Scuola e omosessualità: la Diocesi a caccia di scuole pro omosessuali?

Di Valeria Roscioni.

Le scuole che parlano di omosessualità rischiano di finire in una lista. Scoppia il caso a Milano e gli studenti non ci stanno

SCUOLA E OMOSESSUALITA’: LA DIOCESI A CACCIA DI SCUOLE PRO OMOSSESSUALI? Omofobia e scuola: un binomio sempre più frequente. Questa volta far scattare il caso è la Diocesi ambrosiana che avrebbe inviato un invito agli insegnanti di religione chiedendo loro di segnalare in un’apposita lista l’elenco delle scuole in cui in cui vengono trattati con gli alunni i temi legati all’omosessualità e all’identità di genere. La richiesta, comparsa in un’area riservata sul portale a cui accede con una password solo chi insegna religione, è stata poi fatta sparire, ma non prima che qualcuno decidesse di inviarla a Repubblica.

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OMOSESSUALITA' TRATTATA A SCUOLA: LA RICERCA DELLA DIOCESI. Il testo è stato quindi divulgato “Cari come sapete in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un’idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale […] Per valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del ‘gender’ vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte. […] Per questo chiederemmo a tutti i docenti nelle cui scuole si è discusso di progetti di questo argomento di riportarne il nome nella seguente tabella, se possibile entro la fine della settimana”. Queste le parole che hanno subito fatto scattare il caso e che secondo la Curia sarebbero solamente un modo per condurre una “indagine informale mirata a conoscere i progetti scolastici relativi al tema della differenza di genere”.

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SI TRATTA DI OMOFOBIA? LA REAZIONE DEGLI STUDENTI. La spiegazione però non ha convinto a Rete degli Studenti Medi che ha subito parlato di caccia alle streghe. "È inconcepibile che la Chiesa cattolica si intrometta nel sistema formativo e nei percorsi didattici delle nostre scuole. La scuola è libera e laica e per questo,per nessun motivo, deve esistere un'imposizione esterna, a maggior ragione se si tratta di contrastare la diffusione di percorsi di educazione alla sessualità e contro l'omofobia." Ha dichiarato il portavoce Alberto Irone.