Scuola, una nuova ordinanza definisce le modalità per il recupero dei debiti scolastici

Di Marta Ferrucci.

E' stata fatta finalmente chiarezza sul recupero dei debiti scolastici, una questione che nelle scorse settimane aveva preoccupato gli studenti di tutta Italia e li aveva spinti a scendere in piazza il 12 ottobre

Una nuova ordinanza ministeriale (la 92) definisce con precisione le attività di recupero, tempi, modi ed indica anche le risorse che dovranno finanziare i corsi.

Il nuovo decreto specifica che le attività di recupero dei debiti devono prevedere interventi di durata non inferiore a 15 ore ed in aggiunta a questi si potrà utilizzare anche la quota del 20% delle ore riservate all'autonomia delle scuole. E' prevista la "sospensione" del giudizio per chi, allo scrutinio finale di giugno, riporti insufficienze e la formulazione del giudizio finale dopo il superamento delle verifiche disposte dal Consiglio di classe entro l'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo. Il decreto specifica inoltre che, al di fuori dei professori della scuola, i corsi di recupero potranno essere tenuti anche da docenti provenienti da strutture "no profit". In questo modo si risolve la questione sollevata dalle associazioni studentesche, preoccupare dall'ipotesi di veder "appaltati" i corsi di recupero a soggetti privati.

Ecco in sintesi i punti principali:

- Attività di recupero: sono parte integrante del lavoro scolastico, sono programmate dai consigli di classe.

- Tempi e modalità: le attività si realizzano durante tutto l'anno e le scuole hanno l'obbligo di attivare corsi di recupero individuando le materie in cui gli studenti sono più carenti. Gli studenti sono tenuti alla frequenza a meno che le famiglie intendano non avvalersene e in questo caso dovranno comunicarlo formalmente e per iscritto alla scuola.
Sia che ci si avvalga o no dei corsi gli studenti hanno l'obbligo di sottoporsi alle verifiche organizzate dal Consiglio di classe che mantiene comunque la titolarità del processo valutativo: individuare carenze, obiettivi di recupero e certificazione del superamento. Al termine delle attività si effettueranno, dunque, le verifiche e le famiglie verranno avvisate dei risultati.

- Per chi volesse optare per lo "studio individuale" è prevista l'attivazione di uno "sportello" di consulenza e assistenza che verrà affidato a uno o più docenti: toccherà al consiglio di classe individuare gli insegnanti e le modalità.

- Le scuole potranno scegliere per il recupero anche modalità diverse e più innovative, utilizzando docenti della scuola o anche soggetti esterni esclusi gli "enti profit".

- Scrutinio finale: per chi, anche allo scrutinio finale, riportasse insufficienze, il Consiglio di classe valuterà la possibilità di un ultimo appello e nell'albo dell'istituto verrà riportata l'indicazione "sospensione del giudizio". Si predisporranno altri corsi e attività da realizzare nel corso dell'estate.
Le verifiche finali, che si dovranno svolgere entro l'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, dovranno tener conto dei risultati conseguiti anche nelle altre fasi del percorso di recupero.
Il consiglio di classe, quindi, delibera l'integrazione dello Scrutinio finale, sulla base di una valutazione complessiva dello studente, che si risolverà in ammissione o non ammissione alla classe successiva.

- Le attività di recupero prevedono interventi di durata non inferiore alle 15 ore ciascuno. In aggiunta si potrà utilizzare anche la quota del 20% del monte ore riservato all'autonomia scolastica.

- Risorse: per i corsi di recupero sono stati stanziati, in questa prima fase, 210 milioni di euro. I docenti percepiranno un compenso di 50 euro lordi l'ora come previsto dal contratto.