Nascita della classe operaia

Di Marta Ferrucci.

La Rivoluzione industriale stravolge la situazione sociale in Europa. Leggi il riassunto sulla nascita della classe operaia

La rivoluzione industriale avviata nel 1780 in Gran Bretagna cambiò totalmente la situazione sociale in Europa.

Origine della nascita della classe operaia – Gli anni successivi all’avvio della Rivoluzione industriale furono caratterizzati da maggiori consumi, dall’introduzione di nuovissimi macchinari d’avanguardia, e dalla facilità di produrre elevati numeri di prodotti con costi contenuti, tutto ciò comportò l’intensificazione della produzione industriale che richiese in maniera sempre più incalzante nuova forza lavoro, necessità che rafforzò sempre più la classe della borghesia industriale (coloro che investirono i capitali favorendo lo sviluppo industriale) a discapito però, della nuova classe sociale nascente, vale a dire, la classe operaia. Riassunti e temi svolti: iscriviti al gruppo su Fb

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Riassunto e mappa concettuale della Rivoluzione industriale

Condizioni di classe – La forza lavoro impiegata nelle fabbriche era costituita per la maggior parte da ex contadini che abbandonarono le campagne in seguito alla promulgazione delle leggi sull’agricoltura (Enclosures acts) di conseguenza, il lavoro in fabbrica costituiva all’epoca l’unica prospettiva di mantenimento possibile per questi individui. Il lavoro in fabbrica non era disciplinato da alcuna legge dello Stato, di fatti, a dettare le condizioni lavorative erano i singoli datori di lavoro, i quali imponevano orari massacranti con turni giornalieri di quattordici ore consecutive, un salario minimo, e nessuna forma di garanzia per il lavoratore né a livello economico né tantomeno sul piano sanitario o assicurativo.

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Il proletariato – La condizione della classe operaia attirò sin dalla sua nascita la curiosità degli intellettuali dell’epoca, uno tra tutti, il sociologo tedesco Karl Marx. Nel suo critica del programma di Gotha (maggio 1875), utilizza per la prima volta il termine proletari per definire la condizione degli operai, termine che individuava l’unica ricchezza di cui questi erano provvisti, ovvero, la propria prole da impiegare come forza lavoro sottopagata. In questo stesso documento Marx ipotizza per la prima volta la dittatura del proletariato, una rivolta dei proletari, che avrebbe dovuto sovvertire lo stato delle cose, realizzando il riscatto di tutte le classi sociali. Marx ed Engels ed il manifesto del partito comunista

Movimento operaio – Sin dai suoi primi anni la classe operaia fu, di fatto, sottoposta a ogni possibile discriminazione da parte della borghesia industriale: orari di lavoro massacranti, salari ridotti e condizioni igieniche inesistenti, questo trattamento scatenò una doverosa azione da parte di alcuni di questi operai e in particolare di Ned Ludd, un giovane inglese, che stanco dei soprusi in un impeto d’ira distrusse un telaio meccanico. Questo gesto compiuto nel 1779 non rimase isolato, di fatti, altri uomini come Ludd esasperati oramai dalle condizioni inumane cui erano sottoposti in fabbrica, si unirono e replicarono il gesto violento creando così, il primo movimento di protesta della classe operaia il luddismo.

Le origini del movimento operaio

Il luddismo - Il luddismo fu un vero movimento di protesta violenta in cui ad avere la peggio furono le macchine industriali che avevano il torto di abbassare i salari e incrementare la disoccupazione occupando il posto di operai specializzati. Il luddismo per anni crebbe e portò scompiglio all’interno delle città industrializzate della Gran Bretagna, ma dopo che la camera dei comuni introdusse la pena di morte per tutti coloro che avessero danneggiato telai e macchinari per la produzione industriale d’indumenti, lentamente, il movimento si spense scomparendo definitivamente nel 1816, con la condanna a morte di James Towler ultimo vero capo luddista. (Leggi la ricerca sul fenomeno del luddismo).

Le Trade Unions – La morte di Towler fece sì che il luddismo sparisse definitivamente, e la maggior parte di coloro che un tempo ne affollava le fila, si ritirò a vita privata, una piccola percentuale però, confluì nei nascenti Trade Unions, nuovi movimenti operai, che ebbero il compito di migliorare le condizioni dei lavoratori in tutti i settori. Nel 1833 fu fondato da R. Owen il Grand National Consolidated Trade Union Congress un’unione di più associazioni volta a far ottenere maggiori garanzie ai lavoratori. Il grande progetto di Owen di mantenere sotto un'unica formazione le varie associazioni di categoria naufragò presto, e nel 1834 l’esperimento del N.C.T.U.C. fu definitivamente concluso.

Cartismo – Dopo la conclusione del progetto di Owen, la rivendicazione operaia assunse una connotazione più specificatamente politica, con la nascita nel 1838 del movimento People’s charter denominato successivamente Cartismo, il quale si proponeva di far avere ai lavoratori la propria rappresentanza a livello politico all’interno degli organi di governo. Tali diritti furono rivendicati con forza e con atti persuasivi come lo sciopero, queste azioni comportarono nel giro di poco tempo, la promulgazione di leggi che migliorassero le condizioni di lavoro e di vita della classe operaia. Nel 1847 fu sancito dallo Stato il limite massimo delle dieci ore lavorative giornaliere. gli appunti sul cartismo.

Italia - Associazioni di Mutuo Soccorso- In Italia, le prime forme di associazionismo si ebbero dalla seconda metà dell’Ottocento con l’intento di proteggere i lavoratori più deboli ed evitare che diventassero vittime d’incidenti sul lavoro o di malattie legate a esso. Una prima vera forma di sindacato fu costituita nel 1860 con la Società di Mutuo o Soccorso (SOMS) organo riconosciuto dallo Stato che ne disciplinò il funzionamento nel 1886 con la legge n.3818.

Le SOMS continuarono le proprie attività in maniera autonoma ma furono affiancati nei loro compiti da organizzazioni di lavoratori prettamente di stampo politico. Nel 1893 nacque il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani che nel 1895 divenne a tutti gli effetti, un partito politico col nome di Partito Socialista Italiano.

Camera del lavoro - Contemporaneamente a queste trasformazioni, l’esigenza di avere delle strutture statali regolamentate a favore dei lavoratori, portò alla nascita della prima Camera del Lavoro con lo scopo di fornire assistenza ai lavoratori di ogni categoria e, soprattutto, occuparsi del loro collocamento, in maniera da indebolire il potere e il controllo che i datori di lavoro o i loro intermediari esercitavano sui singoli dipendenti. Tale camera nacque a Milano nel 1891 grazie a una proposta di Osvaldo Gnocchi-Viani, sindacalista dei tipografi di Milano. Lo sviluppo delle camere del lavoro su tutto il territorio italiano gettò le basi per la nascita nel 1906 del movimento sindacale in Italia anno in cui nacque la Confederazione Generale del Lavoro (CGL) ancora oggi esistente.

Europa - Ciò che accade in Gran Bretagna con il movimento operaio inglese, smosse lo scenario sociale e politico dell’intera Europa: ogni Paese industrializzato diede vita a una vera e propria rivolta sociale il cui culmine è generalmente datato nel 1848.

Germania - la Germania fu uno dei Paesi europei maggiormente colpiti dallo squilibrio sociale tra la borghesia industriale e la classe operaia, non stupisce quindi, che il primo vero studio di carattere sociologico sia stato compiuto da due tedeschi: Karl Marx e Friedrich Hengels i quali, nel 1848, pubblicarono il Manifesto del Partito Comunista (Leggi di più sul manifesto). In questo testo fu fatta un’analisi dettagliata, su livello scientifico, del sistema capitalistico e sulla necessità che la classe proletaria fosse organizzata politicamente in maniera da rivoluzionare il sistema sociale non solo tedesco ma europeo, creando una società del tutto priva di suddivisioni di classe. Le idee Marxiste com’è noto, infiammeranno tutta l’Europa creando numerosi partiti politici fondati da lavoratori che ne condividevano le idee.

Borghesia e proletariato, i protagonisti della Rivoluzione industriale

In Germania, il primo partito politico della classe operaia fu fondato nel 1875 la Deutsche sozialistiche Arbeiterpartei (partito socialista tedesco) che definì una serie di riforme necessarie a disciplinare i rapporti tra partito e sindacati, in cui il sindacato avrebbe dovuto avere un’impronta apolitica. All’interno del partito vi erano due distinti approcci alla riuscita del programma: l’idea di Kautsky che affermava che il socialismo avrebbe vinto indipendentemente dalle azioni che avrebbe compiuto e Bernstein che, al contrario, auspicava che l’affermazione del socialismo avvenisse senza ricorso ad atti violenti. Nel 1891 fu indetto a Erfurt il Congresso socialdemocratico in cui fu stabilito che la lotta di classe sarebbe avvenuta attraverso forme non violente di contrattazione, come, ad esempio, lo sciopero.

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Francia - La Francia ebbe un percorso diverso rispetto gli altri Stati europei, per via della propria situazione politica interna. Le prime forme di movimento operaio si ebbero alla fine del Settecento con una connotazione rivoluzionaria che venne ben presto repressa durante l’età napoleonica, rinvigorendosi solamente intorno al 1830 e in una struttura altamente politicizzata. Durante la rivoluzione sociale che investì l’Europa nel 1848, il movimento operaio francese ebbe una vera incidenza politica, su propria richiesta infatti, venne sancito dal governo il diritto al lavoro attraverso gli Ateliers Nationaux (Laboratori nazionali) che cessarono le proprie attività all’indomani del fallimento della rivoluzione e l’instaurazione del regime Bonapartista. Nel 1886 il movimento operaio risorse a nuova vita con la guida di Guesde e si creò la Fédération nationale des syndicats (Federazione Nazionale dei Sindacati) contemporaneamente, grazie ad un’iniziativa di F. Pelloutier, furono fondate le Bourse du Tavail, ovvero, dei fondi economici a favore e sostegno delle cause dei lavoratori. Nel 1895 nacque la Confédération générale du travail (Confederazione generale del lavoro). Con la firma della Carte d’Amiens nel 1906, fu sancita l’indipendenza del sindacato da qualsiasi partito politico.

America - Il movimento operaio arrivò anche oltre oceano. In America gli operai si organizzarono in associazioni già dal 1863 con la nascita dei Knights of labour (Cavalieri del lavoro) e la National labor union (Sindacato nazionale del lavoro) fondata nel 1866. Le vittorie del movimento operaio americano si realizzarono soltanto quando nacque l’American federation of labour (Federazione nazionale del lavoro) un’istituzione per la difesa delle condizioni di vita dei lavoratori e la supervisione della stipula dei contratti di lavoro, da quest’organizzazione ben presto si scisse l’American labour union of the West (Sindacato nazionale del west) organizzazione sindacale dei minatori che fu anche la prima organizzazione a tutelare gli immigrati e le persone di colore.

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FEDERAZIONE SINDACALE INTERNAZIONALE - Nel 1901 su iniziativa di alcuni Stati come Francia, Germania e Stati Uniti D’America fu fondata ad Amsterdam la Federazione sindacale internazionale che si proponeva di allargare a livello internazionale la lotta per i diritti dei lavoratori.

Il movimento operaio nato in Gran Bretagna all’indomani della rivoluzione industriale, contagiò tutta l’Europa fino ad attraversare l’oceano e approdare in America. Ogni paese coinvolto in questa rivoluzione sociale ebbe delle connotazioni peculiari secondo l’organizzazione politica interna al Paese, eppure, ogni organizzazione dei lavoratori, successivamente divenute sindacati, ottenne ciò che si prefiggeva ovvero, ottenere migliori condizioni di lavoro per i propri iscritti, salari giusti, orari di lavoro sostenibili e una prospettiva di lavoro dignitosa.

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