I moti rivoluzionari del 1830-31 in Italia e nel resto d’Europa

Di Elisa Chiarlitti.

I moti del 1830-31 seguono quelli di 10 anni prima e anche in questo caso protagonista delle insurrezioni è la classe borghese, più che il popolo. I moti del 1830 nascono in Francia dopo l’ascesa al trono di Carlo X intenzionato a ripristinare un regime simile alla monarchia assoluta dei suoi predecessori. Il desiderio di Libertà infiamma l’Europa

RIASSUNTO MOTI DEL 1830-1831 - Le manifestazioni di dissenso che avevano caratterizzato l’Europa nel 1820-1821, nonostante la loro apparente conclusione fallimentare, fornirono le solide basi per le rivolte che infiammarono il Continente Europeo nel decennio successivo. Riassunti e temi svolti: iscriviti al gruppo su Fb

MOTI 1830: MAPPA CONCETTUALE

ORIGINE DEI MOTI DEL 1830 - Nel 1830 alcune decisioni del Re Carlo X di Francia accesero in breve tempo la miccia della rivoluzione dapprima in territorio francese e successivamente nel resto d’Europa.

I MOTI DEL 1830 IN FRANCIA: LE RAGIONI DELLA PROTESTA - Luigi XIII, Re di Francia, morì nel 1824 senza lasciare eredi pertanto gli succedette al trono il fratello Carlo con il nome di Carlo X. La politica del nuovo Re, si rivelò sin da subito una politica di stampo assolutista, e ben presto le libertà conquistate durante il regno di Luigi furono revocate.

Uno dei primi provvedimenti presi da Carlo X fu la proclamazione della così detta Legge del Miliardo in cui stabiliva forti risarcimenti agli aristocratici che per via della rivoluzione furono costretti ad abbandonare il suolo francese. Molti dei suoi successivi provvedimenti, furono a favore della classe nobile ed ecclesiastica a discapito della borghesia e del popolo. Carlo X, per rendere ancora più salda questa sua condotta politica nominò Primo Ministro il Principe de Polignac ben conosciuto nell’ambiente politico francese come un forte esponente degli ultrarealisti, un gruppo di politici conservatori che aspiravano alla restaurazione della monarchia assoluta.

Riassunto e mappa concettuale dei Moti di indipendenza 1820-21

Lo scontento degli intellettuali crebbe a dismisura ma il Re tenne salda la sua pozione finché il 26 luglio 1830 proclamò le Ordinanze di Saint- Cloux ordinanze con le quali, di fatto, attuava un vero colpo di Stato. Le suddette ordinanze firmate dallo stesso Polignac e dai suoi ministri, erano finalizzate alla limitazione del potere della borghesia e rappresentavano il primo passo verso l’accentramento totale del potere nelle mani del Re così com’era stato prima della rivoluzione: la prima ordinanza limitava la libertà di stampa; la seconda scioglieva la camera dei Deputati; la terza modificava la legge elettorale limitando il voto ai soli cittadini francesi detentori di redditi fondiari in maniera da circoscrivere il voto alle sole classi sociali più alte come nobili e clero in maggioranza fermi sostenitori del Re (escludendo tutti i cittadini che esercitavano le libere professioni, poiché questi erano quasi tutti esponenti della borghesia, classe sociale ostile al Re); la quarta ordinanza decideva nuove elezioni in base al nuovo sistema elettorale in Settembre; la quinta e la sesta proclamavano la nomina di nuovi Consiglieri di Stato, scelti tra le fila degli ultrarealisti.

RIVOLUZIONE DI LUGLIO - Il 26 luglio 1830 con la pubblicazione ufficiale delle ordinanze sul giornale Moniteur esse divenivano effettive. In breve tempo i giornalisti liberali più importanti di Parigi insieme ai politici di fazione opposta al Re, si riunirono pubblicando senza autorizzazione dello Stato su tre diversi giornali (Le National, Le Globe, Le Temps) un’esortazione al popolo alla resistenza contro le istituzioni che, di fatto, firmando le ordinanze facevano cessare il “regime legale”e si convocava una manifestazione di massa per le strade di Parigi per il giorno successivo.

Il 27 Luglio ha inizio per le strade di Parigi la seconda Rivoluzione che durerà tre giorni, le cosiddette Tre giornate gloriose, alla fine delle quali il Re Carlo X venne deposto e i deputati liberali che avevano condotto la rivolta scelsero di mantenere come formula di governo una monarchia Costituzionale offrendo il trono a Luigi Filippo d’Orléans primo Re a essere chiamato “Re dei Francesi”.

Riassunto dei Moti 1830 e 1848

BELGIO INDIPENDENTE - Il Congresso di Vienna aveva stabilito che il Belgio costituisse insieme all’Olanda un unico Stato con a capo Guglielmo I d’Orange - Nassau. Il popolo belga poco digerì tale annessione soprattutto dopo le prime riforme volute dal nuovo Re, egli, infatti, accentrò tutto il potere amministrativo in Olanda e le cariche più influenti dello Stato furono sin da subito affidate esclusivamente a cittadini olandesi. La politica Olandese inoltre, con la propria dipendenza dai traffici Inglesi, non faceva altro che ostacolare la crescita dell’industria belga. A dividere ulteriormente questo neo-stato era la religione: il Belgio fortemente cattolico si ritrovava annesso a uno stato a maggioranza protestante. Tutte queste cause influirono sullo scontento popolare che si manifestò clamorosamente nell’Agosto 1830, mese in cui scoppiò la Rivoluzione popolare a favore dell’indipendenza. Il Re Guglielmo I non riuscì con la forza a sedare la rivolta portata avanti dalla popolazione belga riunita sotto il nome di movimento unionista. L’Inghilterra, nonostante avesse numerosi interessi economici in Olanda, appoggiò la causa Belga, con la benedizione inglese, che pose fine alla rivolta, il Belgio divenne indipendente dall’Olanda. Leopoldo di Sassonia-Cobulgo divenne Re della nuova nascente monarchia costituzionale belga con il nome di Leopoldo I del Belgio.

MOTI DEL 1830 IN POLONIA - Secondo i trattati di Vienna la Polonia era a tutti gli effetti uno Stato satellite Russo sotto il dominio dello Zar Nicola I. La politica dello Zar in Polonia fu una politica di forte repressione dell’individualismo della nazione, cosa che comportò, soprattutto nei ceti medi un forte risentimento.

Nel 1830 alcuni militari e intellettuali polacchi, forti degli avvenimenti positivi accaduti in Francia e Belgio, si organizzarono per guidare la rivolta, era nei loro piani ottenere l’indipendenza dalla Russia puntando ad avere l’appoggio politico della Francia. Luigi Filippo di Francia però, non intervenne nella questione polacca poiché se avesse aiutato la Polonia, si sarebbe inimicato Prussia e Austria legate alla Russia dalla Santa Alleanza. Pur non avendo l’appoggio francese, i rivoluzionari ottennero un’indipendenza parziale riguardante la sola Polonia centrale, ma ben presto le lotte interne tra i capi della rivoluzione portarono alla definitiva sconfitta del movimento rivoluzionario Polacco. Nel 1831 la Polonia continuava a essere territorio Russo sotto il dominio dello Zar Nicola I.

Riassunto dei Moti del 1820-21

MOTI DEL 1830 IN SPAGNA - La vera rivoluzione per questa Nazione fu la riforma istituzionale denominata Prammatica Sanzione, introdotta il 19 marzo 1830, la quale prevedeva la successione al trono per le infante. Nel 1833 alla morte del Re Ferdinando VII, Isabella II di Spagna, a poco meno di tre anni, divenne la prima Regina Spagnola.

MOTI DEL 1830 IN ITALIA - I moti rivoluzionari giunsero anche in Italia ed ebbero origine all’interno del Ducato di Modena, qui, infatti, il capo della carboneria locale Ciro Menotti strinse un patto con Francesco IV d’Asburgo - Este che reggeva il Ducato. Il patto stipulato tra i due uomini prevedeva che Francesco IV sostenesse e agevolasse attivamente la rivoluzione all’interno dei propri territori e in cambio, una volta ottenuta l’unificazione dei territori sotto un'unica monarchia costituzionale, ne sarebbe diventato il legittimo Re. Francesco IV tuttavia non fu fedele a Menotti, infatti, spaventatosi per l’invio sul territorio di truppe austriache lo accusò di congiura, condannandolo così a morte. Nonostante la morte di Menotti la catena di contatti creata dalla carboneria sostenne bene le idee rivoluzionare e per tanto, in breve tempo, numerose città silenziosamente si organizzarono per insorgere, da Bologna sino le Marche. Il 3 febbraio 1831 in questi territori, come da programma, scoppiò la rivolta. Il 5 febbraio 1831 Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna si dichiararono indipendenti dallo stato della Chiesa e istituirono le Province Unite Italiane scegliendo come forma di governo una repubblica parlamentare.

Le truppe Austriache si unirono all’esercito pontificio per reprimere gli insorti e fu così che il 26 aprile 1831 fu ristabilito l’ordine iniziale. La maggior parte dei ribelli fu condannata a morte e in ogni territorio si ristabilirono ordinamenti e leggi precedentemente in vigore.

Riassunto della rivoluzione parigina del 1830

MOTI DEL 1830: UNA RIVOLUZIONE BORGHESE - I moti del 1830 si distinsero dai precedenti moti del 1820-21 principalmente per la base dell’iniziativa che divenne più ampia coinvolgendo anche la classe media e la borghesia più alta, congiuntamente al desiderio di ottenere governi sempre più indipendenti dall’influenza della figura di unico regnante assoluto rappresentata dal Re dell’antico regime. Sebbene queste nuove forme di rivoluzione del 1830-1831 non portarono per tutti gli stati i risultati desiderati, saranno la giusta base per lo scoppio della Primavera dei popoli del 1848.