Numero chiuso: arriva il test d’ingresso a distanza

Di Valeria Roscioni.

Sedi diverse, date diverse e (forse) anche domande diverse. È iniziata la rivoluzione per i corsi ad accesso programmato

Grandi novità per il numero chiuso: arrivano i test d’ingresso a distanza. L’innovazione arriva dalla Bicocca di Milano e promette di rivoluzionare il mondo delle facoltà ad accesso programmato eliminando l’obbligo di sostenere il test solo nell’ateneo prescelto o indicato come prima scelta. Grazie a Computer Based Test (CBT), infatti, si potrà sostenere la prova evitando scomodi spostamenti e costi aggiuntivi.

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Il primo corso a sperimentare questa inedita procedura sarà Scienze e Tecniche Psicologiche per il cui test d’ingresso sono state stabilite ben ventuno sedi certificate e accreditate in tutta Italia. Gli studenti, quindi potranno svolgere il test o il 17 maggio presso la Bicocca oppure in un’altra delle Università selezionate in date diverse (23 e 30 aprile e 9 maggio).

Il test a distanza, progettato anche grazie a un accordo con il Consorzio Cineca, è strutturato esattamente come il suo corrispettivo cartaceo (paper based) e prevede che i candidati rispondano a cento domande in settantacinque minuti. Alla fine della prova ogni candidato potrà visualizzare direttamente il proprio punteggio che costituirà il 50% di quello di ammissione (l’altra metà sarà invece determinata dal voto di maturità).

“Questa novità – ha dichiarato al Corriere dell’Università prorettore alla Didattica Paolo Cherubini - si affianca ad altre iniziative introdotte di recente dall’Università di Milano-Bicocca, fra le quali la riduzione a 10 euro del costo del contributo per la partecipazione a tutti i test di accesso svolti in sede. [...] Un’iniziativa che ha lo scopo di facilitare la possibilità per gli studenti di partecipare anche a più di un test a costi accessibili”.

Un’innovazione del genere apre la strada ad una serie di cambiamenti che potrebbero davvero trasformare il numero chiuso in una realtà dalla dimensione completamente diversa. Al momento, però, noi rimaniamo con una domanda: dato che i test si svolgono in giorni diversi, supponiamo che i ragazzi dovranno rispondere a domande diverse e, allora, l’oggettività delle prove non verrebbe compromessa?