Neet, c'è uno di loro in una famiglia su quattro

Di Tommaso Caldarelli.

Le statistiche sui giovani che non studiano, non lavorano, non fanno formazione di alcun tipo

Neet: non è una parolaccia, né una qualche forma di alieno. E' un acronimo, una parola che incontriamo sempre più frequentemente nelle cronache e nelle statistiche che parlano del nostro paese. Purtroppo, in negativo: Neet sta per "Not in education, in employement or training", ovvero i giovani che non studiano, non lavorano né sono impegnati in altri percorsi di formazione professionale.

NEET, LE NOTIZIE

DATI NEGATIVI - Il rapporto di Italia Lavoro dal nome "Famiglie e Lavoro 2013" calcola una media non certo esaltante: è possibile affermare che per ogni quattro famiglie italiane, almeno una ha un componente che è, appunto, un Neet.

1.967.888 famiglie (cioè il 28,9% di quelle con almeno un componente di 15-29 anni) hanno almeno un Neet tra i suoi membri e il 12,7% ne ha addirittura più di uno.

Tristemente il primato spetta alle regioni del Sud: "Calabria (42,4%), Sicilia (44,8%), Campania (42,9%), e Puglia (39,2%)".

I TIROCINI PER I NEET

MENO AUTONOMI - La crisi economica penalizza anche l'autonomia dei giovani: sono 4,7 milioni di ragazzi di 20-29 anni vivono con i loro genitori, più della metà di loro perché disoccupato, inattivo o, nel migliore dei casi, studente. Secondo il presidente di Italia Lavoro, questa permanenza nell'abitazione di famiglia va "ben oltre il limite fisiologico".