Fra le numerose orazioni attribuite a Licurgo dagli antichi, lo Pseudo-Plutarco ne riconosceva autentiche solo quindici

Licurgo: Indice
Vita - Contesto Storico - Opere - Approfondimenti

Noi possediamo molti frammenti delle opere di Licurgo, ma l'unica opera licurghea che ci è giunta integra è l'orazione Contro Leocrate.
L'argomento di questo discorso è il seguente: subito dopo la battaglia di Cheronea, l'imputato, Leocrate appunto, si imbarca con un'etera e fugge a Rodi, dove ha diffuso notizie false riguardanti la sconfitta di Atene, e poi va a vivere a Megara. Dopo aver compiuto altri viaggi, egli ritorna ad Atene e incontra l'oratore che lo aveva accusato di tradimento.
Nella prima parte dell'orazione, il racconto è piuttosto banale; si distingue soltanto la minuta precisione del finanziere che rileva i particolari relativi al denaro.
La rievocazione delle leggende, delle glorie e dei grandi esempi del passato occupa tutta la seconda parte, la quale si presenta ricca di citazioni letterarie.
Tra i frammenti di Licurgo che ci sono giunti, merita particolare attenzione l'apostrofe dell'orazione Contro Lisicle, uno degli strateghi sconfitti a Cheronea, in cui si dice: "Tu eri stratego, Lisicle, e mentre mille cittadini sono morti e duemila sono caduti prigionieri e un trofeo è stato innalzato contro la città e l'Ellade intera è schiava, e tutto questo è avvenuto essendo tu duce e stratego, hai il coraggio di vivere, e di vedere la luce del sole e di incedere nell'agorà, tu, divenuto testimonianza di vergogna e di disonore per la patria".
Di Licurgo sappiamo anche che egli scrisse due discorsi in sua difesa, di cui, però, non conosciamo i titoli.
Per quanto riguarda lo stile licurgheo, è ancora valido il giudizio espresso da Dionigi di Alicarnasso, il quale lamenta in Licurgo la mancanza di eleganza, ma lo elogia per la sua schiettezza e la sua gravitas.