Odissea: approfondimento sul poema di Omero

Di Barbara Leone.

L'Odissea narra le avventure di Ulisse e tutti gli ostacoli che l'uomo deve superare per riuscire a rientrare in patria dopo la fine della guerra di Troia

L'Odissea è uno dei poemi attribuiti ad Omero e narra il ritorno di Ulisse in patria dopo la guerra di Troia. Telemaco, figlio di Odisseo, la cui casa è occupata dai pretendenti alla mano di Penelope, decide di partire per Pilo, spronato da Atena sua protettrice, alla ricerca di notizie sul padre disperso da vent’anni. In poco tempo organizza la nave e parte con alcuni compagni tra cui Atena sotto le spoglie di Mentore. A Pilo viene ospitato da Nestore, eroe a Troia, ma senza ricevere notizie utili. Nestore gli consiglia di recarsi a Sparta con suo figlio, Pisistrato. Arrivati a Sparta vengono accolti da Menelao, anch’egli eroe di Troia, che sfortunatamente non ha notizie dello sventurato Odisseo. Nel frattempo gli dei, raccolti in assemblea, decidono che è tempo che Odisseo riveda la sua patria, Itaca, e inviano Ermes sull’isola di Ogigia dalla ninfa Calipso per obbligarla a liberare Odisseo.

Calipso, appresa la notizia, aiuta Odisseo a costruire una zattera e gli fornisce i sostentamenti per arrivare all’isola dei Feaci. Dopo 18 giorni di viaggio Odisseo viene colto da una tempesta lanciata da Poseidone, che gli distrugge la zattera. Odisseo si salva grazie a una ninfa marina che gli dona un velo portentoso, che gli permette di galleggiare mentre nuota verso l’isola dei Feaci. Qui approda e viene condotto a palazzo da Nausicaa, figlia di Alcinoo re dei Feaci. Alcinoo accoglie a casa sua Odisseo e gli promette di accompagnarlo a casa quando la nave sarà pronta. Odisseo racconta ad Alcinoo delle sue peripezie per i mari: comincia col raccontare come ha sconfitto i Ciconi e come poi è giunto alla terra dei lotofagi. Poi racconta del ciclope Polifemo, che Odisseo batte con astuzia accecandolo nel sonno provocato dai fumi dell’alcool.

Continua raccontando dell’isola di Eolo che lo ha accolto e lo ha aiutato donandogli un otre colmo dei venti del mondo. Ma i suoi compagni hanno aperto l'otre scatenando una tempesta che li ha portati fuori rotta. Spiega dell’approdo all’isola della maga Circe che ha trasformato i suoi compagni in maiali, ma Odisseo con la scaltrezza è riuscito a mutare l’incantesimo e a far diventare sua amica la maga. Continua raccontando di come è sceso nell’ade per incontrare Tiresia che gli ha profetizzato le tre prove che avrebbe dovuto affrontare: le sirene, Scilla e Carridi, e i buoi del dio Sole.

Dopo la partenza dall’isola di Ea, Odisseo ha affrontato le tre prove, ma nell’ultima i compagni hanno ucciso alcuni buoi. Per questo Odisseo e i compagni sono stati puniti da Zeus che ha scagliato un fulmine contro di loro. Sono morti tutti tranne Odisseo che, appeso a un relitto, approda sull’isola di Ogigia, dove regnava la ninfa Calipso. Racconta anche di come approda sull’isola dei Feaci.

Preparata la nave, Odisseo parte. Arrivato a Itaca, nasconde i doni ospitali con l’aiuto di Atena e si dirige, sotto le mentite spoglie di un mendico, dal porcaro Eumeo. Nel frattempo Atena consiglia a Telemaco di tornare a Itaca e il ragazzo si prepara e parte. Arrivato a Itaca, va dal porcaro e lì trova suo padre sotto forma di un mendicante. Il padre si rivela a Teleemaco e gli fa giurare di non rivelare il segreto a nessuno. Il giorno seguente Odisseo viene accompagnato dal porcaro a palazzo dove incontra i proci. Telemaco ordina a Euriclea di lavare il mendico ed essa scopre che egli è Odisseo, poiché egli ha una cicatrice sulla gamba causatagli da un cinghiale. Odisseo le ordina di non rivelare a nessuno il segreto e lei giura sugli dei che non lo farà.

Il giorno seguente, Penelope indice una gara per stabilire chi sarà suo marito: il vincitore sarà chi riuscirà a tendere l’arco di Odisseo e a far passare una freccia negli anelli di dodici scuri piantate nel terreno. Nessuno tra i Proci riesce nell’impresa, solo Odisseo ce la fa, lasciando tutti i Proci sgomenti. Eumeo si dirige a chiudere le porte mentre Telemaco va a prendere delle armi. Odisseo intanto con l’arco uccide i Proci con l’aiuto di Atena. Dopo la battaglia Odisseo si libera dei cadaveri e fa chiamare Penelope la sua sposa. Lei lo interroga per capire se si tratta veramente di Odisseo e per esserne certa gli chiede di andare a spostare il loro letto nuziale.

Odisseo le risponde che è impossibile poiché il letto è costruito su un tronco di ulivo, allora lei capisce che l’uomo è veramente suo marito e lo abbraccia. Il giorno seguente Odisseo,Telemaco ed Eumeo si dirigono al podere di Laerte, dove il vecchio re riconosce suo figlio, poi si dirigono in casa e mangiano. Finito il pranzo, una grande folla, capeggiata dal padre di Antinoo, si raduna davanti alla casa di Laerte per uccidere Odisseo. Tutti gli uomini presenti nella casa si armano e escono all’aperto, Odisseo, Telemaco e Laerte si scagliano sulla prima fila di gente e ne uccidono molti, gli altri impauriti dai tre guerrieri e dalla presenza di Atena scappano verso la città.

Approfondimento di studio

Appunti

- Parafrasi di alcuni brani dell'Odissea
- Circe e i compagni di Odisseo
- Le Sirene nell'Odissea: un mortale e dolce oblio
- L'Odissea di Omero
- L'Odissea: trama e commenti

Temi

- Contronto tra Iliade ed Odissea

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- I libri del ritorno e della vendetta (Odissea, XIII-XXIV)
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