#Numerochiusoserve: "Test medicina? Li vogliamo più rigidi"

Di Tommaso Caldarelli.

Su Twitter la manifestazione per chiedere criteri ancora più restrittivi

Abolizione del numero chiuso? Ma nemmeno per sogno! Su Twitter in questi minuti impazzano gli hashtag #ilnumerochiusoserve e #vogliamospecializzarci: è una tweet-manifestazione lanciata dall'account Accesso Programmato, animato da giovani studenti di medicina che chiedono al ministro Maria Chiara Carrozza un'ulteriore irrigidimento dei criteri del numero chiuso, almeno per medicina. E questo perché, dicono gli animatori della tweet-manifestazione, l'accesso programmato evita una serie importante di problemi, prima fra tutte la disoccupazione dei giovani medici.

NUMERO CHIUSO, LE NEWS

#NUMEROCHIUSOSERVE - E più spazio, dicono i promotori, nelle scuole di specializzazione in medicina.

Scrive Uninews 24: "Per essere assunti dal Sistema Sanitario Nazionale – spiegano i ragazzi - è necessario il titolo di medico specialista e le borse di specializzazione a disposizione ( circa 3500) sono di gran lunga insufficienti rispetto al numero di medici laureati". Insomma: troppa domanda e poca offerta.

NUMERO CHIUSO 2014, TEST A RISCHIO?

MOLTE OPINIONI - Stando così le cose, dicono i promotori, è meglio non solo non abolire il numero chiuso, ma anzi alzare e rendere le barriere ancora più rigide. Tuttavia, fra i messaggi arrivati su Twitter c'è anche chi si dissocia completamente dal senso della manifestazione.

Il #numerochiusoserve a creare scarsità artificiale di laureati per preservare ignoranza di massa e privilegi per un'élite.

#numerochiusoserve a medicina quest'anno ci sono state più di 80mila domande...faremo lezione a San Siro?

Insomma la platea è quantomeno variegata. Maria Chiara Carrozza, chiamata in causa dal tweet-mob, prende una posizione vagamente a favore della manifestazione: "Abbiamo fatto il bando per permettere agli studenti di prepararsi ma siamo in attesa di conoscere quale sia il fabbisogno effettivo delle regioni". Insomma, lascia intendere il ministro: i calcoli sui posti a disposizione per medicina devono essere ancora stabiliti.