Trentadue anni fa alle 10:25 una valigia abbandonata nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna esplose causando ottantacinque vittime e duecento feriti: conteneva un ordigno a tempo di fabbricazione militare.
Una strage su cui ancora non si è fatta del tutto chiarezza nonostante in molti abbiano dichiarato di voler cosnegnare alla giustizia i responsabili.
2 AGOSTO 1980, ECCO COSA ACCADDE >>
Al momento tre sono le tappe della nostra giustizia. Nel 1996 vennero condannati all’ergastolo in quanto esecutori Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro (neofascisti dei NAR) mentre la condanna per depistaggio toccò all'ex capo della P2 Licio Gelli, all'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e agli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte.
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Nel 2000, poi, furono condannati, sempre per depistaggio, l’estremista di destra Massimo Carminati, l’ex direttore del SISMI di Firenze Federigo Mannucci Benincasa e Ivano Bongiovanni, delinquente comune conosciuto per essere legato alla destra. I primi due sono poi stati assolti in appello. Infine nel 2007 è stata confermata la condanna a 30 anni a Luigi Ciavardini in quanto autore della strage.
IL TERRORISMO NELL'OPINIONE PUBBLICA >>Tutti coloro che sono stati arrestati per la strage si sono dichiarati innocenti e gli eventuali mandanti non sono mai stati scoperti. "La giustizia è come una tela di ragno: trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano liberi" diceva Solone molti, troppi, secoli or sono.