Occupi la scuola? Cinque in condotta al primo quadrimestre

Di Tommaso Caldarelli.

I presidi: "E' il momento della linea dura"

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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Occupazioni delle scuole, i presidi sono pronti alla linea dura: modifica dei regolamenti di istituto per prevedere vari illeciti molto precisi e puntuali, in grado di impedire o sanzionare in maniera netta e grave i comportamenti più aggressivi degli studenti, e modifica del funzionamento del voto di condotta al fine di farlo valere già al momento delle proteste, solitamente autunnali. Accanto a questo, una tiepida apertura alle autogestioni concordate con la presidenza (cogestioni).

OCCUPAZIONI, LE NEWS

OCCHIO A QUELLO CHE FAI - Italia Oggi riporta il contenuto di alcune discussioni avvenute al recente convegno a Roma dell'Associazione Nazionale Presidi.

Le fattispecie segnalate nel convegno sono la permanenza illecita nella scuola, l'utilizzazione non autorizzata di aule e spazi comuni assegnati alla didattica, l'allontanamento dall'attività senza permesso, l'ingresso di estranei negli istituti, la violazione delle norme sulla sicurezza e sulla riservatezza, i danni materiali arrecati e l'interruzione delle lezioni.

Il piano dell'Anp sarebbe quello di consigliare a tutti i dirigenti scolastici di modificare i regolamenti didattici in maniera da non proibire genericamente "le occupazioni", ma i singoli suddetti illeciti: in base a questi comportamenti partiranno poi le denunce agli studenti, individuali o collettive a seconda del caso. Insomma, dicono i presidi, è arrivato il momento di dire basta alle "sanzioni simboliche", è il momento di "sanzioni adeguate alle violazioni" perpetrate dagli studenti.

LE PRIME OCCUPAZIONI 2013

CINQUE IN CONDOTTA - Per questo, si pensa anche ad una modifica del funzionamento del voto di condotta.

L'articolo più acuminato per gli studenti riguarda il voto di condotta, da attribuire anche in base comportamenti relativi al primo quadrimestre, quando di norma si verificano le occupazioni. In sostanza un cinque in condotta riguardante fatti di ottobre o di novembre non verrà dimenticato a giugno, come spesso accade, e potrà essere causa di bocciatura per motivi disciplinari.

La scuola, sottolineano i presidi, ha un costo che grava sulla collettività. Ogni studente che interrompe le attività didattiche "costa" ai suoi genitori e al paese qualcosa come 1000 euro al giorno. Per questo, dicono i presidi, è arrivato il momento di non fare sconti.