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Egitto: violenti scontri in piazza Tahrir tra polizia, studenti, giovani e lavoratori

La popolazione egiziana manifesta contro il governo militare, accusato di voler mantenere il potere, e gli scontri con la polizia hanno gravi conseguenze: almeno 18 i morti

di Barbara Leone 21 novembre 2011
Lo scorso mese di febbraio, quando il presidente egiziano Hosni Mubarak, che governava da 30 anni, si è dimesso, la popolazione aveva festeggiato in piazza. Il potere è passato nelle mani delle forze armate, ma ora, ad una settimana dalle elezioni parlamentari che dovrebbero svolgersi il 28 novembre, studenti, giovani e lavoratori sono tornati nelle piazze per protestare contro il governo militare e chiedere alla giunta militare di abbandonare il potere. La manifestazione ha portato a duri scontri con la polizia ed il bilancio delle vittime è molto grave: si parla di almeno 18 morti e molti i feriti.

manifestante_in_ginocchioI disordini, scoppiati inizialmente in piazza Tahrir al Cairo, sono iniziati nel momento in cui la polizia ha cercato di fermare un sit-in di protesta contro la giunta militare. Il governo egiziano ha inizialmente parlato di "una aggressione dei manifestanti alle forze di sicurezza". I manifestanti si erano accampati nella piazza egiziana per chiedere la formazione di un governo civile, temendo che la giunta militare volesse tenere il potere. Un primo manifestante è stato colpito ed ucciso "da colpi d'arma da fuoco sparati da uomini in borghese entrati in piazza da una strada secondaria".


La situazione è poi degenerata e la protesta si è allargata in altre città egiziane. Gli scontri tra polizia e protestanti si sono fatti più violenti. I manifestanti hanno lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto con il lancio di lacrimogeni per disperdere la folla. La protesta era nata per "una proposta di legge costituzionale che, se approvata, assegnerebbe all'esercito la piena autorità in materia di affari interni e bilancio". Nonostante le proteste, il governo non si è dimesso ed ha confermato le elezioni della prossima settimana, dichiarando che "quanto sta succedendo ora ha per obiettivo quello di far annullare le elezioni e di impedire la creazione delle istituzioni dello stato democratico. Il governo esprime pieno appoggio al ministro dell'Interno e ringrazia gli ufficiali per aver mantenuto saggezza durante gli incidenti". Il Ministro della Cultura, Emad Abou Ghazi, ha però deciso di dimettersi per protesta contro le violenze.

Link utili:
- Appunti, tesine e temi sull'Egitto
- Manifestazione del 17 novembre degli studenti italiani: le foto
- I diritti degli studenti

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