Notai, il concorso della discordia

Di Tommaso Caldarelli.

Problemi e denunce alla prova del notariato

Il recente concorso per la professione di notaio, che si è tenuto a Roma lo scorso novembre, sta affondando nelle polemiche; tanto che i laureati concorrenti hanno scritto una lettera al ministro della Giustizia per chiedere un intervento pronto su quelli che loro ritengono essere dei comportamenti inspiegabili e troppo strani per essere lasciati sotto silenzio. Sopratutto perché uno dei commissari avrebbe lasciato intendere che nel concorso era prevista una "corsia preferenziale" per qualche solito noto.

 

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CLIMA DI TENSIONE - Una notizia del genere ormai appartiene ad un triste immaginario collettivo italiano, ma gli studenti non sembrano disposti a cedere e vogliono rivolgersi alle autorità per quanto successo. L'Espresso riporta la vicenda, innescata da alcuni commenti lasciati su Facebook il giorno prima del concorso da uno dei commissari. Sostanzialmente sembrerebbe che il commissario d'esame abbia lasciato intendere in maniera molto esplicita, attraverso status, commenti e conversazioni pubbliche che il concorso stava venendo deviato per tenere conto di alcuni raccomandati presenti fra i concorrenti. Proprio il giorno della prova, poi, il commissario si era dimesso lamentando "un clima di tensione" e di incompatibilità personale.

 

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PROVE SCORRETTE - "A quanto risulta all’Espresso", si legge, "il dissidio sarebbe nato proprio sui criteri in base ai quali assegnare le tracce, ovvero su un principio fondamentale per assicurare l’imparzialità in un concorso. E lo stesso notaio avrebbe subito pressioni per rassegnare l’incarico". Secondo gli studenti che hanno scritto al ministro, nemmeno una delle prove proposte agli studenti sarebbe stata corretta: i testi proposti sarebbero stati viziati da errori di diritto che ne avrebbero reso impossibile la corretta conclusione, e infatti su 4mila partecipanti meno di mille hanno consegnato l'elaborato. Potrebbe essere questo un modo per fare spazio, dice l'Espresso, a chi quel concorso lo "doveva" vincere.

 

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ARRIVA IL RICORSO? - Ancora stranezze: ai candidati sarebbe stato chiesto di consegnare anche la brutta copia del compito (piuttosto irregolare, perché così si può identificare l'autore dell'elaborato); e anche se tutte le prove vengono scritte in nero, se qualcuno avesse usato il blu per essere identificato non si potrebbe in nessun modo risalire a lui perché gli elaborati vengono scansionati. Al concorso per diventare notai si può partecipare solo tre volte, e così perdere una tornata per delle irregolarità diventa un problema davvero insostenibile: e così gli studenti, si legge, sarebbero pronti al ricorso al Tar.