La cultura assume. Ecco i nuovi posti di lavoro

Di Valeria Roscioni.

Stando ad un’indagine condotta da Unioncamere e Ministero del Lavoro le imprese legate alla cultura non risentono della crisi e sono pronte ad assumere

La cultura è come il crimine: non paga. Questo, almeno, è come la pensano molti. Molti, ma non tutti. Infatti al Meeting di Rimini il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello ha dichiarato: “Sembra un paradosso ma in Italia manca un quadro organico di politiche economiche basate sul potenziale produttivo del settore culturale".

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colloquio_lavoro_2Dunque un possibile guadagno dalla cultura c’è e non sono solo parole. L’indagine Excelsior, realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro e illustrata proprio nel corso dell’incontro di cui sopra ha dimostrato che le imprese ad essa legate prevedono di assumere entro l’anno 32.250 persone ignorando la crisi e confermando traguardi raggiunti dal 2007 al 2011.

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Stando alle parole di Dardanello gli italiani "devono recuperare non soltanto il senso economico della cultura, ma anche in una certa misura il suo senso sociale, di elemento alla base delle sue produzioni di eccellenza e occasione per dare opportunità di lavoro a tanti giovani che hanno capacità e qualità da vendere".

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Non solo: “È ancora diffusa l'idea che con la cultura non si mangi, ma i successi del Made in Italy, di cui tanta parte discende proprio dalla nostra cultura del fare e del vivere, vengono da questo patrimonio inesauribile – ha affermato il presidente di Unioncamere - Che va messo a frutto con politiche che devono partire fin dai banchi di scuola, per mettere in condizione i nostri giovani e le loro famiglie di cogliere le tante opportunità che vengono dall'industria culturale".