Bullismo a scuola? Parte il piano di educazione alla legalità

Contro violenze, atti vandalici e bullismo a scuola il Ministro Fioroni lancia il "Piano nazionale sull'educazione alla legalità"

La lotta a ogni illegalità inizia dalla scuola, dal rispetto dell'altro e delle regole della convivenza civile. Parte su queste basi il primo Piano nazionale sull'educazione alla legalità e alla lotta alla mafia del ministero della Pubblica Istruzione.

Il primo passo è stato l'insediamento, nella sede del ministero, del Comitato nazionale scuola e legalità - presieduto dal Ministro Giuseppe Fioroni - del quale fanno parte personalità che a vario titolo ogni giorno combattono il crimine, dal capo della polizia, Gianni de Gennaro al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, da Maria Falcone ai vertici di Carabinieri e Guardia di Finanza e poi rappresentanti dell'associazionismo del corpo docente e dei ragazzi di Locri.

Obiettivo è quello di educare alla legalità con azioni didattiche, testimonianze, sinergie sul territorio e tra istituzioni diverse. Il ministro Fiorono ha detto che si vuole lanciare un segnale: "per vincere la mafia, diceva Giovanni Falcone, servirebbe sì un esercito ma di maestri delle scuole elementari. Ecco, la scuola è pronta, sta radunando l'esercito".

"Lo diciamo prima di tutto" - ha proseguito il ministro -"a chi in questi ultimi tempi ha alzato il tiro contro le scuole: scuole bruciate, minacciate, devastate, sono il segnale che qualcuno punta anche su questo presidio dello Stato sul territorio. La risposta è una maggiore presenza sul territorio ma anche una vera e propria offensiva educativa. La scuola non si tira indietro e dice no. Ma occorre la collaborazione di tutti i ministeri coinvolti e delle associazioni e il volontariato per un fronte comune, trasversale e interistituzionale".

Vogliamo dire ai ragazzi - ha detto ancora Fioroni - agli insegnanti, ai presidi che lo Stato c'è, che in questa battaglia la scuola non è sola e che non si può vincere solo con alcuni presidi eroici ma con un'azione corale testimoniata da tutti quelli che oggi sono qui. E vogliamo dire alle organizzazioni criminose che a scuola ci si entra solo per studiare e che qualsiasi altro tentativo di infiltrazione è respinto al mittente, destinato a fallire.

"Le violenze vanno estirpate tutte" - ha concluso il Ministro - fuori e dentro la scuola, anche il fenomeno del bullismo. Secondo un'indagine Telefono azzurro-Eurispes nel 2002 un ragazzo su due diceva di aver minacciato o picchiato qualcuno dei suoi compagni a scuola, altri dati parlano di un ragazzo su due che subisce episodi di violenza verbale, psicologica o fisica. Il 33% dei ragazzi delle superiori sarebbe una vittima ricorrente di atti di bullismo. "Neanche questo è più tollerabile", ha commentato Fioroni.

Da www.osservatoriosullalegalita.org

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