Opere di Longo Sofista

Di Redazione Studenti.

"Le avventure pastorali di Dafni e Cloe" o "Gli amori pastorali di Dafni e Cloe" è l'opera maggiore di Longo Sofista

Longo Sofista: Indice
Vita
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Longo Sofista è autore del romanzo Le avventure pastorali di Dafni e Cloe, diviso in quattro libri; secondo la celebre traduzione di Annibal Caro, il titolo di questo romanzo era invece Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.
La novità di quest'opera consiste nell'ambientazione pastorale, nello spessore psicologico e nella vitalità artistica dei personaggi.
I protagonisti di questo romanzo sono appunto Dafni e Cloe, i quali appena nati vengono esposti e allattati da una capra e da una pecora.
Diventati adulti, essi conducono una vita molto semplice; infatti, crescono in un ambiente pastorale e naturale e si occupano dei campi e dell'agricoltura.
Con il passare del tempo, tra i due personaggi nasce un sentimento d'amore; essi lo scoprono a poco a poco, lo percepiscono piano piano e lo conquistano lentamente, ponendosi domande riguardo le loro sensazioni e, al tempo stesso, godendo teneri piaceri.
In quest'opera, hanno un ruolo rilevante anche gli dèi, ovvero le Ninfe e Pan, i quali appaiono come presenze fraterne; anche i sogni e i presentimenti dei personaggi occupano una parte cospicua del romanzo.
È ben evidente, in questo romanzo, l'elemento erotico unito al sentimento amoroso; lo sviluppo e l'evoluzione della coscienza erotica nell'anima e nei sensi, la ricerca psicologica e fisiologica del godimento e dell'appagamento, in un mondo primordiale dove solitamente prevale l'istinto animalesco, sono elementi che verranno ripresi da autori successivi come Boccaccio, Sannazaro, de Saint-Pierre e Rousseau.
Longo Sofista descrive la natura attraverso la varie fasi della sua vita, dai freschi risvegli primaverili al torrido calore dell'estate, dall'autunno all'inverno.
Sono evidenti, nella sua opera, molte caratteristiche tipiche della poesia bucolica, alcuni elementi mimici e l'inserimento nella trama, di digressioni favolistiche.
Per quanto riguarda lo stile, l'influsso della retorica è presente soprattutto nei soliloqui dei personaggi; invece, quando descrive l'ambiente naturale, i cicli delle stagioni e gli stati psichici dei protagonisti, Longo Sofista adopera un linguaggio più chiaro e semplice, privo di artifici retorici.
Inoltre, in questo romanzo, sono molto frequenti giochi di rime e di echi, parallelismi, antitesi, simmetrie, che si mescolano, in alcune parti, ad un linguaggio piuttosto semplice ed elementare.