceto equestre (concordia ordinum) per appoggiare la candidatura dell'homo novus di Arpino al consolato nel 63, anno in cui si candidò alla suprema magistratura anche Catilina, portavoce delle masse proletarizzate di Roma.
Console nel 63, dunque, Cicerone soffocò la congiura che Catilina voleva ordire per operare un colpo di stato. In quattro orazione pronunciate di fronte al senato, Cicerone svelò le trame sovversive che Catilina aveva organizzato una volta vistosi sconfitto nella competizione elettorale, lo costrinse a fuggire da Roma e giustificò la sua decisione di far giustiziare i suoi complici senza processo.
Sul piano artistico spicca la prima Catilinaria nella quale Cicerone attaccò Catilina di fronte al senato riunito:i toni soni sono veementi, minacciosi e ricchi di pathos.Nella seconda Catilinaria è da ricordare invece il ritratto di Catilina e dei suoi seguaci corrotti dal lusso e dal vizio.

PRO SESTIO(56): Al suo ritorno dall'esilio, Cicerone si trova adifendere Sestio, un tribuno accusato da Clodio (il democratico radicale che l'aveva mandato in esilio)di atti di violenza. Roma in quel periodo era in preda all'anarchia: si fronteggiavano incontinui scontri armati per le strade, le opposte bande di Clodio e di Milone(quest'ultimo difensore della causa degli ottimati e amico personale dello stesso Cicerone).
In occasione di tale processo, Cicerone espose una nuova versione della propria teoria sulla concordia dei ceti abbienti.
In quanto concordia ordinum della nobiltà senatoria e del ceto equestre, essa si era rivelata fallimentare:era dunque necessario dilatare il concetto al consensus omnium bonorum, cioè la concordia attiva di tutte le persone agiate e possidenti, amanti dell'ordine pubblico e sociale, pronte ad adempiere i propri doveri nei confronti della patria e della famiglia.

LE ORAZIONE CESARIANE: nel 49, allo scoppio della guerra civile, Cicerone aderì senza particolare entusiasmo alla cusa di pompero, perchè consapevole del fatto che, qualunque fosse stato l'esito, il senato sarebbe stato schiacciato e indebolito di fronte al dominio del vincitore.
Dopo la vittoria di Cesare, Cicerone ne ottenne il perdono: nella speranza di renderne il regime meno autoritario Cicerone cercò delle forme di collaborazione accettando di perorare la causa di alcuni pompeiani pentiti.
Tali orazioni sono la Pro Marcello, la Pro Ligario e la Pro rege Deiotario pronunciate tra il 46 e il 45: è inutile sottolineare che sono orazioni in cui gli smaccati elogi verso Cesare mostrano la mancanza di Cicerone verso il regime cesariano.

LE FILIPPICHE(44): Dopo l'uccisione di Cesare, Cicerone decise di ritornare all'attività politica, vedendo in Ottaviano, l'erede di Cesare, l'uomo con cui far ritornare i fasti della repubblica.
La manovra politica di Cicerone voleva staccare Ottaviano d aAntonio e a riportare il primo sotto la protezione del senato. Per indurre il senato a dichiarare guerra ad Antonio e a farlo dichiarare nemico pubblico Cicerone pronunciò contro Antonio le Filippiche, che si distinguono per i loro tono molto accesi e violenti.