Università: niente relatori per la tesi di laurea. E gli studenti vanno fuori corso

Di Marta Fanelli.

Impegnarsi per sostenere tutti gli esami in tempo ma rischiare comunque di andare fuori corso per la tesi, non perché se ne ritarda la stesura ma perché non ci sono relatori disponibili. E' quello che accade in alcune facoltà dell'Università di Milano

MILANO - Gli studenti di alcune delle facoltà di studi umanistici (lauree magistrali) stanno vivendo un importante disagio: rischiano di andare fuori corso a causa della mancanza di relatori disponibili a cui chiedere (e naturalmente ottenere) la tesi di laurea. Per poter avere un’idea più chiara della situazione siamo andati a sentire le voci dei protagonisti di questa vicenda: gli studenti e l’università .

IL RACCONTO DEGLI STUDENTI - Portavoce è Sara, una studentessa iscritta al secondo anno di laurea magistrale in Teorie e Metodi per la comunicazione (presso l’università degli studi di Milano) che, come molti altri studenti, si trova senza un relatore. “L'anno scorso gli studenti un anno avanti a me e i professori avevano messo in guardia me e i miei compagni riguardo le difficoltà nel trovare un relatore e ci avevano suggerito di muoverci con largo anticipo nella scelta del docente e nel chiedergli disponibilità” . Queste le parole di Sara che aggiunge “a Maggio ho cominciato a chiedere a diversi professori se erano disponibili per farmi da relatori per la sessione di giugno/luglio 2014 o, perché no, addirittura di Aprile. E’ qui che ho preso veramente coscienza del problema: in due mesi ho ricevuto quattro no da professori con cui avevo dato l'esame, o avevo intenzione di farlo, per i motivi più disparati”.

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SU FB LA STORIA DI ALTRI RAGAZZI - Dopo un momento di sconforto Sara ha iniziato a confrontarsi con i suoi compagni di corso e non solo: grazie a Facebook si è scoperto che sono molti gli studenti che hanno riscontrato questo problema, sia per il corso di laurea in Teorie e Metodi per la Comunicazione che per il corso di laurea in Cultura e Storia del Sistema Editoriale. Le lauree specialistiche in questione prevedono dodici esami da sostenere nei due anni di corso, una scelta dunque abbastanza ristretta per quanto riguarda la materia di laurea. Inoltre vi sono professori di corsi fondamentali per queste facoltà (ad esempio il corso di Pubblicità) che non tengono tesi, questo significa che non resta che rivolgersi a quei pochi professori che risultano “più liberi”; Sara e gli altri studenti si chiedono: “è giusto doversi in qualche modo accontentare e fare una tesi controvoglia o comunque non inerente a quello che davvero si vorrebbe?
La preoccupazione maggiore è per quegli studenti che, ormai al termine del secondo anno, non hanno ancora trovato un relatore disponibile con cui potersi laureare, pur avendo finito quasi tutti gli esami e rischiano quindi di andare fuori corso.

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Dal confronto all’azione concreta- Gli studenti delle facoltà di Studi Umanistici, dopo essersi confrontati e aver capito che il problema è reale e condiviso da molti, hanno deciso di organizzarsi e cercare di risolvere questo disagio appellandosi direttamente all’Università. “Abbiamo così deciso di stilare un elenco con nomi, cognomi e numero di matricola di tutti coloro che erano in questa situazione o almeno a conoscenza del problema, e abbiamo chiesto un colloquio con il Rettore. La segreteria didattica si è dimostrata molto celere e ben disposta nei nostri confronti e lo stesso è stato per il Prorettore, che si è detta non al corrente del problema, ma intenzionata a fare qualcosa per aiutarci”- questo quanto racconta Sara che continua- “nel giro di una settimana è arrivato un avviso in cui si comunicava che era stata istituita una figura di tutor e, chi aveva raggiunto un numero come 60 crediti ma non aveva ancora relatore, era invitato a recarsi presso l'ufficio didattico per compilare un modulo ai fini di un censimento per valutare la situazione”.

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LA PAROLA ALL'UNIVERSITA' -
A seguito della segnalazione ricevuta e dell’incontro svoltosi tra gli studenti e il Prorettore, è stato subito attivato un intervento per risolvere la situazione. Da una settimana é presente sui siti di Teorie e Metodi per la Comunicazione e su quello di Culture e Storia del Sistema Editoriale un appello volto a fare un censimento degli studenti in sofferenza e con urgente problema di tesi, in modo da affrontare la situazione nel migliore dei modi, se necessario anche con soluzioni straordinarie”. Queste le parole dell’università che poi aggiunge “Abbiamo richiesto la presenza diretta degli studenti per spiegare meglio l’iniziativa, motivare gli studenti ed evitare mail di dubbia provenienza, dando però un’alternativa agli studenti lavoratori”. Questa iniziativa non è soltanto stata diffusa attraverso un passaparola tra studenti ma è stata anche fatta in classe da tutti i docenti che fanno lezione nel primo semestre e sono stati affissi manifesti in luoghi strategici.

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Le parole dell’appello online-Gli studenti iscritti al secondo anno del corso di Laurea Magistrale in Cultura e storia del Sistema Editoriale e in Teorie e Metodi per la Comunicazione che abbiano già acquisito almeno 60 CFU, ma non abbiano ancora richiesto la tesi finale, ovvero NON ABBIANO ANCORA UN RELATORE ASSEGNATO, sono invitati a presentarsi di persona da mercoledì 16 ottobre e non oltre giovedì 31 ottobre dalla dott.ssa Parini, dalle 9:00 alle 13:00, da martedì a venerdì, presso la Segreteria didattica. In questa occasione sarà richiesto di compilare un modulo che avrà lo scopo di produrre un “censimento” della situazione degli studenti prossimi a essere laureandi, in modo da favorire il lavoro di coordinamento e smistamento delle tesi tra i vari docenti. Agli studenti è richiesto di portare una stampa che attesti il numero effettivo di esami svolti e i CFU in loro possesso. Gli studenti lavoratori possono far pervenire quanto richiesto accludendo alla delega una fotocopia del proprio documento di identità. Non verranno accettate domande via e-mail”.

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UN PROBLEMA ANCORA NON RISOLTO - Sara sottolinea un particolare per niente irrilevante “io mi sono presentata a questo incontro in quanto l'anno scorso ho fatto più del dovuto (l'università statale permette di fare i 12 esami quando si vuole nell'arco dei due, o meno, anni) e ad oggi ho superato questi 60 Cfu, ma chi ha seguito la normale suddivisione, 6 esami il primo anno e 6 il secondo, non ha ancora 60 Cfu e di conseguenza non può partecipare al censimento”. C’è dunque una contraddizione di fondo, agli studenti viene chiesto di darsi da fare e muoversi con largo anticipo nella direzione tesi ma poi vengono imposti dei limiti (si fa riferimento al vincolo dei 60 Cfu) per chiedere la tesi. Gli studenti precisano “Noi siamo grati e riconosciamo quello che la segreteria didattica ha fatto fino ad adesso, ma forse il problema non è del tutto concluso”.

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E’ inutile fare polemiche, gli studenti hanno preso in mano la situazione ed hanno cercato una soluzione al problema e d’altro canto l’università (sia per quanto riguarda il Prorettore che per quanto riguarda la segreteria didattica) hanno cercato di aiutarti nella risoluzione di tale situazione.
Purtroppo in questa vicenda c’è un terzo attore, oltre a studenti e università, ossia i professori: questo disagio dipende anche da loro. Con la collaborazione di questi tre “attori” si riuscirà ad arrivare ad una soluzione concreta?

Il termine per redigere il censimento è concluso, le proposte mosse dagli studenti sono tante, staremo a vedere come si evolverà questa vicenda, nella speranza che questi ragazzi si riescano a laureare per tempo (e perché no magari su un tema di loro interesse).

Certo è che non è giusto che se manca il relatore (che è un problema che attiene all'organizzazione universitaria) e si va, per questo, fuori corso, lo studente debba continuare a pagare la retta. Altrimenti l'Università va in conflitto di interessi: da un lato è la responsabile finale del problema dall'altro se ne avvantaggia economicamente.