Medicina, nuovo sistema per il calcolo del voto di laurea da luglio 2016

Di Marta Ferrucci.

Da luglio 2016 l'attribuzione dle voto di laurea per la facoltà di Medicina potrebbe cambiare, uniformandosi per le facoltà di Medicina di tutta Italia. Ma le associazioni studentesche denunciano l'assenza di un confronto con gli studenti ed il rischio che le regole del gioco cambino in corso d'opera

VOTO DI LAUREA MEDICINA: VERSO UN METODO UNIFORME

Il 30 novembre 2015 la conferenza permanente dei presidenti di consiglio di corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia, spinta dall’esigenza di uniformare il meccanismo di calcolo del voto di laurea in tutte le sedi anche in conseguenza della valenza che tale punteggio ha assunto nel calcolo del punteggio per l’ammissione alle scuole di specializzazione, ha approvato all’unanimità una mozione con l’intento di far adottare già dalla sessione di luglio 2016 un metodo uniforme. Leggi come si calcola il voto di laurea

VOTO MEDICINA. CONTRARI A CAMBIARE LE REGOLE DEL GIOCO IN CORSA

Ma l'Unione degli Universitari, pur d'accordo con la necessità di trovare criteri di valutazione comuni a tutti, non condivide le scelte fatte fino ad ora dai presidenti di consiglio di corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia. Secondo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari “Il metodo elaborato e votato dalla Conferenza presenta numerose problematiche, prima fra tutte il fatto che non è pensabile modificare le “regole del gioco” in corso d’opera. Questo meccanismo di calcolo non può, infatti, avere valore retroattivo, andando ad incidere positivamente o negativamente sul percorso scelto dagli studenti sulla base di regole diverse.

Continua Dionisio: “Siamo contrari anche al criterio della premialità sulla base di criteri come la tempestività della laurea e la partecipazione a scambi internazionali. Significherebbe non tenere conto affatto della realtà universitaria: con un sistema di diritto allo studio sottofinanziato, se non addirittura inesistente, molti studenti sono costretti a lavorare per mantenersi agli studi, impiegando conseguentemente più tempo, mentre sono pochissimi gli studenti che possono permettersi di andare all’estero. Assegnare “punti bonus” sulla scorta di questi parametri significa distinguere il voto finale anche in base alle possibilità economiche di partenza.”

la richiesta dell'UDU di prorogare la chiusura delle graduatorie del test 2015

L'Unione degli Universitari denuncia l'assenza di un confronto con gli studenti: Non riusciamo a comprendere come tali decisioni vengano prese in tavoli di riunione che potremmo definire quasi informali, visto il riconoscimento giuridico che ha tale Conferenza. Ancora una volta non sono stati coinvolti i destinatari ultimi di questa ipotetica mozione: gli studenti. Pur condividendo l’intento di uniformare il meccanismo di calcolo del voto di laurea, condanniamo profondamente questo metodo tutt’altro che inclusivo.”

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