Catullo: le opere

Di Micaela Bonito.

Descrizione delle opere di Catullo: Nugae e Carmina Docta

Catullo: Indice
Vita - Contesto Storico - Opere - Approfondimenti

Le opere più importanti di Catullo:
- Le Nugae
- I Carmina Docta

Opere

La raccolta dei carmi catulliani, il Liber, dedicato a Cornelio Nepote, comprende 116 componimenti dei quali non conosciamo la cronologia: l’ordine dei carmi, infatti, non fu curato dal poeta, ma da chi evidentemente si occupò della pubblicazione del libro.
I componimenti sono distribuiti in tre sezioni in base alla loro struttura metrica: i primi 60, le nugae (inezie), sono i metri vari, in cui predominano argomenti legati all’esperienza personale del poeta, quali l’amore, l’amicizia, le preferenze letterarie, gli avversari; i carmi 61-68, detti carmina docta, sono in esametri e in distici elegiaci e hanno una notevole estensione, in cui l’apparato mitologico e l’erudizione sono presenti in modo più massiccio e più chiaramente legato alle fonti alessandrine; i componimenti dal 69 al 116 sono epigrammata in distici elegiaci, in cui ritornano gli argomenti legati alla sfera privata del poeta.

LE NUGAE

Anche se il significato di questo termine potrebbe far pensare il contrario, questi componimenti; in realtà, inezie non sono. Dietro l’apparente immediatezza di questi carmi, si cela un accurato lavoro di labor limae e una solida doctrina.

Il lettore esperto ed erudito avrebbe sicuramente colto le numerose allusioni ai modelli dei poeti greci arcaici e alessandrini: ma la grandezza del poeta sta nel reinventare questi modelli, rendendo vivi e sentiti anche gli elementi convenzionali.
Basti pensare al modo in cui, nel c. 3, egli va al di là dello schema degli epigrammi alessandrini sulla morte degli animali, fondendo gli accenti del rimpianto del passero caro a Lesbia con quelli dell’affetto per la donna amata; o al modo in cui nel carme del phaselus, c. 4, amplia lo schema degli epigrammi dedicatori nel lungo racconto delle peripezie della navicella.

Quanto detto vale anche per gli epigrammi dedicati a Lesbia, nei quali la realtà della vicenda privata si intreccia in continuazione con la finzione poetica: le vicende amorose sono rese attraverso una pluralità di motivi, dall’invito a vivere e ad amare, alla ridicolizzazione delle altre donne indegne di essere paragonate a Lesbia, alla disperazione nei momenti di crisi, fino alla denuncia della fides tradita.
Ma, come abbiamo già detto, gli argomenti sono diversi e vari: molti i carmi dedicati ad amici come Veranio e Fabullo, che sono tra i più cari.
Ad esempio nel c. 9 il poeta esulta quando viene a sapere che Veranio è tornato incolume da un viaggio in terra lontana; nel c. 13, Fabullo è il destinatario di uno spiritoso invito a cena, al quale dovrò presentarsi con tutto l’occorrente, compresa una candida puella; a volte è il confronto artistico a determinare l’occasione di un incontro, come nel c. 50, in cui si parla di una sfida poetica tra Licinio Calvo e lo stesso Catullo. E’ chiaro che per Catullo il termine amiciti, che nella società romana indicava le amicizie in senso di alleanze e rapporti politici, ha ormai assunto una valenza privata, più vicina al nostro modo di sentire questo sentimento.
Per quanto riguarda l’amore, per il poeta è l’unico sentimento per cui valga la pena vivere: nei suoi carmi troviamo tutte le fasi di una storia d’amore, dal folle innamoramento, fino alla delusione per i tradimenti della propria amata, verso la quale la passione rimane intatta (amor) ma inizia a venire meno la stima per le( il bene velle; c. 72), rimanendo così sopeso tra i due sentimenti opposti tra l’odio e l’amore (odi et amo, c.85).

Nonostante Catullo viva questo amore fuori dalle regole sociali, per designare la sua storia con Lesbia utilizza termini come foedus (amoris) o fides, parole che appartengono alla sfera semantica del linguaggio politico istituzionale, ma che lui ha privatizzato per indicare quei valori, che sono gli unici a garantire la lealtà di un rapporto.