Numero chiuso, la lotta degli studenti contro i prof

Di Tommaso Caldarelli.

Consigli di facoltà interrotti, cortei interni: gli studenti non vogliono l'accesso programmato a Chimica

No al Numero Chiuso: per due volte consecutive, ieri e oggi, gli studenti del collettivo di Chimica dell'Università la Sapienza di Roma hanno interrotto il consiglio di Dipartimento del corso di laurea per evitare che i professori decidessero di chiudere le porte d'accesso alla materia. Striscioni, slogan e cortei interni sono le armi che gli studenti hanno voluto usare per forzare la mano ai docenti.

NUMERO CHIUSO, LE NEWS

L'IRRUZIONE - Ieri, secondo Dinamo Press, gli studenti di Chimica hanno preteso innanzitutto che del tema del numero chiuso si discutesse all'inizio del consiglio di Dipartimento, visto che la materia era stata sistemata al 18mo punto dell'ordine del giorno. Per evitare che la facoltà fosse costretta ad optare per il numero chiuso, dicono gli studenti, il collettivo aveva predisposto tre soluzioni alternative: "Abbiamo quindi deciso a metà consiglio di salire tutti insieme durante la seduta e chiedere ad un'assemblea ormai decimata dall'orario, di affrontare subito la discussione del numero programmato, entrando con delle maschere bianche che rappresentavano i volti di tutti coloro che non si sarebbero potuti iscrivere con la limitazione degli accessi".

IL CORTEO - Secondo gli studenti, i professori hanno chiamato le forze dell'ordine e hanno interrotto la seduta invece di ascoltare le proposte. Il nuovo consiglio era previsto per oggi, e anche oggi gli studenti si sono fatti vedere. Hanno fatto irruzione nel consiglio di Dipartimento per chiedere ai docenti di non parlare dell'argomento, costringendoli ad interrompere la seduta: "A provano a rivotare per il numero chiuso. Interrotta la seduta e presidio fuori dall'aula!". Fuori dalla facoltà sono stati esposti degli striscioni e poi è partito un corteo per le vie dell'ateneo.