Parlano chiaro le foto scattate nella biblioteca della facoltà di Psicologia della Seconda Università degli Studi di Napoli. Numerosissime parti di personal computer ed attrezzi elettronici, normalmente usati in convegni, come casse e mixer, sono depositati da diverso tempo nei bagni del servizio bibliotecario. Questi, infatti, sono composti da quattro stanze una delle quali è usata a modo deposito. Uno sgabuzzino abusivo che non tiene conto delle normali attenzioni che non permettono l'usura degli oggetti interessati. Si perchè gli oggetti depositati nella toilette si dividono in funzionanti e non-funzionanti a cui, considerando il normale tasso d'umidità che possiamo trovare in un bagno, presto toccherà la stessa sorte.
ANCHE IN PASSATO
Non è però questa la prima seccatura che coinvolge il servizio bibliotecario. Tempo fa infatti alcuni studenti avvistarono, in orario pomeridiano, un piccolo topolino di campagna proprio nella biblioteca. Naturalmente i disagi furono molti, ma la vicenda si spense tra l'indifferenza generale sia dei dipendenti della biblioteca sia della preside la quale non considerò affatto la vicenda imperniando la sua decisione sulla mancanza appunto di prove oggettive che la smentivano.
MANCANZA D'IGIENE
Ma gli scandali nella facoltà casertana non terminano qui. Anche i servizi igienici situati vicino alle aule della zona centrale della facoltà presentano difatti segni di grave carenza igienica. In questo caso però i mal capitati non sono semplici studenti di psicologia. Il mal servizio in questione è reso appunto ai studenti disabili che devono usufruire di una toilette praticamente inutilizzabile a causa dello sciacquone non funzionante e dei residui, anche abbondanti, di urina presenti sul water, sul pavimento e sulla ringhiera utilizzata per appoggiarsi. Un'incuria amorale che non tiene conto neppure dei problemi dei più esposti e dei più deboli.
NESSUNO DICE E FA NIENTE
Ma quali sono state in quest'occasione le reazioni di preside e personale bibliotecario? Naturalmente il tutto viene velato da un secco No comment che impedisce ogni piena percezione di responsabilità e non permette alcuna analisi soddisfacente sulle prospettive future ed eventuali proposte risolutive. Proposte che dovrebbero pervenire dai rappresentanti degli studenti nel consiglio di facoltà che sono però occupati nella risoluzione di semplici problemi di burocrazia che, dopotutto, sono anch'essi importantissimi. Ancor più importanti però sono le questioni che toccano la vivibilità dell'università che dovrebbe trovar, ed in questo caso il condizionale è d'obbligo, posto fisso nell'agenda operativa dei "rappresentanti".
LE OPINIONI DEGLI STUDENTI
"Questa università è praticamente invivibile", sostiene una studentessa della SUN, Maria D.G. "Una struttura "moderna" che però non tiene conto di alcun canone di vivibilità. Solo cemento che contribuisce a rendere l'ambiente ancor più triste e buio. A ciò poi bisogna aggiungere l'inesistenza dei servizi che ci offrono. Paghiamo tasse altissime per ottenere servizi pressoché scadenti. Indecente!" Nella SUN, infatti, i problemi non sono pochi e tra loro vi è un'equa distribuzione tra quelli di tipo burocratico e quelli di tipo reale. Tra i secondi si annoverano appunti quelli sopra citati e che si riferiscono al complesso universitario in cui gli studenti vivono.
VIA VIVALDI, MODERNA E FUNZIONALE?
E pensare che la facoltà di Psicologia sorge proprio a Caserta, nel complesso di via Vivaldi, in una struttura considerata da tutti, e soprattutto dall'università, come "l'unica più moderna e, proprio per questo, funzionale alle esigenze dei diversi corsi di laurea e altrettanto accogliente". Belle parole! Ma che non trovano riscontro nella realtà delle cose. Nel 2001, infatti, per scorporo dalla facoltà di Lettere e filosofia, è stato istituita la facoltà di Psicologia, collocata nel suddetto complesso casertano di via Vivaldi. A tale facoltà, poi, è stato trasferito il corso di laurea omonimo, posto rapidamente ad esaurimento con la promessa che successivamente si verifichino processi di ampliamento e ulteriore ammodernamento della struttura.
Una promessa mantenuta però a metà. Perchè l'ampliamento della struttura si è avuto, mentre è stata trascurata la voce "ammodernamento" permettendo che i servizi offerti andassero in lenta decomposizione piuttosto che inquadrati in un processo di miglioramento. Ma anche l'ammodernamento si è ottenuto ad un prezzo leggermente più caro per gli studenti. Infatti, le nuove aule, che vengono condivise con gli studenti di biologia, usufruiscono certamente di buoni servizi igienici e sufficienti servizi di video-proiezione e amplificazione, ma devono sopportare un isolamento parziale. Tradotto: le aule sono situate alle spalle del complesso e in esse non sono stati aggiunti i relativi servizi di distribuzione di bevande e stuzzichini. Uno studente dunque che vuole comprare una bottiglia d'acqua deve recarsi dall'altro lato della struttura. A ciò inoltre si aggiunge anche la rilevante distanza dalla biblioteca e dalla segreteria degli studenti, spiegando appunto il parziale isolamento.