L’attesissima scoperta è stata presentata da Cern nel corso di una conferenza stampa a Ginevra ed è stata accolta da un fragoroso applauso. I dati diffusi portano anche una firma nostrana visto che sono stati elaborati dagli esperimenti Cms, coordinato dall'americano Joseph Incandela, e Atlas, coordinato dall'Italiana Fabiola Gianotti. I calcoli svolti hanno un margine di errore vicino allo zero e indicano che il bosone di Higgs ha dimensioni comprese fra 125 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), ossia pesa fra 125 e 126 volte più di un protone, una delle particelle che costituiscono il nucleo di un atomo.Come aveva detto la stessa Margherita Hack, l'esistenza (allora non ancora provata) del bosone di Higgs presupporrebbe un "creatore" da cui il nome di "particella di Dio": ebbene, sembra proprio che da ieri gli atei non si troveranno a fare i conti con la loro stessa scienza eretta a divinità :-)